Carri allegorici, maschere e la farsa della Zeza tra il borgo e Montepertuso
Conosciuta in tutto il mondo per le sue estati affollate, Positano d'inverno torna a essere ciò che è sempre stata: un piccolo borgo verticale della Costiera Amalfitana, in provincia di Salerno, dove tutti si conoscono. Il Carnevale di Positano è il momento in cui questa dimensione paesana si mostra nel modo più festoso: i carri allegorici costruiti nei mesi precedenti risalgono le strade strette del Comune, le famiglie scendono in strada con i bambini mascherati e le piazze si riempiono di musica.
La manifestazione è organizzata dal Forum dei Giovani di Positano, l'organismo di partecipazione giovanile del Comune, in collaborazione con i volontari della Parrocchia di Santa Maria delle Grazie di Montepertuso. È una festa costruita interamente dal basso, senza biglietti né recinzioni: chi passa si aggrega, chi abita lungo il percorso guarda dai balconi.
Il cuore del Carnevale Positanese sono le parate dei carri, che affrontano un percorso tutt'altro che banale: a Positano non esistono lunghi viali, ma tornanti e scalinate a picco sul mare. I carri partono di solito dalla zona alta della Chiesa Nuova e scendono verso il centro, con arrivo in Piazza dei Racconti, lo spazio pubblico dove si concentrano l'animazione, la musica e il momento conviviale finale.
Ad accompagnare i carri ci sono gruppi mascherati, coreografie, street band e una nuvola di coriandoli che resta a lungo tra le scale del borgo. La partecipazione dei bambini è la vera cifra dell'evento: sono loro, più dei carri, i protagonisti della giornata.
A poche centinaia di metri sopra il mare, la frazione di Montepertuso custodisce l'anima più antica del Carnevale positanese: la Zeza. Si tratta di una farsa del teatro popolare campano, di origine irpina e legata alla Commedia dell'Arte, che racconta in versi e canti gli amori contrastati fra Tolla, figlia di Pulcinella, e il giovane Don Nicola. Zeza, la madre, complotta a favore degli innamorati contro il volere del padre, finché la vicenda si scioglie con il matrimonio.
La rappresentazione va in scena a Piazza Cappella, davanti alla comunità riunita, ed è portata avanti dal gruppo «Una storia positanese» insieme ai volontari della parrocchia. Attorno alla farsa si costruisce una vera festa di paese, con piatti preparati dalle signore del posto, musica popolare dal vivo e un pubblico che conosce a memoria battute e personaggi. È una tradizione che si è interrotta e ripresa più volte negli anni: ogni ritorno della Zeza a Montepertuso viene vissuto come un piccolo evento identitario.
Rispetto ai grandi carnevali italiani, quello di Positano non punta sulla spettacolarità: la sua forza sta nella partecipazione. I carri sono realizzati da gruppi di giovani e volontari, il pranzo comunitario è offerto, le serate a tema mescolano generazioni diverse sulle canzoni degli anni Settanta, Ottanta e Novanta. La Campania ha una tradizione carnevalesca fortissima e la Costiera Amalfitana la declina a modo proprio, tra sagrati di chiese, panorami sul Tirreno e vicoli in salita.
Andare a Positano a febbraio significa vederla senza la folla: le case colorate a gradoni, la Spiaggia Grande semivuota, la cupola maiolicata di Santa Maria Assunta che domina il borgo. Il Carnevale è una delle poche occasioni dell'anno in cui il paese si anima come in piena estate, ma con un pubblico quasi interamente locale. Per chi visita la Campania in bassa stagione è un modo autentico di conoscere la Costiera Amalfitana, patrimonio UNESCO, lontano dai circuiti turistici più battuti.
Il Carnevale Positanese 2026 ha confermato la formula che negli ultimi anni ha rimesso in moto la festa: non un solo giorno, ma un fine settimana lungo che ha coinvolto sia il centro di Positano sia la frazione di Montepertuso. L'apertura, sabato 14 febbraio, ha visto la parata dei carri partire alle 11:00 dalla Chiesa Nuova per raggiungere Piazza dei Racconti, dove il Forum dei Giovani ha offerto pranzo e animazione.
Domenica 15 febbraio la festa si è spostata in quota: dalle 10:00 sfilata per le vie di Montepertuso, gonfiabili e giochi per i più piccoli, poi in serata uno spettacolo dedicato alla musica degli anni Settanta, Ottanta e Novanta, organizzato con i volontari della Parrocchia di Santa Maria delle Grazie.
Martedì 17 febbraio, alle 15:00, l'ultima parata è partita dalla Zona Sponda in direzione di Piazza dei Racconti. La sfilata, ripresa anche nella zona della Chiesa Nuova e verso Fornillo, è stata interrotta da un acquazzone improvviso che ha costretto gli organizzatori a mettere al riparo i carri, come è accaduto in diverse località della Costiera Amalfitana e della Penisola Sorrentina. Nonostante il maltempo, balli, maschere e scenette hanno animato le vie del borgo per buona parte del pomeriggio.
Il momento più atteso è arrivato il 13 febbraio a Piazza Cappella, a Montepertuso, con la messa in scena della Zeza: la farsa popolare campana che racconta gli amori di Tolla e Don Nicola, portata in scena dal gruppo «Una storia positanese» sotto la supervisione di Angelo Vito Marrone e con la regia di Gian Maria Talamo. Nel cast Salvatore Barba nel ruolo di Zeza, Biagio Villano come Pulcinella, Angela Villano nei panni di Tolla, Michele Barba come Don Nicola, Giovanni Fusco nel ruolo del dottore, Sergio Amendola ed Enzo De Lucia come prete. A completare la serata, piatti della tradizione preparati dalle signore del posto e dal ristorante «Il Ritrovo» dello chef Carmine, e un concerto di musica popolare.
Positano non ha stazione ferroviaria. In treno si arriva a Salerno o a Sorrento (Circumvesuviana da Napoli), poi si prosegue con gli autobus di linea SITA Sud lungo la Strada Statale 163 Amalfitana. In auto si esce ad Angri o a Castellammare di Stabia dall'autostrada A3, ma va messo in conto un percorso lungo e tortuoso.
I posti auto nel borgo sono pochi e a pagamento, e durante le sfilate alcune strade possono essere chiuse al traffico. Conviene lasciare l'auto nei parcheggi all'ingresso del paese e proseguire a piedi. Per raggiungere Montepertuso c'è il servizio di bus locale che risale dalla costa.
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Centro storico di Positano e frazione di Montepertuso