Riti pasquali, l'Addolorata e la processione de "u mulimentu" tra le tredici chiese del paese
Nel cuore della Sicilia interna, a Leonforte (provincia di Enna), la Settimana Santa è il momento più atteso e sentito dell'anno. Per quasi due settimane il centro storico del paese si trasforma in un teatro sacro a cielo aperto, dove le confraternite, le statue e i fedeli danno vita a riti tramandati di generazione in generazione. Il cuore di tutto è la processione del Venerdì Santo, detta de "u mulimentu" — l'Urna che secondo la tradizione conservò il corpo di Cristo prima della Resurrezione — databile intorno al 1650.
I riti cominciano già otto giorni prima della Domenica delle Palme, quando i confrati della Mercede portano in processione il "Gesù alla Colonna". Da lì la liturgia popolare si snoda giorno dopo giorno:
Il Venerdì Santo è il giorno della massima intensità. In tarda mattinata, nella Chiesa Madre, inizia il rito della crocifissione: una statua dalle braccia snodabili viene "crocifissa" davanti alla croce, mentre l'Addolorata, con passo lento e cadenzato, per tre volte si avvicina e si allontana dalla croce a simboleggiare il doloroso distacco. All'imbrunire si compie la solenne deposizione: i confrati del SS. Sacramento calano il fercolo ligneo del Cristo al grido di "Misericordia!". Inizia allora la processione che, nel buio della notte, tocca tutte le tredici chiese del paese — tante quante sono le stazioni della Via Crucis — lungo un percorso di poco più di sette chilometri, scandito dalla marcia funebre eseguita dalla banda musicale.
Le grandi protagoniste sono le confraternite, in particolare il SS. Sacramento, la Maria SS. Addolorata e la Santa Croce. A rendere unica la Settimana Santa leonfortese è anche il Lamento (Lamientu), un canto-monologo della tradizione orale tramandato dagli anziani ai giovani: un gruppo di lamentatori, in gran parte ragazzi, ne mantiene viva la pratica come parte integrante dei riti quaresimali. La processione conserva inoltre l'antico passo dei confrati, l'"annacato", cadenzato sul ritmo della marcia funebre.
La Settimana Santa di Leonforte non è uno spettacolo costruito per i turisti, ma una manifestazione di fede popolare vissuta da tutta la comunità, capace al tempo stesso di emozionare chi arriva da fuori. Per chi vuole conoscere la Sicilia più autentica e il suo straordinario patrimonio di tradizioni religiose, è un appuntamento da non perdere.
Il Venerdì Santo 2026 ha confermato la sequenza tradizionale dei riti leonfortesi:
Nel piazzale del convento dei Cappuccini si è celebrata la resurrezione con il tradizionale incontro tra il Cristo risorto e la Madonna, a chiusura della Settimana Santa.
Leonforte si trova in provincia di Enna, nella Sicilia centrale. In auto si raggiunge dall'autostrada A19 Palermo-Catania (uscita Mulinello) o dalla SS117. In treno, la stazione di Leonforte-Pirato è sulla linea Palermo-Catania; dalla stazione il centro storico dista alcuni chilometri.
I riti si svolgono durante la Settimana Santa, con il momento culminante il Venerdì Santo. La data varia ogni anno secondo il calendario pasquale.
La processione del Venerdì Santo si svolge in gran parte di sera e nella notte e copre oltre sette chilometri a piedi: indossa scarpe comode e abiti adatti alle temperature serali. I riti sono gratuiti e aperti a tutti; si raccomanda un atteggiamento rispettoso del carattere religioso della manifestazione.
Nessuna foto al momento. Condividi le tue!
5 foto massimo, 5 MB per foto (JPG, PNG, WebP)
Aiutaci a tenere aggiornata questa scheda. Ogni proposta è verificata dal nostro team prima della pubblicazione.
Nessuna valutazione — sii il primo!
Nessun commento al momento. Sii il primo!
Condividi la tua esperienza con la comunità.
Chiesa Madre e centro storico di Leonforte
Piazza IV Novembre, 94013 Leonforte