Tre giorni di Andalusia nel borgo di tufo del Sannio: flamenco, tablao, teatro itinerante e España Street Food
Per tre giorni, all'inizio di maggio, il centro storico di Sant'Agata de' Goti cambia identità. Vicoli, larghi, scalinate e cortili privati del Comune in provincia di Benevento, in Campania, diventano un barrio andaluso: si balla il flamenco all'aperto, si beve sangría, si mangia paella davanti ai palazzi di tufo. Il Barrio Fest è nato nel 2025 su iniziativa del Circolo Sociale Saticula — sodalizio cittadino fondato nel 1881 — con il sostegno del Comune di Sant'Agata de' Goti, e già alla prima edizione ha portato nel borgo quasi 10.000 visitatori in due soli giorni.
La scelta non è un gioco esotico ma un recupero di memoria. Il borgo conserva tracce della lunga stagione catalano-aragonese del Mezzogiorno: la più celebre è la cosiddetta Finestra Catalana, dettaglio architettonico superstite che ancora oggi si può osservare passeggiando fra i palazzi medievali e borbonici del centro. Da qui l'idea di far rivivere, come spiegano gli organizzatori, «quell'antica atmosfera di scambio, incontro e festa» che legava il Sannio alla penisola iberica. Non stupisce quindi che la manifestazione abbia raccolto il patrocinio di TourSpain (l'ente del turismo spagnolo), della Junta de Andalucía e dell'Istituto Cervantes: un riconoscimento internazionale raro per un evento di paese.
Il Barrio Fest non ha un palco centrale: la programmazione è distribuita in cinque spazi del borgo, così che il pubblico si muova continuamente da uno spettacolo all'altro come in una vera feria.
A questi si aggiungono le aperture straordinarie di cortili privati e siti storici normalmente chiusi al pubblico, che diventano quinte naturali per le esibizioni itineranti.
La musica è la vera protagonista. Sui palchi diffusi si alternano compagnie e formazioni di flamenco e di sonorità gitane e mediterranee: Flamenco de Pitimini, Mestizo Flamenco, Flamenco Lado Sur, Las Sevillanas, Los Perros de la Calle, Gitanos, La Jumara e l'Esperanto Gipsy Band. Accanto alle bailaoras in costume e alla rumba catalana, il programma include lo spettacolo teatrale «Nel senno di Don Chisciotte», rilettura comico-poetica firmata da Francesco Rivieccio e Costantino Punzo e replicata più volte al giorno dalla compagnia del Tablao San Vito.
Il percorso enogastronomico è una tappa obbligata: gli stand dell'España Street Food restano aperti dal mattino a tarda sera e propongono paella (di carne e di pesce), jamón ibérico, tapas, tortilla de patatas, patatas bravas, croquetas, albóndigas en salsa, pinchos morunos, rabo de toro e bacalao. Per chiudere, churros, crema catalana e tarta de Santiago, accompagnati da sangría, vino e cerveza. I consumi si pagano con gettoni acquistabili nelle casse dedicate, con il cambio di un'unità per ogni euro.
Il Barrio Fest affianca agli spettacoli un programma culturale che valorizza il patrimonio locale: l'Infiorata di Maggio in versione speciale, con tappeti di petali stesi lungo le vie del centro; le visite guidate teatralizzate dedicate alla «Sant'Agata Catalana» e il percorso narrato «La conquista de la Rath»; la mostra d'arte contemporanea «Muy Caliente!»; mercatini, cortei e artisti di strada lungo tutto l'itinerario.
Sant'Agata de' Goti è uno dei luoghi più fotografati del Sannio: il centro storico è arroccato su uno sperone di tufo nella Valle Caudina, alle falde del Monte Taburno, con le case che si affacciano a picco sul costone. Il borgo è inserito nel club de «I Borghi più belli d'Italia» e fregiato della Bandiera Arancione del Touring Club. Visitarlo durante il Barrio Fest significa scoprirlo due volte: come metà di viaggio e come palcoscenico di una festa a cielo aperto.
Dopo il successo del debutto, il Barrio Fest è tornato a Sant'Agata de' Goti dal 1° al 3 maggio 2026, allungandosi da due a tre giornate per coprire tutto il ponte del Primo Maggio. Organizzato dal Circolo Sociale Saticula con il Comune di Sant'Agata de' Goti, l'evento ha ricevuto il patrocinio di TourSpain, della Junta de Andalucía e dell'Istituto Cervantes.
La formula è rimasta quella della feria diffusa: nessun palco centrale, ma cinque postazioni nel cuore del borgo con spettacoli a rotazione e artisti itineranti fra i vicoli. Il filo conduttore è stato di nuovo la Sant'Agata Catalana, l'eredità iberica del paese testimoniata dalla celebre Finestra Catalana, raccontata attraverso visite guidate teatralizzate, una speciale Infiorata di Maggio e la mostra d'arte contemporanea «Muy Caliente!».
Ingresso libero su tutta la manifestazione; a pagamento solo le consumazioni agli stand dell'España Street Food, con il sistema dei gettoni (1 euro = 1 unità).
In auto: Sant'Agata de' Goti si raggiunge dalla Valle Caudina e dalla Valle dell'Isclero. Da nord (Roma) A1 fino all'uscita di Caianello, poi direzione Benevento e uscita San Salvatore Telesino - Valle dell'Isclero, quindi Sant'Agata de' Goti. Da Napoli si sale per Acerra-Arienzo o via Maddaloni e Valle di Suessola. Durante l'evento il centro storico è chiuso al traffico: conviene lasciare l'auto nei parcheggi a valle e salire a piedi.
In treno: le stazioni di riferimento sono Benevento e Caserta, collegate da autolinee regionali verso Sant'Agata de' Goti; l'aeroporto più vicino è Napoli-Capodichino (circa 50 km).
Ingresso libero su tutta la manifestazione, compresi gli spettacoli di flamenco e il teatro itinerante. Si paga solo quello che si consuma agli stand gastronomici, tramite gettoni acquistabili alle casse dedicate (1 euro = 1 unità). Alcune visite guidate teatralizzate possono richiedere prenotazione: conviene chiedere ai punti informativi allestiti in centro.
Infoline: +39 329 4343133 — e-mail: [email protected] — social: Facebook e Instagram @santagatabarriofest.
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Centro storico di Sant'Agata de' Goti
Centro storico, Piazza Umberto I, 82019 Sant'Agata de' Goti