Nove rioni, un pallone e un'intera città sugli spalti
Ci sono manifestazioni che raccontano una comunità meglio di qualsiasi guida turistica: il Torneo dei Rioni di Grottaferrata è una di queste. Per circa un mese, tra giugno e i primi giorni di luglio, il Comune di Grottaferrata, nel cuore dei Castelli Romani in provincia di Roma (Lazio), si divide idealmente in nove quartieri che si sfidano a pallone davanti a tutta la città. Non è un campionato professionistico e non pretende di esserlo: è una tradizione cittadina in cui il calcio è soprattutto un pretesto per ritrovarsi.
I protagonisti sono i nove rioni storici che compongono il tessuto urbano criptense: Badia, Borghetto, Capanne, Casali, Colonnetta, Quattrostrade, Valle Violata, Fontanaccio e Piazza. Ogni squadra è composta da residenti del quartiere e porta in campo i propri colori, i propri striscioni e un seguito di tifosi che comprende intere famiglie, dai nonni ai bambini. La rivalità è accesa ma sempre bonaria: alla fine della serata ci si ritrova tutti insieme sotto le tribune.
Il campo di gioco è sempre lo stesso: il Campo Sportivo Comunale "Gianluca Paolucci", gestito dall'ASD Accademia Calciatori, che per l'occasione si trasforma nel centro nevralgico della vita cittadina serale.
Negli ultimi anni il torneo ha assunto una fisionomia particolare: un comitato organizzatore composto dai rappresentanti dei rioni, coordinato da Pierfranco Trovalusci, Luca De Luca e Riccardo De Benedictis, gestisce direttamente logistica, sicurezza e ristorazione, con il patrocinio dell'Amministrazione comunale. I volontari dei quartieri si occupano di tutto, dalla sorveglianza delle tribune all'accoglienza del pubblico, in quello che gli stessi organizzatori hanno definito un vero e proprio laboratorio di autogestione civica. È un modello raro e riuscito di partecipazione dal basso, che ha permesso alla manifestazione di non fermarsi anche in anni complicati sul piano amministrativo.
Chi arriva al campo Paolucci per la prima volta capisce subito che il risultato è solo una parte della serata. Dopo il fischio finale i ristoratori del territorio offrono piatti di pasta agli spettatori, le famiglie restano a chiacchierare fino a tardi e i più piccoli continuano a giocare a bordo campo. Il torneo è anche un momento di memoria condivisa: ogni edizione ricorda i giovani criptensi scomparsi, con dediche e momenti di raccoglimento prima delle partite.
La città è celebre per l'Abbazia greca di San Nilo, monastero esarchico fondato nel 1004 e ancora oggi officiato secondo il rito bizantino, e per i suoi vini dei Castelli. Una serata al Torneo dei Rioni si combina facilmente con una passeggiata nel centro storico, una visita all'abbazia e una cena in una delle fraschette della zona. Per chi viaggia nel Lazio in estate, è l'occasione di vedere un evento che non è costruito per i turisti ma che accoglie chiunque con naturalezza.
Perché è gratuito, perché è autentico e perché restituisce l'immagine di una comunità che si organizza da sola. In una regione ricca di sagre e rievocazioni, il Torneo dei Rioni di Grottaferrata occupa uno spazio tutto suo: quello di una festa popolare moderna, nata dallo sport e cresciuta come rito collettivo dell'estate criptense.
L'edizione 2026 è stata segnata da una novità organizzativa importante. Con l'Amministrazione comunale in fase di transizione, il Comune di Grottaferrata ha garantito patrocinio e sostegno, mentre la gestione operativa è passata interamente al comitato dei rioni, coordinato da Pierfranco Trovalusci, Luca De Luca e Riccardo De Benedictis, affiancato dall'ASD Accademia Calciatori per la gestione dell'impianto.
I volontari dei quartieri si sono occupati di logistica, accoglienza, ristorazione e sicurezza delle tribune, dando vita a quello che gli organizzatori hanno definito un laboratorio di autogestione civica. Il torneo ha ricordato i giovani criptensi scomparsi, con una dedica particolare a Stefano Patrizi, mancato prematuramente nel gennaio 2026.
In campo i nove rioni Badia, Borghetto, Capanne, Casali, Colonnetta, Quattrostrade, Valle Violata, Fontanaccio e Piazza, con la formula a gironi seguita da semifinali e finale. Come da tradizione, dopo ogni partita i ristoratori del territorio hanno offerto piatti di pasta al pubblico.
Tutte le gare con calcio d'inizio alle 20.30 al campo Paolucci. Il calendario dettagliato delle partite è stato pubblicato sul sito istituzionale del Comune di Grottaferrata e sui canali social ufficiali della città.
Campo Sportivo Comunale "Gianluca Paolucci", Grottaferrata (RM), Lazio. Tutte le partite si giocano qui.
In auto: dal Grande Raccordo Anulare di Roma, uscita 21-22 verso via Anagnina o via Tuscolana, poi indicazioni per Grottaferrata (circa 25 km dal centro di Roma). In treno: linea FL4 Roma Termini-Frascati, poi bus urbano o taxi verso Grottaferrata. In metropolitana e bus: metro A fino ad Anagnina, quindi autobus Cotral in direzione Grottaferrata.
Calcio d'inizio delle partite alle 20.30. Ingresso libero e gratuito al campo sportivo.
Arrivare con un po' di anticipo per le semifinali e la finale, quando le tribune si riempiono rapidamente. Dopo le partite i ristoratori locali offrono la pasta agli spettatori. Il calendario completo delle gare viene pubblicato sul sito istituzionale del Comune di Grottaferrata.
Strutture ricettive a Grottaferrata, Frascati, Marino e Rocca di Papa; Roma è raggiungibile in meno di un'ora.
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Campo Sportivo Comunale "Gianluca Paolucci"
Campo Sportivo Comunale "Gianluca Paolucci", 00046 Grottaferrata