Incappucciati, cori del Miserere e l'unica Processione Rossa della penisola sorrentina
Nel Comune di Piano di Sorrento, in Città Metropolitana di Napoli, la Settimana Santa non è soltanto un appuntamento liturgico: è l'evento identitario dell'anno. Per quattro giorni la cittadina campana rallenta il passo e si consegna ai cortei delle arciconfraternite, che escono dalle rispettive chiese e attraversano il centro con i confratelli incappucciati, il volto coperto e il cero in mano. È una delle espressioni più intense e meglio conservate della religiosità popolare della Campania, con radici che affondano nel Cinquecento.
A Piano di Sorrento ogni sodalizio ha il proprio abito e il proprio giorno. Il colore della veste non è un dettaglio estetico: identifica la confraternita e il significato del corteo.
L'oratorio dell'Arciconfraternita, addossato alla chiesa della SS. Trinità, risale al 1573, anno in cui il sodalizio venne aggregato all'omonima arciconfraternita romana: è considerato il più antico di Piano di Sorrento e, con ogni probabilità, di tutta la penisola. Nata per dare sostegno morale e materiale ai pellegrini e ai convalescenti, la confraternita si occupava anche della sepoltura cristiana dei confratelli — sotto l'oratorio si conserva ancora l'ambiente funerario detto «Terra Santa».
Il Venerdì Santo la Processione Rossa accompagna le immagini della Madonna Addolorata e del Cristo Morto lungo le vie del centro. Il rosso delle vesti, che si accende sotto le luci della sera, rende questo corteo immediatamente riconoscibile e ne fa la fotografia più cercata della Settimana Santa pianese.
Il momento più suggestivo arriva quando la maggior parte dei visitatori dorme: nel cuore della notte, intorno alle 2.30, le confraternite escono per le processioni dell'Addolorata, mentre la città è deserta e il rumore dei passi è l'unico accompagnamento. La sera dello stesso giorno i cortei del Cristo Morto — bianco, nero e rosso — si rimettono in cammino, con l'incontro fra la Madonna e il Cristo che richiama sempre una grande partecipazione.
La colonna sonora è tutta vocale. L'Arciconfraternita della Morte e Orazione intona il celebre Miserere del Selecchi con voci maschili e cori di bambini; le processioni bianche sono accompagnate da ampi cori femminili che eseguono gli inni tradizionali. Le bande cittadine completano il quadro con marce funebri della tradizione meridionale.
Al calendario delle processioni si affianca il Mercoledì Santo la rappresentazione storica della Passione, con quadri viventi allestiti in Piazza Cota e lungo le strade principali da figuranti in costume d'epoca, fino alla scena finale della crocifissione.
Assistere alle processioni di Piano di Sorrento non richiede biglietto: basta trovare posto lungo il percorso, con l'unica regola non scritta del silenzio. È un'esperienza che consente di leggere la penisola sorrentina fuori dalla stagione balneare, in un periodo in cui la Campania offre giornate miti e un turismo ancora discreto.
Con la Pasqua caduta il 5 aprile, la Settimana Santa 2026 di Piano di Sorrento si è concentrata fra il 31 marzo e il 3 aprile. Il programma ha rispettato la sequenza tradizionale: apertura il Martedì Santo con il corteo dei Luigini, rappresentazione storica della Passione il Mercoledì Santo, doppia uscita il Giovedì Santo (bianca dell'Annunziata e rossa della SS. Trinità) e la lunga giornata del Venerdì Santo, spezzata fra le processioni notturne dell'Addolorata e quelle serali del Cristo Morto.
Il momento più atteso è stato, come sempre, l'incontro fra i cortei a Largo San Michele, con la Basilica di San Michele Arcangelo come punto di riferimento di quasi tutti i percorsi.
In treno: linea EAV Circumvesuviana Napoli–Sorrento, fermata Piano di Sorrento, a pochi minuti a piedi dal centro e dalla Basilica di San Michele Arcangelo. In auto: A3 Napoli–Salerno, uscita Castellammare di Stabia, poi SS145 Sorrentina. Aeroporto più vicino: Napoli-Capodichino.
Tutte le processioni si svolgono su strada e sono gratuite, senza prenotazione.
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Basilica di San Michele Arcangelo e chiese del centro