L'11 gennaio Naro ringrazia il suo Santo nero che la salvò dal terremoto del 1693
A Naro, cittadina barocca della Provincia di Agrigento immersa tra le campagne dell'entroterra siciliano, l'11 gennaio non è una data come le altre. È il giorno in cui la comunità rinnova un voto che affonda le radici in una delle più grandi catastrofi della storia dell'isola: il terremoto del Val di Noto del gennaio 1693. Quel sisma, fra i più forti mai registrati sul territorio italiano, distrusse oltre sessanta paesi della Sicilia sud-orientale e provocò decine di migliaia di vittime. Naro, secondo la tradizione, rimase preservata, e la popolazione attribuì la propria salvezza all'intercessione del suo Santo Patrono, San Calogero. Da quel momento, ogni anno, la Processione Votiva di San Calogero commemora quella protezione.
San Calogero, venerato in tutta la Sicilia come il "Santo nero" per il colore scuro della sua effigie, fu un eremita vissuto tra il V e il VI secolo. A Naro la devozione si radicò già nel 1626, quando la città fu liberata da una pestilenza: secondo la tradizione il Santo apparve a suor Serafina Pulcella Lucchesi, illustre figlia di Naro, e da allora Calogero divenne patrono cittadino. La preziosa statua conservata nel Santuario fu realizzata nel 1566 dallo scultore Francesco Frazzotta: il Santo indossa una tunica bianca con mantello e tiene un bastone d'argento del 1631. I fedeli usano asciugargli simbolicamente il sudore con i fazzoletti, gesto di guarigione spirituale e di intima vicinanza al protettore.
Nel giorno dedicato al "San Calò di Innaru", la statua viene portata in spalla lungo un percorso che attraversa il cuore di Naro: da piazza Roma, sede del Santuario, il corteo si snoda per viale Umberto I, via Vittorio Emanuele, piazza Garibaldi, via Lucchesi, piazza Crispi, piazza Marconi e altre arterie del centro storico, per fare infine ritorno al Santuario. È un evento sentitissimo, in cui il rito religioso si fonde con il folclore e la fede popolare, accompagnato dall'invocazione corale "Viva Diu e San Calò".
A differenza della grande festa patronale estiva di giugno, con la celebre "straula" e i festeggiamenti dell'ottavario, la ricorrenza di gennaio ha un carattere più raccolto e profondamente votivo. È il momento in cui Naro fa memoria della catastrofe del 1693 e della grazia ricevuta, custodendo viva una tradizione che lega passato e presente. Per il visitatore è l'occasione di scoprire una delle feste meno conosciute ma più autentiche del calendario religioso siciliano, in una cittadina che vanta un notevole patrimonio barocco, dal Castello Chiaramontano al Duomo.
L'edizione 2026 della Processione Votiva di San Calogero si è svolta domenica 11 gennaio 2026 a Naro, nell'agrigentino. Come da tradizione secolare, la giornata ha rinnovato il ringraziamento della comunità per la salvezza dal terremoto del Val di Noto del 1693.
La statua del Santo è uscita dal Santuario di San Calogero in piazza Roma per essere condotta in processione lungo viale Umberto I, via Vittorio Emanuele, piazza Garibaldi e le altre arterie del centro storico, prima di rientrare al Santuario. Un appuntamento di fede e folclore molto partecipato dai naresi.
La ricorrenza dell'11 gennaio si articola attorno alla processione votiva della statua di San Calogero. Il corteo parte dal Santuario in piazza Roma e percorre il centro storico — viale Umberto I, via Vittorio Emanuele, piazza Garibaldi, via Lucchesi, piazza Crispi, piazza Marconi — per poi fare ritorno al Santuario.
Gli orari dettagliati delle funzioni religiose (sante messe e benedizioni) vengono comunicati di anno in anno dalla parrocchia.
La processione votiva si svolge ogni anno l'11 gennaio. Per gli orari precisi delle funzioni religiose conviene rivolgersi al Santuario di San Calogero o alla parrocchia di Naro.
Centro storico di Naro (AG), con partenza e arrivo al Santuario di San Calogero in piazza Roma. Il corteo attraversa viale Umberto I, via Vittorio Emanuele, piazza Garibaldi e le principali vie cittadine.
Naro si raggiunge in auto da Agrigento (circa 30 km) o da Caltanissetta. La stazione ferroviaria più comoda è quella di Agrigento; l'aeroporto di riferimento è Palermo o Catania. In occasione della processione il centro storico è in parte chiuso al traffico.
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Santuario di San Calogero
Piazza Roma, 92028 Naro