Il Cristo morto e l'Addolorata per le strade di Maddaloni, tra donne scalze vestite di nero e canti della Passione
Nel pomeriggio del Venerdì Santo il centro storico di Maddaloni, Comune della provincia di Caserta, in Campania, si ferma per accogliere la Processione del Cristo morto e dell'Addolorata. Le saracinesche si abbassano, le luci si attenuano e dai portoni della Rettoria di San Francesco d'Assisi esce un corteo che attraversa la città a passo lentissimo, tra il silenzio dei presenti e il canto dell'antico inno alla Vergine Addolorata. Non è uno spettacolo costruito per i turisti: è la giornata in cui una comunità intera si riconosce, e chi vive lontano torna in paese apposta.
La data di nascita esatta del rito non è nota, ma le ricostruzioni locali la collocano nella seconda metà dell'Ottocento. Un documento conservato nell'archivio diocesano e datato 1895 riporta la richiesta rivolta al vescovo da quarantacinque cittadini perché la processione partisse dalla chiesa di San Francesco d'Assisi: una prova che già allora la devozione era pienamente radicata. L'organizzazione, storicamente legata alla Congregazione dell'Immacolata, comincia ogni anno l'8 dicembre e prosegue senza pause fino alla Settimana Santa; il coordinamento è da tempo affidato a figure di riferimento della comunità, tra cui Gennaro Cassaro, organizzatore storico dell'evento, mentre la guida spirituale è quella del rettore padre Edoardo Scognamiglio.
Ciò che rende unica la processione maddalonese è il ruolo delle donne. A differenza di quasi tutti i riti del Venerdì Santo del Mezzogiorno, qui il corteo è formato in larghissima parte da donne scalze, interamente vestite di nero e con il volto velato, che rivivono passo dopo passo il dolore della Madre. Sono loro a portare a spalla la statua dell'Addolorata, dandosi il cambio lungo il percorso, mentre agli uomini in abito scuro spetta la statua del Cristo morto deposto. È un ribaltamento che colpisce chi arriva da fuori e che spiega da solo perché questa processione sia diventata un piccolo caso di studio delle tradizioni popolari campane.
La colonna sonora della serata è un inno alla Vergine Addolorata di autore incerto, tramandato a memoria da generazioni e affidato oggi al coro e alla Banda Sinfonica di Maddaloni diretta dal maestro Luigi Pascarella. Lungo il percorso molte famiglie espongono ai balconi lenzuola, coperte e tovaglie: un gesto di accoglienza verso il passaggio della Madonna che riprende un'usanza antichissima e che negli ultimi anni è stato rilanciato con successo, restituendo alle strade un'immagine che sembra uscita da una fotografia d'epoca.
La processione non è un evento isolato: è il culmine di un percorso quaresimale che coinvolge tutta la città. Alla Rettoria di San Francesco d'Assisi si tengono i Canti della Passione, con la messa e il concerto della Banda Sinfonica che esegue l'inno tradizionale, mentre alla Basilica del Corpus Domini si svolge la funzione delle Tre Ore di Agonia. Chi vuole capire davvero il rito farebbe bene a seguire anche questi appuntamenti, che ne spiegano le radici musicali e devozionali.
La partecipazione è libera e gratuita e il pubblico si dispone lungo le strade del centro, con le postazioni migliori occupate anche un paio d'ore prima della partenza. Si raccomandano abbigliamento sobrio, silenzio durante il passaggio delle statue e prudenza con le fotografie: la processione è un momento di preghiera prima che un'attrazione. Maddaloni, con il suo profilo dominato dai castelli e dalla mole dell'Acquedotto Carolino poco distante, offre inoltre una buona occasione per unire alla visita del rito una giornata nella Campania di Terra di Lavoro.
L'edizione 2026 della processione maddalonese si è svolta venerdì 3 aprile con una variazione d'itinerario decisa congiuntamente dall'Amministrazione comunale, dal Comando di Polizia Municipale e dall'organizzatore storico Gennaro Cassaro. A causa dei lavori in corso lungo Corso I Ottobre, il corteo non ha percorso il tratto compreso tra via Giovanni Amendola e la discesa del corso: la processione è transitata invece per via Roma, ha svoltato a sinistra verso Piazza Fontana e ha proseguito lungo via San Francesco d'Assisi. La scelta, dettata da ragioni di sicurezza, ha suscitato qualche rammarico tra i residenti e i commercianti del corso, ma non ha intaccato la partecipazione.
Il 2026 resterà legato alla dedica alla memoria di Sofia, la bambina della comunità scomparsa prematuramente: il dolore condiviso si è intrecciato con quello rappresentato dal rito, e la città si è ritrovata unita come un'unica famiglia dietro le statue del Cristo morto e dell'Addolorata.
Come da tradizione, il corteo è partito dalla Rettoria di San Francesco d'Assisi con le donne scalze vestite di nero e con il volto velato, i bambini in rosso, i simboli della Passione e le due statue. Coro e banda, diretti dal maestro Luigi Pascarella, hanno accompagnato i fedeli con l'inno alla Vergine Addolorata, mentre la guida spirituale è stata affidata a padre Edoardo Scognamiglio, che ha richiamato il senso autentico della giornata al di là della sola dimensione esteriore del rito.
In treno: la stazione di Maddaloni Inferiore è sulla linea Napoli-Caserta-Benevento; dalla stazione il centro storico si raggiunge in pochi minuti di autobus o in circa venti minuti a piedi. In auto: uscita Caserta Sud dell'A30 (Caserta-Salerno) o uscita Santa Maria Capua Vetere dell'A1, poi indicazioni per Maddaloni. In aereo: aeroporto di Napoli-Capodichino, a circa 30 km.
Il giorno del Venerdì Santo il centro è interessato da chiusure al traffico e divieti di sosta lungo il percorso della processione: conviene lasciare l'auto nelle aree periferiche e raggiungere il centro a piedi. Le disposizioni sono pubblicate ogni anno dal Comando di Polizia Municipale di Maddaloni nei giorni precedenti.
Partecipazione gratuita, senza biglietto né prenotazione. La partenza avviene dalla Rettoria di San Francesco d'Assisi nel tardo pomeriggio e il corteo può durare oltre tre ore: è utile arrivare con largo anticipo per trovare posto lungo le vie centrali.
L'offerta ricettiva più ampia si trova a Caserta, a circa 8 km, comoda anche per visitare la Reggia; a Maddaloni sono disponibili bed and breakfast e strutture di piccole dimensioni, da prenotare con anticipo nel periodo pasquale.
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Rettoria di San Francesco d'Assisi e centro storico di Maddaloni
Via San Francesco d'Assisi, 81024 Maddaloni