Carri allegorici e maschere nel carnevale documentato più antico d'Italia, nel cuore medievale di Viterbo
Il Carnevale Viterbese vanta un primato che pochi conoscono: è considerato il carnevale documentato più antico d'Italia. Il primo atto d'archivio risale all'11 febbraio 1198, quando il podestà Raniero di Pepone stipulò un accordo che prevedeva un pagamento annuale «in tempo di carnevale» a favore del Comune di Viterbo. Le cronache medievali di Lanzillotto, il più antico cronista viterbese, citano poi festeggiamenti carnevaleschi già nel 1227 e nel 1244, a conferma di una tradizione lunga oltre otto secoli nella città dei Papi.
Dopo decenni di oblio, il carnevale cittadino è stato rilanciato a metà degli anni Duemiladieci per iniziativa del comitato Viterbo Civica, guidato da Lucio Matteucci, con il patrocinio economico del Comune di Viterbo e il sostegno della Camera di Commercio Rieti Viterbo e di ANCE Viterbo. L'edizione 2026 è stata la decima del nuovo corso: circa 385 partecipanti tra carri allegorici e gruppi mascherati hanno colorato le vie del centro, con una crescita costante di pubblico e di realtà coinvolte, dalle scuole ai paesi della Tuscia come Vitorchiano e Sutri.
Il momento clou è la sfilata del sabato (o della domenica) che precede il Martedì Grasso: carri e gruppi partono da Porta Romana nel primo pomeriggio e attraversano il centro storico medievale — via Garibaldi, piazza Fontana Grande, via Cavour, piazza del Plebiscito, via Ascenzi e via Marconi — fino al gran finale a piazza del Teatro (piazza Verdi), con musica, animazione e dj set dal palco. Ad aprire il corteo c'è Frisigello, la maschera tipica viterbese sui trampoli, giullare che secondo le cronache antiche si esibiva in «giochi meravigliosi». Con lui sfilano la banda musicale cittadina, le majorettes e gli sbandieratori e musici del Pilastro.
Il Martedì Grasso il carnevale si trasferisce a piazza del Teatro con un pomeriggio dedicato ai più piccoli: gruppi mascherati, giochi, coriandoli e musica dalle ore 15. In serata la festa continua per i più grandi con dj set e serate a tema nei locali della città, come la festa notturna «La Giostra».
Il carnevale è anche un'occasione per scoprire Viterbo, capoluogo dell'omonima provincia nel Lazio settentrionale: la città dei Papi conserva uno dei centri medievali meglio preservati d'Europa, con il quartiere di San Pellegrino, il Palazzo dei Papi e le terme. La sfilata tra le pietre di peperino grigio del centro storico regala al Carnevale Viterbese un'ambientazione unica, che unisce la leggerezza della festa alla profondità di una storia quasi millenaria.
L'edizione 2026 del Carnevale Viterbese, la decima del nuovo corso, è stata presentata a Palazzo dei Priori il 5 febbraio ed è andata in scena tra il 14 e il 17 febbraio. La sfilata dei carri allegorici, inizialmente in programma sabato 14, è stata rinviata a domenica 15 febbraio a causa del maltempo, ma la pioggia non ha fermato la festa: migliaia di persone hanno riempito le vie del centro storico.
Il corteo, partito da Porta Romana intorno alle 15, ha percorso via Garibaldi e via Cavour fino a piazza del Comune, per concludersi a piazza del Teatro con la musica dal palco. Otto carri allegorici e numerosi gruppi mascherati hanno animato la giornata, insieme alla banda Musichiamo Viterbo, alle majorettes Starlight Ferentum e agli sbandieratori e musici dell'Associazione Culturale Pilastro. Applaudita anche la partecipazione della comunità srilankese di Viterbo, con biciclette decorate, costumi tradizionali e danzatori, segno di un carnevale sempre più inclusivo.
Martedì Grasso, il 17 febbraio, il gran finale a piazza del Teatro: pomeriggio dedicato ai bambini con i gruppi mascherati e, in serata, la festa notturna «La Giostra» con i dj set. Un'edizione da record per pubblico e partecipazione, realizzata dal comitato Viterbo Civica con il patrocinio del Comune di Viterbo.
In sfilata: la maschera Frisigello sui trampoli, 8 carri allegorici e i gruppi Carica 101, Super Mario, Puffi e Pacman (Vitorchiano), Lo Studio Fotografico, Natale, Cuoricini, I Pavoni (Associazione Pilastro), Tic Tac, Fuori di Stalla (La Fattoria di Alice), La Casa degli Orrori, Gli Egizi (Istituto Orioli), I Cicisbei (Sutri) e L'Olimpo, con i gruppi di ballo Lady Gaga (Mauro Dance) e Thalìa Ru Dance Group, la banda Musichiamo Viterbo, le majorettes Starlight Ferentum e gli sbandieratori del Pilastro.
In treno: Viterbo è collegata a Roma con i treni regionali delle linee FL3 (Roma Ostiense–Viterbo Porta Romana/Porta Fiorentina); la stazione di Porta Romana è a pochi passi dal punto di partenza della sfilata.
In auto: da Roma via Cassia (SS2) o superstrada Orte–Viterbo dall'autostrada A1 (uscita Orte). Nei giorni di sfilata il centro storico è chiuso al traffico: parcheggiare fuori dalle mura (Sacrario, Valle Faul) e proseguire a piedi.
La sfilata e gli eventi in piazza sono a ingresso libero e gratuito.
Arrivare con anticipo per trovare posto lungo il percorso, soprattutto tra piazza del Plebiscito e piazza del Teatro. In caso di maltempo la sfilata può essere rinviata di uno o più giorni: verificare i canali ufficiali prima di mettersi in viaggio.
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Centro storico di Viterbo
Piazza del Plebiscito, 01100 Viterbo