Il festival romano di arte digitale audiovisiva dedicato alla luce
Fotonica è il festival di arte digitale audiovisiva che dal 2017 anima Roma, nella Città metropolitana di Roma Capitale, cuore del Lazio. Il suo nome deriva dal fotone, il frammento luminoso più piccolo e più brillante dell'universo: un'immagine che sintetizza bene la ricerca del festival, interamente dedicata alle forme d'arte legate all'elemento luce e, in modo particolare, alla luce digitale. Non si tratta di una semplice rassegna di installazioni: Fotonica è un laboratorio permanente in cui artisti, musicisti, VJ, programmatori e ricercatori mettono alla prova i linguaggi dell'audiovisivo contemporaneo.
Il festival è prodotto da Flyer new media, collettivo creativo con sede a Roma in Via del Verano, nel quartiere San Lorenzo. Lo stesso gruppo cura LPM Live Performers Meeting, uno degli appuntamenti internazionali più longevi dedicati alla performance audiovisiva dal vivo, e fa parte della rete europea AVnode. Questa doppia identità - locale nelle radici, internazionale nelle relazioni - spiega la presenza costante a Roma di artisti provenienti da decine di Paesi diversi.
Il programma di Fotonica alterna momenti espositivi e momenti performativi. Le giornate sono dedicate alle installazioni e ai workshop, mentre le serate ospitano i live AV, in cui suono e immagine vengono generati simultaneamente sul palco. Le pratiche più ricorrenti sono:
Fotonica non ha una sede unica: ogni anno sceglie luoghi diversi della città, privilegiando spazi che dialoghino con le opere. Negli anni recenti il festival ha occupato l'Accademia d'Ungheria, il Pasquino Art Center nel Centro Storico e il MAM - Media Art Museum di Corso Italia, nella zona Salario-Trieste. Nel 2026 la programmazione si allarga anche a Villa d'Este a Tivoli, sito UNESCO alle porte di Roma, dove la luce digitale incontra i giardini e le fontane rinascimentali: un accostamento che è già di per sé una dichiarazione di poetica.
Uno dei tratti distintivi di Fotonica è la volontà di non restare confinato in una nicchia specialistica. I workshop sono pensati per fasce d'età molto diverse, dai bambini agli adulti, e affrontano temi come la programmazione creativa, il mapping, la manipolazione del video dal vivo. I simposi e i panel aprono invece il dibattito su questioni che vanno oltre la tecnica: libertà digitali, rappresentazione di genere nell'immagine, sostenibilità delle pratiche artistiche. Le residenze offrono infine a giovani autori la possibilità di sviluppare un progetto e di presentarlo davanti a una rete professionale internazionale.
In una città che il pubblico associa soprattutto all'archeologia e al patrimonio classico, Fotonica propone un'altra Roma: quella della sperimentazione, delle arti elettroniche, della ricerca sui nuovi media. È un'occasione per vedere da vicino - e spesso gratuitamente o a prezzi contenuti - opere che di solito circolano nei grandi festival del Nord Europa. Chi arriva senza competenze tecniche non deve temere: le installazioni si lasciano attraversare e vivere, e le performance serali funzionano come veri e propri concerti visivi.
Nel 2026 Fotonica abbandona la formula concentrata in una sola settimana e si distribuisce su più appuntamenti, ciascuno con una sede e un'identità propria. La scelta permette al festival di occupare luoghi molto diversi della Capitale e del suo territorio, dal Centro Storico ai giardini rinascimentali di Tivoli.
L'appuntamento di ottobre è quello dal respiro più internazionale: quattro giornate di performance audiovisive, sessioni di VJing, workshop, panel e presentazioni di prodotti, con oltre trecento tra artisti, professionisti e appassionati attesi da una quarantina di Paesi. I temi annunciati coprono l'intero spettro della ricerca audiovisiva contemporanea: live cinema, performance immersive, arte immersiva, video mapping, libertà digitali, rappresentazione di genere nell'immagine, visual generativi, stereoscopia 3D, laser e LED, realtà virtuale e aumentata.
Alla data attuale l'organizzazione ha reso pubblici il calendario, le sedi e le linee tematiche di ciascuna tappa, ma non ancora l'elenco completo degli artisti e degli orari. Il programma dettagliato viene pubblicato progressivamente sul sito ufficiale del festival, con l'avvicinarsi di ogni appuntamento.
Le sedi del festival sono distribuite tra Roma e la sua area metropolitana. Il Pasquino Art Center si trova nel Centro Storico, raggiungibile a piedi da Piazza Navona; il MAM - Media Art Museum è in Corso Italia, servito dalla metro B (fermata Policlinico) e da diverse linee di superficie. La sede operativa dell'organizzazione è in Via del Verano, a San Lorenzo, vicino alla stazione Roma Termini. Per gli appuntamenti a Villa d'Este, Tivoli è collegata a Roma dai treni regionali della linea Roma-Avezzano (stazione Tivoli) e dagli autobus Cotral da Ponte Mammolo.
Le tariffe variano a seconda della sede e del tipo di appuntamento: alcune mostre e installazioni sono a ingresso libero, mentre le serate di performance e i workshop possono richiedere un biglietto o una registrazione preventiva. Le informazioni aggiornate sono pubblicate sul sito ufficiale fotonicafestival.com.
Per le performance serali conviene arrivare con un certo anticipo: le capienze delle sale sono limitate. Chi desidera partecipare ai workshop deve iscriversi in anticipo, perché i posti sono contingentati. Info: [email protected], tel. +39 06 78147301.
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Sedi multiple (Pasquino Art Center, MAM - Media Art Museum, Villa d'Este a Tivoli)
Via del Verano 39, 00185 Roma