Undici giorni fra laboratori, riti del tè, cooking class e cene d'auguri per l'Anno del Cavallo di Fuoco
Nel febbraio 2026 il Mercato Centrale Roma celebra per la prima volta il Capodanno Cinese con un calendario di appuntamenti che va ben oltre la tavola. Undici giorni, dal 18 al 28 febbraio, in cui la grande sala gastronomica affacciata su Via Giovanni Giolitti si trasforma in un luogo d'incontro fra due culture del cibo e dell'ospitalità. L'iniziativa è realizzata in collaborazione con Associna e con LIAO - Laboratorio Incontro Asia Occidente, partner del progetto, e si inserisce nel più ampio mosaico di festeggiamenti che in quei giorni animano Piazza Vittorio Emanuele II e il rione Esquilino.
Il 2026 apre, nel calendario lunisolare cinese, l'Anno del Cavallo di Fuoco: un segno associato all'energia, al movimento e all'intraprendenza. È attorno a questo simbolo che ruota il programma romano, pensato per raccontare non solo i piatti ma anche i gesti, i tempi e i significati augurali della festa più importante dell'anno per oltre un miliardo di persone. Nulla è lasciato al folclore superficiale: ogni appuntamento è guidato da praticanti e professionisti della comunità cinese di Roma.
Il cuore del cartellone si svolge allo Spazio Fare, al secondo piano del Mercato. Si comincia il 18 febbraio con il laboratorio dedicato all'arte dei ravioli, guidato dallo chef Angelo Ji del ristorante Lamien and Dumplings, che insegna la piega, l'impasto e il ripieno secondo la tradizione. Seguono un incontro sulle erbe curative cinesi, il rito del tè condotto da Gloria Liu — una degustazione consapevole in cui vengono spiegati strumenti, tempi e valore simbolico di ogni passaggio — e una lezione di Yi Quan con il maestro Maurizio Crocco, arte marziale interna fondata sul lavoro posturale e sulla respirazione.
Il momento più atteso è la cena tradizionale del Capodanno del 27 febbraio, sempre firmata da Angelo Ji, servita intorno a un grande tavolo comune al primo piano. Ogni portata porta con sé un augurio preciso: gli involtini primavera per la ricchezza, gli spaghetti della lunga vita, il pesce fritto come simbolo di abbondanza, il maiale in salsa di soia per il benessere e la forza, un piatto misto di carne e pesce — tavola piena, anno prospero — e infine il dolce di riso con sesamo, simbolo di unione familiare e di crescita anno dopo anno. È l'occasione migliore per capire perché, nella cultura cinese, non si mangia mai soltanto per nutrirsi.
La scelta del luogo non è casuale. Il Mercato Centrale sorge nel Comune di Roma, provincia di Roma, nel Lazio, all'interno dell'ala Giolitti della Stazione Termini, in un rione — l'Esquilino — che dagli anni Novanta è il principale punto di riferimento della comunità cinese della capitale. A poche centinaia di metri, i portici di Piazza Vittorio ospitano da tempo la sfilata, le danze del leone e i fuochi che segnano il passaggio d'anno. Il Mercato aggiunge a questa festa di strada una dimensione più intima e didattica, dove ci si siede, si ascolta, si impara con le mani.
Le attività sono pensate per pubblici molto diversi: adulti curiosi, famiglie con bambini piccoli, appassionati di gastronomia asiatica, studenti di lingua e cultura cinese. Quasi tutti gli appuntamenti hanno posti limitati e richiedono la prenotazione, con quote che vanno dai 10 ai 30 euro; alcuni momenti, come la proiezione e l'aperitivo finale, sono a ingresso libero fino a esaurimento posti. Il resto del Mercato Centrale — le sue botteghe artigiane, i banchi di pane, carne, pesce e gelato — resta naturalmente aperto tutti i giorni, offrendo a chi passa un motivo in più per fermarsi.
Con l'edizione 2026 il Capodanno Cinese è entrato per la prima volta al Mercato Centrale Roma, accanto ai festeggiamenti storici di Piazza Vittorio. Il cartellone, costruito insieme ad Associna e a LIAO - Laboratorio Incontro Asia Occidente, ha alternato pratica manuale, cultura e gastronomia: dalla piega dei ravioli alla calligrafia del carattere della fortuna, dal rito del tè alle arti marziali interne, fino al cinema d'autore cinese in lingua originale. Quasi tutti gli appuntamenti si sono tenuti allo Spazio Fare, al secondo piano, con posti limitati e prenotazione obbligatoria.
Mercato Centrale Roma, Via Giovanni Giolitti 36, 00185 Roma (ala Giolitti della Stazione Termini). I laboratori si tengono allo Spazio Fare, al secondo piano; la cena del 27 febbraio al ristorante del primo piano.
Il Mercato è dentro la Stazione Termini: treni regionali e Alta Velocità, metropolitana linee A e B (fermata Termini), Leonardo Express dall'aeroporto di Fiumicino, capolinea di numerose linee di autobus e del tram 5 e 14. Arrivare in auto è sconsigliato: la zona è a traffico limitato e i parcheggi sono pochi e cari.
Il Mercato Centrale è aperto tutti i giorni dalle 8.00 a mezzanotte. Le attività del Capodanno Cinese si svolgono in orario serale (dalle 17.00 alle 20.00 circa) e richiedono quasi sempre la prenotazione online, con posti limitati.
Informazioni e prenotazioni: [email protected] — telefono +39 06 46202900 — sito ufficiale mercatocentrale.it/roma.
Prenota con qualche giorno di anticipo: i laboratori con lo chef e la cena tradizionale vanno esauriti per primi. Se vieni con bambini, gli appuntamenti del 28 febbraio pomeriggio sono i più adatti. Approfitta della vicinanza a Piazza Vittorio per completare la giornata con i festeggiamenti all'aperto dell'Esquilino.
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Mercato Centrale Roma (Stazione Termini)
Via Giovanni Giolitti 36, 00185 Roma