A Morcone il festival che racconta la cultura come lavoro vero, tra biblioteche, editoria indipendente, mestieri d'arte, danza e musica
RARO – Festival del Lavoro Creativo & Culturale è nato nell'estate del 2024 a Morcone, in provincia di Benevento, e si presenta come il primo festival europeo interamente dedicato al lavoro creativo e culturale. Il nome stesso spiega il progetto: RaRo nasce dalle sillabe di cultuRA e lavoRO, due parole che in Italia raramente vengono pronunciate insieme. L'idea di fondo è semplice e ambiziosa: la cultura non è un costo né un passatempo, ma un settore produttivo che genera occupazione, competenze e futuro, anche e soprattutto nei borghi dell'Appennino campano.
Il festival è promosso da Kinetès – Arte. Cultura. Ricerca. Impresa., impresa culturale attiva dal 2016 come spin-off accademico dell'Università degli Studi del Sannio, fondata e diretta da Rossella Del Prete, docente di Storia economica. Kinetès lavora da anni sul rapporto tra cultura e lavoro nelle aree interne del Mezzogiorno, e RARO è la vetrina pubblica di quella ricerca.
Morcone è uno dei borghi più suggestivi della Campania interna: un centro storico arroccato nella Valle del Tammaro, fatto di vicoli stretti, archi e innumerevoli scalinate in pietra che scendono verso la valle. Durante il festival questo tessuto urbano diventa esso stesso allestimento: la Chiesa di Sant'Onofrio, l'Auditorium San Bernardino, la Biblioteca di Kinetès in via Sant'Onofrio, le piazze e le strade del borgo — fra cui via Bonaparte — ospitano incontri, mostre, laboratori e spettacoli a poche decine di metri l'uno dall'altro.
Un elemento identitario delle prime edizioni è stato il recupero di un'antica sartoria del centro storico, restituita alla comunità come laboratorio creativo per produzioni artigianali e momenti di formazione artistica: un esempio concreto di rigenerazione urbana attraverso il lavoro culturale.
Uno degli assi portanti di RARO riguarda il patrimonio documentario e il mestiere di chi lo custodisce. I panel dedicati a biblioteche e bibliotecari, agli archivi, alla conservazione e al restauro affrontano senza retorica le questioni professionali del settore: competenze richieste, sostenibilità economica, rapporto con le nuove generazioni di lettori. Nel 2026 il festival ha aggiunto la prima Fiera dell'Editoria Indipendente, con le case editrici ospitate all'Auditorium San Bernardino, e un percorso espositivo di manoscritti restaurati grazie alla collaborazione con la Fondazione Banco di Napoli.
L'altro grande filone è quello dell'artigianato d'eccellenza. Sartoria, gioielleria, design e Made in Italy non vengono raccontati come folklore, ma come filiere produttive: si parla di formazione, di ricambio generazionale, di rapporto tra ricerca universitaria e impresa. Ai tavoli siedono docenti, imprenditori e rappresentanti di categoria, insieme alle realtà delle sartorie sociali, protagoniste dell'edizione 2025 con la loro rete nazionale.
Le giornate di studio si chiudono ogni sera con la parte performativa. RARO ha portato a Morcone la Scuola di Ballo del Teatro di San Carlo di Napoli, la più antica accademia coreutica d'Italia, concerti di matrice mediterranea, teatro civile, reading letterari e presentazioni di libri con autori di richiamo nazionale. È il momento in cui il festival si apre a tutto il paese e la riflessione sul lavoro diventa emozione condivisa.
Attorno a RARO si è costruita una rete di partner che dà al festival un profilo nazionale: Ministero della Cultura, università, CNR, ALES, Federculture, Fondazione Banco di Napoli, Symbola, CNA Federmoda, ADEI. Una struttura insolita per un borgo di poche migliaia di abitanti, e uno dei motivi per cui il festival è diventato un punto di riferimento nel dibattito sulle industrie culturali e creative del Mezzogiorno.
Chi arriva a Morcone durante RARO trova un festival che non somiglia a nessun altro del Sannio: non una sagra e non una rassegna musicale, ma un cantiere di idee dove ricercatori, artigiani, danzatori e amministratori si parlano davvero, in un borgo che nelle sere d'estate si accende di voci fino a tarda ora.
La terza edizione di RARO, presentata a Benevento all'Antum Hotel e svolta a Morcone dal 9 all'11 luglio 2026, ha scelto come titolo «Libertà da… Libertà di… esperienza, creatività e intraprendenza». Una dichiarazione di metodo, come l'ha definita la direttrice Rossella Del Prete: libertà dalla marginalità e dall'invisibilità dei territori interni, libertà di produrre, creare e immaginare sviluppo partendo dalla cultura intesa come lavoro vero e competenza riconoscibile. «La cultura non è un costo, ma un investimento» è la frase che ha accompagnato tutta l'edizione.
In tre giorni il festival ha attraversato biblioteche e archivi, editoria indipendente, arti performative, danza, musica, design, sartoria, gioielleria, cinema e letteratura, con sedi diffuse nel centro storico di Morcone: la nuova Biblioteca di Kinetès in via Sant'Onofrio, la Chiesa di Sant'Onofrio, l'Auditorium San Bernardino, via Bonaparte e la Tap Room BREW SOV.
Fra i relatori e gli ospiti dell'edizione: Gianpaolo Manzella (vicepresidente SVIMEZ), Domenico Sturabotti (direttore Symbola), Francesco Spano (direttore Federculture), Giovanni Iannelli (ALES), la giornalista Rai Ilaria Grillini, Renato Zanella direttore del Balletto del Teatro di San Carlo, lo scrittore Maurizio de Giovanni e il giornalista Carlo Puca, testimonial del festival.
L'edizione ha visto il sostegno di Ministero della Cultura, università, CNR, ALES, Federculture, Fondazione Banco di Napoli, Symbola, CNA Federmoda e ADEI: un capitale relazionale che ha confermato Morcone come sede stabile di un festival di respiro nazionale.
Morcone si trova nel nord della provincia di Benevento, nella Valle del Tammaro. In auto: dalla A1 uscita Caianello e poi SS372 Telesina, oppure dalla A16 uscita Benevento e SS87 verso Campobasso; da Benevento sono circa 35 km. In treno: la stazione di riferimento è Benevento Centrale, poi collegamento in autolinea verso Morcone. Aeroporto più vicino: Napoli Capodichino (circa 90 km).
Le sedi sono tutte nel centro storico e raggiungibili a piedi: Auditorium San Bernardino, Chiesa di Sant'Onofrio, Biblioteca di Kinetès in via Sant'Onofrio, via Bonaparte e le piazze del borgo. Attenzione alle numerose scalinate in pietra: scarpe comode consigliate.
Gli incontri, i panel e la fiera dell'editoria sono annunciati dagli organizzatori come aperti a tutti; per alcuni laboratori e per gli spettacoli serali è consigliabile verificare in anticipo modalità di accesso e prenotazione.
Kinetès – Arte. Cultura. Ricerca. Impresa., via Salvator Rosa 27, Benevento. Telefono +39 328 0095222 / +39 320 0359276, e-mail [email protected], informazioni e programma su kinetes.com.
Il festival cade in piena estate: le giornate sono calde ma le serate nel borgo, a oltre 600 metri di quota, sono piacevoli. Vale la pena abbinare la visita a una tappa gastronomica nelle trattorie del centro e a una passeggiata verso il vecchio convento dei Cappuccini.
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Centro storico di Morcone (Auditorium San Bernardino, Chiesa di Sant'Onofrio, Biblioteca di Kinetès)