La Settimana Santa rivive nel centro storico tra figuranti in costume e la Passione di Cristo
Nel cuore della Sicilia, a Grotte, piccolo Comune della Provincia di Agrigento, la Settimana Santa non è soltanto un rito religioso ma un'autentica rappresentazione popolare che coinvolge l'intero paese. Per alcuni giorni il centro storico si trasforma in un grande palcoscenico all'aperto, dove decine di figuranti in costume d'epoca rievocano la Passione, Morte e Resurrezione di Cristo. È una tradizione che affonda le radici in una memoria plurisecolare e che ogni anno richiama curiosi, studiosi e fedeli da tutta la regione.
Il testo che fa da spina dorsale alle drammatizzazioni è «Il riscatto di Adamo nella morte di Gesù Cristo», tragedia sacra in tre atti composta nel 1750 dal poeta palermitano Filippo Orioles. Da questo poema deriva l'impianto narrativo delle scene rappresentate per le vie del paese: il processo, la condanna, la Via Crucis e la deposizione. La regia popolare è affidata all'Associazione Gruppo dei Giudei – Andrea Infantino, che da generazioni custodisce e tramanda costumi, ruoli e «lamenti».
Il cammino comincia la Domenica delle Palme con la rievocazione dell'ingresso di Gesù a Gerusalemme in groppa a un asinello, accolto tra palme e rami d'ulivo e accompagnato dai canti degli apostoli. Il Giovedì Santo, nel tardo pomeriggio, in piazza vanno in scena l'Ultima Cena, la rinnegazione di Pietro e l'impiccagione di Giuda; poi una suggestiva processione muove dalla Chiesa Madre verso il colle del Calvario, accompagnata dalle bande musicali e dai tradizionali lamenti. Il Venerdì Santo l'intero centro storico si fa teatro: processo, condanna, Via Crucis verso il Calvario (chiamato «li caduti») e deposizione dalla Croce. La Domenica di Pasqua tutto si scioglie nella gioia con il tradizionale incontro tra il simulacro di Gesù Risorto e quello della Madonna, annunciato dal rintocco delle campane e dallo sparo dei mortaretti.
La forza della Settimana Santa di Grotte sta nella partecipazione corale: non sono attori professionisti a recitare, ma gli abitanti stessi, che si tramandano i ruoli di padre in figlio. Per questo la manifestazione è stata definita una «Pasqua pasoliniana», capace di unire sacralità, memoria contadina e spettacolo popolare. Negli ultimi anni il calendario si è arricchito anche di appuntamenti musicali serali che chiudono le celebrazioni e aprono la festa alla comunità intera, confermando Grotte come una delle mete più interessanti dell'agrigentino nel periodo pasquale.
La Settimana Santa di Grotte 2026 ha preso il via domenica 29 marzo, Domenica delle Palme, con la rievocazione dell'ingresso di Gesù a Gerusalemme. È proseguita con le rappresentazioni in piazza del Giovedì Santo (Ultima Cena, rinnegazione di Pietro, impiccagione di Giuda) e la processione verso il Calvario, per culminare nel Venerdì Santo con il processo, la Via Crucis e la deposizione dalla Croce nel centro storico trasformato in teatro all'aperto. Le celebrazioni si sono concluse domenica 5 aprile, giorno di Pasqua, con l'incontro tra il simulacro di Gesù Risorto e quello della Madonna.
Grotte si trova nell'entroterra della Provincia di Agrigento, lungo la SS189. In auto da Agrigento si raggiunge in circa 25 minuti; l'aeroporto più vicino è quello di Palermo o di Catania. Le rappresentazioni si svolgono nel centro storico, attorno alla Chiesa Madre e lungo la salita verso il Calvario.
Gli eventi si concentrano dalla Domenica delle Palme alla Domenica di Pasqua. Conviene arrivare con anticipo, soprattutto per il Venerdì Santo, quando l'afflusso è maggiore.
Le processioni e le drammatizzazioni per le vie del paese sono gratuite e aperte a tutti.
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Centro storico, Chiesa Madre e Calvario