Due giorni di arte contemporanea internazionale a KulturFactory, nel Vallo di Lauro
Happening Under Vesuvio si svolge ogni anno a giugno a Domicella, comune di poco più di duemila abitanti incastonato nel Vallo di Lauro, in provincia di Avellino, in Campania. Il nome richiama la forza trasformativa del Vesuvio, che domina l'orizzonte poco più a ovest: l'evento nasce proprio dall'idea che la terra vesuviana sia un luogo di implosione ed esplosione continua, e che l'arte possa raccontarne il ritmo. Non si tratta di una rassegna con un cartellone fisso, ma di un happening nel senso storico del termine, cioè un'azione artistica collettiva che prende forma nel momento stesso in cui accade.
La direzione artistica è di Alessia Siniscalchi, che ha immaginato l'evento insieme al collettivo italo-francese Kulturscio'k, attivo tra la Francia e il Sud Italia nel campo della live art. L'obiettivo dichiarato è creare uno spazio in cui artisti di origini diverse possano incontrarsi senza gerarchie, generando un'opera viva che cambia fino all'ultimo momento. Ogni edizione è dedicata alla memoria di Vincenzo Maria Siniscalchi e ruota attorno a temi ricorrenti: identità, radici, confini, libertà di pensiero e di espressione, rito e rinascita.
Sede unica dell'happening è KulturFactory, in via Raffaele Ferrante 4: un ex spazio industriale riconvertito dal collettivo in residenza artistica permanente. Qui gli artisti possono soggiornare per periodi di lavoro di diversi giorni, produrre le opere sul posto e poi presentarle al pubblico durante l'happening. Il luogo unisce ambienti coperti, cortili e aree verdi, e questa varietà permette di ospitare nella stessa serata proiezioni video, azioni performative, concerti e installazioni di land art.
Il programma cambia ogni anno insieme agli artisti invitati, ma la struttura resta riconoscibile. Le due serate si aprono in genere nel tardo pomeriggio e proseguono fino a notte, con il pubblico libero di muoversi tra gli spazi e di attraversare le opere. Si alternano:
Il carattere internazionale è la cifra dell'evento: le edizioni recenti hanno riunito artisti provenienti da Francia, Svizzera, Germania, Regno Unito, Canada, India, Stati Uniti e Italia. L'happening gode del sostegno dell'Institut Français e del patrocinio del Museo Madre di Napoli, che ne certificano la collocazione nel circuito dell'arte contemporanea, pur mantenendo una scala volutamente piccola e artigianale. Un open call permanente permette ad artisti performativi di candidarsi per partecipare alle edizioni successive con azioni legate al tema del rito.
Domicella è uno dei comuni più occidentali della provincia di Avellino, a ridosso del confine con il Napoletano. Il Vallo di Lauro è una conca agricola nota per i noccioleti e per i piccoli borghi ai piedi dei monti del Partenio, in un'area che resta fuori dai grandi flussi turistici pur trovandosi a meno di un'ora da Napoli. Proprio questa posizione defilata, tra la pianura vesuviana e l'Irpinia interna, dà all'happening il suo carattere: un evento internazionale ospitato in un contesto rurale, dove il paesaggio entra a far parte delle opere.
L'ingresso all'happening è gratuito, con prenotazione consigliata vista la capienza limitata degli spazi. Chi arriva da lontano può usufruire, su richiesta, di servizi di navetta o taxi organizzati dal collettivo, e nelle vicinanze sono disponibili sistemazioni e la possibilità di campeggiare. Per informazioni, prenotazioni e candidature alle residenze si scrive a Kulturscio'k tramite il sito ufficiale.
L'edizione 2026, in programma il 12 e 13 giugno negli spazi di KulturFactory a Domicella, ha portato nel Vallo di Lauro artisti provenienti da otto Paesi, trasformando il comune irpino in un laboratorio internazionale di arte contemporanea. Le due giornate, aperte al pubblico dalle 19.00, hanno alternato esposizioni, installazioni, azioni performative, videoarte, workshop e concerti, secondo il principio che regola l'happening fin dall'inizio: nessuna gerarchia tra le discipline e un'opera collettiva che si modifica fino all'ultimo momento.
Tra i protagonisti annunciati, la coreografa e danzatrice svizzera Marie Caroline Hominal, la designer transdisciplinare britannica Mallin E. M. Parry, il performer tedesco Johannes Christopher Gérard, l'artista sonoro francese Didier Léglise, la fotografa napoletana Francesca Chiacchio e il musicista elettronico Phil St. George. Sabato 13 giugno Valeria Borrelli La Casaforte ha proposto l'azione partecipativa Ricucire il Terzo Paradiso, che invitava il pubblico a comporre insieme il simbolo del Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto.
L'edizione, dedicata come di consueto alla memoria di Vincenzo Maria Siniscalchi, si è svolta con il sostegno dell'Institut Français e il patrocinio del Museo Madre di Napoli. L'ingresso era gratuito con prenotazione consigliata.
Le serate si sono concluse intorno alle 23.30. Il programma, come ogni anno, è rimasto aperto a variazioni fino all'ultimo momento in funzione dei lavori realizzati in residenza.
KulturFactory, via Raffaele Ferrante 4, 83020 Domicella (AV), Campania.
In auto: uscita Nola dell'A30 Caserta-Salerno, poi strade provinciali verso il Vallo di Lauro; circa 45 minuti da Napoli e 20 minuti da Nola. In treno: stazione di Nola sulla linea Circumvesuviana o stazione di Napoli Centrale, quindi proseguimento in auto o taxi. In aereo: aeroporto di Napoli Capodichino, a circa 40 km.
Gratuito, con prenotazione consigliata perché gli spazi hanno capienza limitata.
L'happening si svolge in parte all'aperto e in parte in ambienti industriali: sono utili scarpe comode e una giacca leggera per la sera. Su richiesta il collettivo organizza navette o taxi; nei dintorni si trovano alloggi e aree in cui campeggiare. Per informazioni si può scrivere a [email protected].
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KulturFactory
Via Raffaele Ferrante 4, 83020 Domicella