La Passione di Cristo rivive tra canti, tamburi e silenzi nel borgo di ferro dell'Ennese
Aggrappato a uno sperone roccioso a 651 metri di altitudine, nel cuore della provincia di Enna, Gagliano Castelferrato custodisce una delle espressioni più toccanti della religiosità popolare siciliana. La Settimana Santa di questo piccolo comune dell'entroterra, abitato da poco più di tremila gaglianesi, culmina nella sera del Venerdì Santo con una processione che da generazioni richiama fedeli e curiosi da tutto il territorio.
Cuore del rito sono i quattro simulacri che rappresentano i momenti della Passione di Cristo, portati a spalla dalle confraternite con le loro tuniche e mantelli. Ogni statua esce dalla propria chiesa per radunarsi nella piazza:
Circa un mese e mezzo prima del Venerdì Santo, un gruppo di cantori comincia a provare due canti popolari secolari: 'Cianci cianci Maria' e 'La Simana Santa'. Intonati a piena voce, con una prima voce che lancia il verso e le altre che rispondono, simulano le grida e il pianto della Madre. Durante l'esecuzione le sillabe vengono allungate al punto che è quasi impossibile distinguere le parole: restano soltanto lamenti e lacrime. L'atmosfera dolente, attraversata da un silenzio struggente, è rotta dal battito cadenzato e malinconico di un tamburo che segna il passo lento dei confrati, in una vera e propria marcia funebre.
Al termine del percorso per i vicoli del centro storico, ogni simulacro compie un ultimo gesto carico di significato: l'inchino davanti alla Madonna Addolorata, prima di rientrare nella rispettiva chiesa. Le fiaccolate che accompagnano il corteo, con le loro luci tremolanti, simboleggiano le lacrime versate per la morte di Cristo. La tradizione si lega anche al cosiddetto Mysterium Crucis, una settimana dedicata alla meditazione del volto di Cristo in croce, con i crocifissi esposti nelle chiese del paese, tra cui la Chiesa di Santa Maria di Gesù, che custodisce un pregevole Crocifisso ligneo.
Custodita dagli anziani e tramandata con passione ai più giovani, la Settimana Santa di Gagliano Castelferrato è molto più di una rievocazione religiosa: è l'identità stessa di una comunità che, ogni anno, si ritrova attorno ai propri simulacri e ai propri canti. Inserita nel ricco calendario delle tradizioni pasquali della Regione Sicilia e della provincia di Enna, rappresenta una tappa imperdibile per chi vuole conoscere la Sicilia più autentica e profonda.
L'edizione 2026 della Settimana Santa di Gagliano Castelferrato ha avuto il suo momento culminante il Venerdì Santo 3 aprile 2026, alla vigilia della Domenica di Pasqua (5 aprile). Nel rispetto di un rito secolare e immutato, le confraternite del paese hanno portato in processione per i vicoli del centro storico i quattro simulacri della Passione, mentre i cantori intonavano i tradizionali canti popolari e il tamburo scandiva il passo lento del corteo. Le fiaccolate hanno illuminato la sera, fino all'inchino finale di ogni simulacro davanti all'Addolorata.
Gagliano Castelferrato si trova nell'entroterra ennese, raggiungibile in auto dall'autostrada A19 Palermo-Catania (uscita Mulinello o Catenanuova) e tramite le strade provinciali interne. La stazione ferroviaria più vicina è quella di Catenanuova-Centuripe, sulla linea Catania-Palermo.
La processione si svolge il Venerdì Santo, nel tardo pomeriggio e in serata. Nel 2026 il Venerdì Santo cade il 3 aprile.
L'evento è a ingresso libero e si snoda per i vicoli del centro storico. Si consiglia abbigliamento comodo, scarpe adatte alle stradine in pendenza e un atteggiamento rispettoso del carattere religioso e raccolto della manifestazione.
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Centro storico di Gagliano Castelferrato