Riti, processioni e il canto de 'Lu Recitu' nel cuore dei Monti Sicani
A Santo Stefano Quisquina, piccolo Comune adagiato sui Monti Sicani in provincia di Agrigento (Sicilia), la Settimana Santa rappresenta il momento più intenso e partecipato del calendario religioso. Per una settimana intera, dalla Domenica delle Palme alla Domenica di Resurrezione, il centro storico si trasforma in un grande spazio di devozione popolare, scandito da processioni, riti liturgici e antiche tradizioni tramandate di generazione in generazione.
Il cuore delle celebrazioni si concentra nei giorni del Triduo Pasquale. Il Giovedì Santo, dopo la Messa 'In Coena Domini' con la lavanda dei piedi, la suggestiva processione dell'Addolorata muove verso la Chiesa del Carmelo nel silenzio della notte. Il Venerdì Santo è la giornata più solenne: due distinte Via Crucis partono dalla Chiesa Madre, con il simulacro di Gesù Nazareno, e dalla Chiesa del Carmelo, con l'Addolorata, fino a incontrarsi in un momento di grande commozione. Segue la crocifissione al Calvario, la deposizione del Crocifisso e la processione serale con l'urna del Cristo morto.
Elemento identitario di questa Settimana Santa è 'Lu Recitu', antico canto in dialetto siciliano che rievoca i dolori della Madonna. Le sue parti lamentate derivano dallo Stabat Mater, la preghiera medievale tradizionalmente attribuita a Jacopone da Todi. I cantori accompagnano le processioni con melodie struggenti e, in apertura della settimana, si tiene il raduno 'Lu Recitu' – Cori dei Sicani, che riunisce i gruppi del territorio.
Nei giorni che precedono la Pasqua, le chiese del paese vengono adornate con i tradizionali sepolcri, allestiti con i lavureddi, piccoli germogli di grano fatto crescere al buio fino a diventare bianco, simbolo di morte e rinascita. Decorazioni colorate e fiori completano questi altari della reposizione, meta di visita per i fedeli.
Le celebrazioni culminano nella solenne Veglia Pasquale del Sabato Santo e, la Domenica di Pasqua, nel suggestivo incontro tra il Cristo Risorto e la Madonna, che si svolge nelle piazze del paese tra applausi e festa. Un momento che, negli anni recenti, è diventato uno degli appuntamenti più amati dalla comunità di Santo Stefano Quisquina.
Organizzata dalla Parrocchia con il comitato dei festeggiamenti, la Settimana Santa stefanese è un'occasione per scoprire un borgo autentico dei Monti Sicani e una delle espressioni più genuine della religiosità popolare dell'agrigentino, dove fede, musica e tradizione si fondono in un'esperienza profondamente emozionante.
La Settimana Santa 2026 a Santo Stefano Quisquina si è aperta domenica 29 marzo con la benedizione delle palme in Piazza Carmelo e la processione verso la Chiesa Madre, seguita in serata dal 'I Raduno Lu Recitu – Cori dei Sicani'. Il Triduo Pasquale ha visto il Giovedì Santo (2 aprile) la Messa 'In Coena Domini' e la processione notturna dell'Addolorata, accompagnata dalla banda 'G. Verdi' e dai cantori de 'Lu Recitu'. Il Venerdì Santo (3 aprile) le due Via Crucis, la crocifissione al Calvario e la processione con l'urna; il Sabato Santo (4 aprile) le Veglie Pasquali e, la Domenica di Pasqua (5 aprile), l'incontro tra il Cristo Risorto e la Madonna nelle piazze del paese.
Santo Stefano Quisquina si raggiunge in auto dall'autostrada A19 Palermo-Catania (uscita verso Lercara Friddi) o dalla SS189 da Agrigento. La stazione ferroviaria più vicina è quella di Agrigento, a circa 50 km. L'aeroporto di riferimento è Palermo-Punta Raisi.
I riti si svolgono nel centro storico, tra la Chiesa Madre, la Chiesa del Carmelo e il Calvario. La partecipazione alle processioni e alle celebrazioni è libera e gratuita.
Le processioni serali del Giovedì e Venerdì Santo sono i momenti più suggestivi: si consiglia abbigliamento comodo e rispettoso del contesto religioso. Il borgo offre trattorie tipiche dove gustare la cucina dei Monti Sicani.
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Chiesa Madre e centro storico