Quattro giorni di editoria indipendente nel polmone verde di Pomigliano d'Arco
Il FLIP – Festival della Letteratura Indipendente di Pomigliano d'Arco è nato nel 2021 da un'idea semplice: mettere intorno allo stesso tavolo chi i libri li vende e li racconta ogni giorno. A costruirlo sono la libreria Wojtek, la libreria per l'infanzia Mio nonno è Michelangelo e il blog letterario Una banda di cefali, con la direzione artistica dello scrittore ed editore Eduardo Savarese e la collaborazione del Comune di Pomigliano d'Arco. In pochi anni la manifestazione è diventata uno degli appuntamenti più riconoscibili dedicati all'editoria indipendente in Campania e nel Mezzogiorno, sostenuta anche dai programmi di promozione culturale della Regione Campania.
Dopo una prima edizione itinerante fra il cortile del Palazzo del Municipio, lo Slargo Marco Pannella, il cortile del Palazzo dell'Orologio e il Centro Culturale Giorgio La Pira, il festival ha trovato la sua casa stabile nel Parco pubblico Giovanni Paolo II, definito dagli stessi organizzatori «il polmone verde della città». Palco, banchi degli editori, area bambini e zone ristoro convivono sotto gli alberi: si entra liberamente, ci si siede all'ombra e si passa da un incontro all'altro senza biglietti né prenotazioni. È una formula che ha reso il FLIP un evento di comunità prima ancora che una rassegna letteraria: la letteratura indipendente, dicono gli organizzatori, come «atto di resistenza e di cura».
La giornata tipo del FLIP segue ormai un ritmo consolidato, che permette a pubblici molto diversi di trovare il proprio spazio:
Dal 2024 il festival ha una seconda vita: FLIP Poesia, tre giorni interamente dedicati alla poesia contemporanea che si tengono fra febbraio e marzo negli spazi al coperto della città. Le sezioni portano nomi che raccontano bene lo spirito della rassegna — Bussole, Stelle fisse, Costellazioni, Galassie — e alternano riletture di autori del passato, voci italiane affermate, letture di inediti e finestre sulla poesia straniera tradotta. È un'appendice ormai autonoma, che allarga il festival ben oltre la settimana estiva.
Una delle scelte più riconoscibili del FLIP è invitare ogni anno autrici e autori stranieri pubblicati in Italia da editori indipendenti: negli anni sono passati da Pomigliano d'Arco, fra gli altri, la romena Ioana Pârvulescu, la danese Naja Marie Aidt, la messicana Brenda Navarro, la moldava Tatiana Țîbuleac, l'inglese Geoff Dyer e l'uruguaiano Felipe Polleri, accanto a nomi italiani come Antonio Moresco, Wanda Marasco, Dario Voltolini e Viola Ardone. Ogni edizione ruota attorno a una parola-bussola — «L'Opera nel Deserto» nel 2024, «Esplorazioni» nel 2025 — che attraversa incontri e letture.
Pomigliano d'Arco, comune della Provincia di Napoli conosciuto soprattutto per il suo polo industriale, è a pochi chilometri dal capoluogo e alle spalle del Vesuvio. Il FLIP ne racconta un'altra faccia, quella di una città che d'estate si ritrova nel proprio parco pubblico per parlare di libri. La posizione rende facile abbinare il festival a una visita a Napoli, agli scavi di Pompei ed Ercolano o al Parco Nazionale del Vesuvio: chi arriva da fuori regione può usare Pomigliano come base tranquilla per una vacanza culturale in Campania a fine estate.
La nuova edizione del Festival della Letteratura Indipendente di Pomigliano d'Arco occupa quattro giornate, dal 3 al 6 settembre 2026, e riporta il festival alla sua collocazione storica di inizio settembre dopo la parentesi di fine giugno del 2025. La sede resta il Parco pubblico Giovanni Paolo II, nel cuore della città, in Provincia di Napoli.
Il 2026 si è aperto con una novità grafica — il festival ha presentato a febbraio la propria nuova identità visiva — e con il ritorno di FLIP Poesia, tre giornate dedicate alla poesia contemporanea andate in scena dal 20 al 22 marzo. La direzione artistica è confermata a Eduardo Savarese, affiancato dalle tre realtà fondatrici: la libreria Wojtek, la libreria per l'infanzia Mio nonno è Michelangelo e il blog letterario Una banda di cefali.
La struttura del festival è ormai riconoscibile: mattine dedicate ai bambini e ai ragazzi, pomeriggi con presentazioni e tavole rotonde sull'editoria indipendente, serate con gli ospiti principali e con la musica. Il villaggio degli editori indipendenti resta aperto per tutta la durata della manifestazione, insieme alle aree ristoro e agli spazi delle associazioni del territorio.
Le date sono confermate dall'organizzazione, ma il programma dettagliato con gli ospiti e gli orari non è ancora stato diffuso: come ogni anno viene annunciato progressivamente sul sito ufficiale e sui canali social del festival nelle settimane che precedono l'apertura. La struttura annunciata resta quella consolidata: mattine per i più piccoli, pomeriggi di presentazioni e incontri con gli editori indipendenti, serate con gli ospiti principali e musica dal vivo nel Parco Giovanni Paolo II.
L'edizione primaverile dedicata alla poesia contemporanea si è articolata in quattro sezioni ricorrenti: Bussole (riletture e approfondimenti), Stelle fisse (voci affermate della poesia italiana), Costellazioni (letture di inediti) e Galassie (sguardi sulla poesia internazionale).
Fra le voci attraversate dalle tre giornate: Anna Toscano, Ivano Ferrari, Alessandra Carnaroli, Lidija Dimkovska, Najwan Darwish, Zachary Schomburg, Anne Boyer e Nico Bleutge.
In treno: la stazione di Pomigliano d'Arco è servita dalla linea Circumvesuviana Napoli–Nola–Baiano dell'EAV; dalla stazione di Napoli Porta Nolana/Garibaldi il viaggio dura circa mezz'ora, poi si prosegue a piedi verso il centro.
In auto: uscita Pomigliano d'Arco dell'autostrada A16 Napoli–Canosa, oppure Asse Mediano/Asse di Supporto dall'area nolana. Il Parco pubblico Giovanni Paolo II si trova in città e nelle serate del festival conviene arrivare con anticipo per il parcheggio.
In aereo: l'aeroporto di Napoli–Capodichino dista una ventina di chilometri.
Nelle edizioni degli ultimi anni tutti gli incontri del FLIP si sono svolti a ingresso libero e gratuito, senza prenotazione, salvo i laboratori per bambini a posti limitati. Il festival si sostiene anche con una campagna di crowdfunding e con il contributo dei sostenitori.
Le serate nel parco possono essere affollate: porta una stuoia o un telo se vuoi seguire gli incontri all'aperto con comodità. Le aree ristoro e i banchi degli editori restano aperti fino a tarda sera. Per gli aggiornamenti sul programma conviene seguire i canali Instagram e Facebook del festival, dove viene pubblicato per primo.
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Parco pubblico Giovanni Paolo II