Carri allegorici, Rogo di Carnevale e Rottura della Pignata nel borgo dell'Alta Irpinia
Questa edizione non è stata confermata dall'organizzatore ad oggi. Si consiglia di verificare con l'organizzatore prima di mettersi in viaggio.
Il Carnevale di Lacedonia è uno degli appuntamenti più radicati nel calendario di questo paese dell'Alta Irpinia, in provincia di Avellino, al confine orientale della Campania. Non una singola giornata di festa, ma un percorso in tre atti che accompagna la comunità dai giorni grassi alle soglie della Quaresima: la sfilata dei carri allegorici, il rogo del fantoccio di Carnevale e la Rottura della Pignata.
È un Carnevale di paese nel senso più pieno del termine: i carri nascono dall'impegno volontario di gruppi, famiglie e associazioni, e le maschere sono quelle di tutte le età. Chi arriva da fuori non assiste a uno spettacolo confezionato per il turismo, ma entra dentro una festa che il paese prepara per sé stesso.
Il momento più visibile della manifestazione è la sfilata dei carri allegorici. Il corteo parte tradizionalmente dalla zona detta «piscilo» e, percorrendo il corso Augustale, raggiunge piazza Francesco De Sanctis, cuore del borgo. Ad accompagnare i carri ci sono le maschere di tutte le età, la musica e l'animazione.
Ogni carro racconta un tema — satirico, fiabesco o d'attualità — costruito con cartapesta, tessuti e inventiva artigianale. Nelle edizioni documentate la Pro Loco ha previsto premi per il carro più bello, per il gruppo mascherato più creativo e per la maschera più bella. Alla parata partecipano anche gli alunni delle scuole del paese, che in alcune edizioni hanno aperto i festeggiamenti con canti e balli tradizionali per le vie del centro.
Il Martedì Grasso, quando il corteo si scioglie in piazza De Sanctis, arriva il momento del Rogo di Carnevale: un fantoccio di legno, costruito per l'occasione, viene incendiato davanti alla comunità riunita. È un rito antico e diffuso nel Mezzogiorno, che mette in scena la morte simbolica del Carnevale alle soglie della Quaresima.
Attorno al falò si beve un bicchiere di vino, si mangiano le tipiche chiacchiere e si balla: è la serata più partecipata dell'intero Carnevale lacedoniese.
A chiudere i festeggiamenti, la prima domenica di Quaresima, è la Rottura della Pignata. In uno spazio ampio — un'aia o la piazza — vengono sospese a un filo di ferro le «pignate», recipienti di terracotta che i partecipanti, bendati, colpiscono a turno.
Le fonti locali ricordano che, più che un gioco, «in passato era un rito, una tradizione antica» con cui si tentava la fortuna. Le pignate possono contenere caramelle e dolciumi, ma anche acqua o cenere, per rendere la prova più scherzosa; ai vincitori spettava in molti casi un salame o una forma di formaggio. Fra risate, tarantelle e balli, la serata si chiude con vino e dolci condivisi: è l'appuntamento più atteso da bambini e ragazzi, e il vero congedo dalla festa.
Il Carnevale Lacedoniese è organizzato dalla Pro Loco «Gino Chicone» con il patrocinio del Comune di Lacedonia, la partecipazione degli alunni dell'istituto scolastico locale e la collaborazione delle associazioni del territorio: un lavoro corale che poggia interamente sul volontariato.
Lacedonia è un piccolo comune arroccato tra le colline dell'Alta Irpinia, affacciato verso la Puglia. Il suo calendario di tradizioni non si esaurisce con il Carnevale: il paese celebra i grandi falò di San Giuseppe a marzo, il pellegrinaggio alla Madonna delle Grazie la prima domenica di maggio, la festa di San Filippo Neri, quella di San Gerardo Maiella in ottobre e il patrono San Nicola il 6 dicembre. Il Carnevale è l'anello invernale di questa catena di riti popolari.
Le date cambiano ogni anno perché seguono il calendario mobile del Carnevale: sfilata e rogo il Martedì Grasso, Rottura della Pignata la prima domenica di Quaresima. Le edizioni documentate si sono svolte nella seconda metà di febbraio, con qualche rinvio dovuto al maltempo. Per il 2026 non risulta ancora diffuso un programma ufficiale: conviene seguire i canali della Pro Loco «Gino Chicone» e del Comune di Lacedonia.
Il Carnevale di Lacedonia, nel borgo dell'Alta Irpinia in provincia di Avellino, torna secondo il calendario mobile del Carnevale, generalmente nella seconda metà di febbraio. La struttura della festa è consolidata: sfilata dei carri allegorici e delle maschere dal «piscilo» lungo il corso Augustale fino a piazza Francesco De Sanctis, rogo del fantoccio di Carnevale il Martedì Grasso e Rottura della Pignata la prima domenica di Quaresima.
Al momento della redazione di questa scheda non è stato diffuso un calendario ufficiale per il 2026: date, orari e dettagli del programma non sono quindi confermati. Per non perdere gli aggiornamenti conviene seguire i canali della Pro Loco «Gino Chicone» e del Comune di Lacedonia, che pubblicano il programma nei giorni immediatamente precedenti la manifestazione.
Lacedonia si trova nell'Alta Irpinia, all'estremità orientale della provincia di Avellino, in Campania, non lontano dal confine con la Puglia. Si raggiunge in auto tramite le strade statali e provinciali che collegano i comuni dell'area; l'aeroporto e la stazione ferroviaria di riferimento più comodi restano quelli di Napoli e di Foggia, con proseguimento su gomma. Il centro storico, dove si snoda la sfilata, si percorre interamente a piedi.
Il corteo dei carri parte dalla zona del «piscilo» e prosegue lungo il corso Augustale fino a piazza Francesco De Sanctis, dove si tengono il Rogo di Carnevale e la Rottura della Pignata.
La manifestazione si svolge su strada ed è a ingresso libero: non è prevista biglietteria.
A febbraio le temperature dell'Alta Irpinia sono rigide, soprattutto la sera del rogo: abbigliamento caldo e scarpe comode sono indispensabili. Portate una maschera, perché qui il Carnevale si vive partecipando. Verificate sempre il programma aggiornato prima di mettervi in viaggio: in caso di maltempo gli appuntamenti possono essere rinviati di qualche giorno, come già accaduto in passato.
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Centro storico, corso Augustale e piazza Francesco De Sanctis