La grande chanukkià accesa nel cuore di Roma per gli otto giorni della Festa delle Luci
Questa edizione non è stata confermata dall'organizzatore ad oggi. Si consiglia di verificare con l'organizzatore prima di mettersi in viaggio.
Da quasi quarant'anni, all'arrivo di dicembre, Piazza Barberini cambia volto: accanto alla Fontana del Tritone del Bernini viene installata una grande chanukkià, il candelabro a nove bracci della festa ebraica di Chanukkà. L'iniziativa è promossa a Roma dal movimento internazionale Chabad-Lubavitch, che nella stessa settimana accende candelabri pubblici in centinaia di città del mondo, da Londra a New York, da Mosca a Melbourne. Nel dicembre 2025 l'appuntamento romano è arrivato alla sua 37ª edizione, confermandosi uno degli eventi religiosi e civili più riconoscibili del calendario invernale della Capitale.
Chanukkà ricorda la vittoria dei Maccabei contro la persecuzione ellenistica nell'antica Giudea e la successiva riconsacrazione del Tempio di Gerusalemme, profanato dai pagani. Secondo la tradizione, l'olio rimasto — sufficiente per un solo giorno — bastò miracolosamente per otto giorni: da qui gli otto giorni di festa e le otto luci che si accendono progressivamente, una in più ogni sera, servendosi della nona candela centrale, lo shammash. È una festa domestica che a Roma, come altrove, esce di casa e si fa pubblica: la luce, per essere un segno, deve essere vista.
Il rito si ripete ogni sera per otto giorni consecutivi, con orari che seguono il calendario ebraico: l'accensione a Piazza Barberini è tradizionalmente fissata alle 18.00, anticipata al pomeriggio nel giorno che precede lo Shabbat e spostata alla sera dopo il tramonto al termine del sabato. La serata principale, quella più partecipata, cade di norma nella prima domenica della festa: è l'occasione in cui la piazza si riempie di più e in cui intervengono gli ospiti istituzionali. Nell'edizione 2025 erano presenti, accanto a rav Yitzhak Hazan, direttore del Chabad-Lubavitch di Roma, il sindaco Roberto Gualtieri, l'ambasciatore degli Stati Uniti, un rappresentante dell'Ambasciata d'Israele in Italia, la presidente dell'UCEI Noemi Di Segni e il presidente della Comunità Ebraica di Roma Victor Fadlun.
Attorno all'accensione la piazza diventa per qualche ora uno spazio di festa popolare: musica dal vivo, canti e danze dei bambini delle scuole ebraiche della città, distribuzione di dolci tipici della ricorrenza — le sufganiot, i bomboloni fritti, e le frittelle di patate — e piccoli doni per i più piccoli. La partecipazione è libera e gratuita, e non è riservata alla comunità ebraica: turisti di passaggio e romani che rientrano dal lavoro si fermano volentieri davanti al candelabro illuminato.
L'evento si inserisce in una storia particolarmente lunga: quella di Roma, sede della più antica comunità ebraica d'Europa, presente in città in modo continuativo da oltre venti secoli. Chi assiste all'accensione a Piazza Barberini può facilmente completare la giornata scendendo verso il Ghetto, tra il Portico d'Ottavia e il Tempio Maggiore, dove nei giorni di Chanukkà le vetrine e i forni propongono i dolci della festa. Nell'ultima serata, la tradizione romana prevede inoltre una cerimonia conclusiva nell'area del Colosseo, luogo di forte valore simbolico per la storia ebraica.
Piazza Barberini si trova nel Municipio I di Roma, Città Metropolitana di Roma Capitale, nel Lazio: un punto centralissimo, servito dalla metropolitana e a pochi minuti a piedi dai principali luoghi del centro storico.
La festa ebraica delle Luci si colloca nel 2026 tra la sera di venerdì 4 dicembre e sabato 12 dicembre, secondo il calendario ebraico (25 di Kislev 5787). È l'arco di giorni in cui, da quasi quarant'anni, la grande chanukkià viene accesa in Piazza Barberini, nel centro di Roma.
Il programma dettagliato dell'edizione 2026 non è ancora stato pubblicato dal Chabad-Lubavitch di Roma. In attesa dell'annuncio ufficiale, va tenuto conto della consuetudine degli anni precedenti: accensione serale quotidiana, orario anticipato al pomeriggio nel giorno che precede lo Shabbat, accensione dopo il tramonto al termine del sabato e serata principale collocata di norma nella prima domenica della festa, con la partecipazione delle autorità cittadine, della Comunità Ebraica di Roma e delle rappresentanze diplomatiche.
La partecipazione è tradizionalmente libera e gratuita. Le date e gli orari definitivi saranno confermati dagli organizzatori nelle settimane precedenti la festa.
Piazza Barberini, 00187 Roma (Municipio I, quartiere Barberini/Tridente), accanto alla Fontana del Tritone.
Metropolitana: linea A, fermata Barberini, all'uscita della piazza. Autobus: numerose linee lungo Via del Tritone e Via Barberini. Treno: dalla stazione Roma Termini, metro A direzione Battistini, due fermate. Aereo: aeroporti di Fiumicino (Leonardo Express fino a Termini) e Ciampino. In auto la zona è a traffico limitato e con parcheggi scarsi: è fortemente consigliato l'uso dei mezzi pubblici.
Accensione serale, tradizionalmente alle 18.00, con orario anticipato il venerdì (prima dell'inizio dello Shabbat) e posticipato al sabato sera. Partecipazione libera e gratuita, senza prenotazione. Gli orari precisi vengono pubblicati ogni anno dal Chabad-Lubavitch di Roma poco prima della festa.
Dicembre a Roma è mite ma umido: vestirsi a strati e prevedere un ombrello. La serata principale è molto affollata: conviene arrivare almeno venti minuti prima per trovare posto vicino al candelabro. Per chi arriva da fuori città, la zona offre un'ampia scelta di alberghi tra Via Veneto e il Tridente, ma è anche la più cara: valide alternative a Termini o a Prati.
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Piazza Barberini
Piazza Barberini, 00187 Roma