Due giorni tra arte, musica, natura e sapori dell'Alta Irpinia, tra i binari della stazione di Lioni e le sponde del fiume
«Sulle Rive dell'Ofanto» è la manifestazione che il Comune di Lioni, in provincia di Avellino, dedica ogni estate al fiume che attraversa l'Alta Irpinia. Nata come esperimento di rigenerazione urbana, la rassegna ha scelto due luoghi simbolo del paese — la vecchia stazione ferroviaria e l'area della Chiesetta dell'Ofanto — e li ha restituiti alla comunità sotto forma di spazio culturale diffuso. Nel 2026 il festival è arrivato all'ottava edizione con il sottotitolo «Echi tra Sponde e Binari», che racconta bene la doppia anima dell'evento: l'acqua del fiume da un lato, la memoria ferroviaria dall'altro.
L'iniziativa è promossa dal Comune e dalla Pro Loco di Lioni insieme all'Associazione «Insieme per Avellino e l'Irpinia», con l'obiettivo dichiarato di riscoprire il legame fra comunità, ambiente e memoria valorizzando i luoghi simbolici del territorio attraverso linguaggi diversi: arte, musica, letteratura, sport e convivialità.
Il cuore visivo della manifestazione è la mostra collettiva allestita negli spazi della stazione, dove i carri ferroviari storici diventano vere e proprie gallerie a cielo aperto. Nel 2026 la rassegna «Il Viaggio tra Memorie, Arte e Sapori», curata dalla storica dell'arte Emanuela Conforti, ha riunito artisti irpini con opere che dialogano con il paesaggio, la memoria del treno e l'identità dell'Alta Irpinia. Un allestimento che non si esaurisce nel fine settimana del festival: la mostra resta visitabile ancora per settimane, prolungando la vita culturale della stazione.
La sera il festival si sposta sull'area della Chiesetta dell'Ofanto, dove il palco accoglie band e cantautori a partire dal tramonto. La formula è ormai collaudata: aperitivo sul fiume con dj set, poi il concerto principale e la coda notturna fino a mezzanotte. Negli anni si sono alternati gruppi del territorio, formazioni folk-rock e nomi di richiamo della canzone italiana, con un'attenzione particolare al repertorio d'autore e alle sonorità mediterranee.
La giornata comincia molto presto, ed è forse questo l'aspetto più originale della rassegna. Prima ancora che si accendano le luci del palco, il programma propone trekking sui sentieri che risalgono la valle, sessioni di yoga e pilates sulle rive del fiume, colazioni all'aperto e passeggiate lungo i binari dismessi della vecchia linea ferroviaria. Attività gratuite e aperte a tutti, pensate per far conoscere un tratto di Irpinia che i visitatori raramente attraversano a piedi.
La dimensione enogastronomica accompagna tutto il festival: dagli stand dell'aperitivo sul fiume alle presentazioni editoriali dedicate alla dieta mediterranea e alla cultura del cibo. L'Alta Irpinia è terra di grandi vini — l'areale dei bianchi e dei rossi campani di collina è a pochi chilometri — di formaggi di montagna e di una cucina contadina sobria e saporita, e il festival la racconta senza cerimonie, attorno a un tavolo all'aperto.
Lioni si trova nell'Alta Irpinia, a circa settanta chilometri da Avellino, in una Campania interna fatta di montagne, boschi e paesi ricostruiti dopo il terremoto del 1980. L'Ofanto, che nasce poco lontano e scende verso la Puglia, è l'elemento che dà identità a tutta la valle. Recuperare la sua chiesetta e la stazione ferroviaria come spazi di festa significa, per la comunità, riappropriarsi di un paesaggio che per decenni è rimasto ai margini. È anche per questo che «Sulle Rive dell'Ofanto» non assomiglia a una sagra qualsiasi: è un progetto culturale che usa l'estate per riaccendere luoghi.
Il festival è pensato per un pubblico misto: famiglie con bambini, camminatori, appassionati d'arte contemporanea e chi cerca un concerto di qualità in un contesto naturale. Chi visita l'Irpinia in luglio può facilmente abbinare la manifestazione a una giornata fra i borghi dell'Alta Irpinia, i laghi artificiali della zona e le cantine della provincia di Avellino.
L'edizione 2026 di «Sulle Rive dell'Ofanto», l'ottava della rassegna, si è svolta a Lioni venerdì 24 e sabato 25 luglio con il sottotitolo «Echi tra Sponde e Binari». Il programma ha unito, come da tradizione, i due poli della manifestazione: la vecchia stazione ferroviaria e l'area della Chiesetta dell'Ofanto.
Il venerdì è stato dedicato all'arte e alla parola, con l'inaugurazione della mostra collettiva «Il Viaggio tra Memorie, Arte e Sapori», curata dalla storica dell'arte Emanuela Conforti e allestita anche nei carri ferroviari storici, seguita dalla presentazione di un volume dedicato alla dieta mediterranea.
Il sabato ha invece dispiegato l'intero ventaglio di linguaggi del festival: trekking sui sentieri di Calvello con lo Sci Club Lioni, yoga sulle rive del fiume, passeggiata sui binari, visita guidata alla mostra, laboratorio per i più piccoli, aperitivo sull'Ofanto con dj set e, dalle 21, la parte musicale con il concerto dei Makardìa e l'attesissimo set in duo di Nada, madrina dell'edizione, prima del dj set conclusivo di mezzanotte.
La manifestazione è stata promossa dal Comune e dalla Pro Loco di Lioni con l'Associazione «Insieme per Avellino e l'Irpinia», in una provincia di Avellino che in luglio moltiplica gli appuntamenti all'aperto.
La mostra collettiva è rimasta visitabile alla stazione di Lioni anche dopo il fine settimana del festival, fino alla fine di agosto.
In auto: uscita di Lioni sul raccordo autostradale Avellino-Salerno / SS 7 Ofantina, seguendo poi le indicazioni per il centro e per la stazione ferroviaria. Da Avellino si percorrono circa 70 km, da Napoli poco più di 130 km. In treno: la stazione di Lioni non è servita da collegamenti passeggeri regolari; il riferimento più comodo è la rete di autolinee regionali che collega l'Alta Irpinia ad Avellino e a Napoli.
Gli appuntamenti si dividono fra la stazione ferroviaria di Lioni, sede della mostra collettiva, e l'area della Chiesetta dell'Ofanto, dove si svolgono le attività sul fiume, gli aperitivi e i concerti serali. I due luoghi distano pochi minuti d'auto l'uno dall'altro.
L'ingresso agli eventi è aperto al pubblico e gratuito, mostra compresa.
Lioni e i comuni vicini (Nusco, Sant'Angelo dei Lombardi, Calitri) offrono agriturismi, B&B e piccole strutture a conduzione familiare, spesso con cucina irpina. In alta stagione conviene prenotare con qualche settimana d'anticipo.
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Stazione ferroviaria di Lioni e area della Chiesetta dell'Ofanto
Piazza Vittorio Emanuele III, 2, 83047 Lioni