Due giorni di aperture straordinarie e visite guidate nei luoghi della cultura di Roma e del Lazio
Le Giornate Europee del Patrimonio (GEP) sono la manifestazione culturale più partecipata d'Europa: nate su iniziativa del Consiglio d'Europa e della Commissione europea, coinvolgono ogni anno cinquanta Paesi del continente. In Italia il coordinamento è affidato al Ministero della Cultura — Direzione generale Musei, che ha sede proprio a Roma, nel Complesso monumentale di San Michele a Ripa Grande, nel rione Trastevere. Nel Comune di Roma, capoluogo della Città metropolitana di Roma Capitale e capitale del Lazio, l'appuntamento assume una dimensione particolare: la concentrazione di musei statali, archivi, biblioteche, soprintendenze e istituti di ricerca non ha eguali in Europa.
Per due giorni, di norma l'ultimo fine settimana di settembre, i luoghi della cultura statali si affiancano a musei civici, fondazioni, gallerie private, associazioni e comuni per costruire un calendario che a livello nazionale supera abitualmente il migliaio di eventi. La formula è collaudata e resta gratuita o quasi:
A Roma le GEP sono l'occasione per entrare in luoghi che raramente si visitano: depositi museali, laboratori di restauro, sale di consultazione di archivi storici, cantieri di scavo e palazzi istituzionali. Il Complesso monumentale di San Michele, imponente edificio settecentesco affacciato sul Tevere e a lungo ospizio, carcere minorile e opificio, viene aperto al pubblico in entrambe le giornate, con orario prolungato il sabato: è una delle occasioni più attese, perché l'edificio ospita normalmente uffici ministeriali e non è accessibile durante l'anno.
Accanto a San Michele partecipano tradizionalmente i grandi istituti autonomi e i musei statali della città, insieme ai musei civici del sistema di Roma Capitale, alle biblioteche pubbliche e agli archivi di Stato. Il programma capitolino si estende poi all'intera area metropolitana e alle altre province del Lazio — Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo — dove soprintendenze e direzioni regionali propongono visite in ville, aree archeologiche, castelli e centri storici minori.
Ogni anno il Consiglio d'Europa indica un tema condiviso. Per il 2026 è stato scelto Heritage at Risk: Revive, Resist, Reimagine, declinato in Italia come «Proteggere il patrimonio. Rinnovare, resistere, reinventare». Il filo conduttore invita a riflettere su ciò che minaccia l'eredità culturale europea — cambiamento climatico, spopolamento dei borghi, conflitti, trasformazione digitale, abbandono dei saperi tradizionali — e su come le comunità possano intervenire per salvaguardarla. Nel 2025 il tema era stato invece dedicato all'architettura come arte del costruire.
La quasi totalità delle iniziative è gratuita: si paga solo, quando previsto, il biglietto ordinario del museo oppure il biglietto simbolico di 1 euro per l'apertura serale del sabato. Molte visite guidate hanno però posti limitati e richiedono la prenotazione, che di solito apre pochi giorni prima. Conviene consultare il programma pubblicato sul sito del Ministero della Cultura, dove gli eventi sono filtrabili per regione e per città, e verificare le pagine dei singoli istituti romani.
Le GEP di settembre sono un evento distinto dalle Giornate Europee dell'Archeologia, che si svolgono in giugno e sono dedicate specificamente alla ricerca archeologica sul campo. Entrambe fanno parte del calendario europeo di valorizzazione del patrimonio, ma hanno periodo, tema e organizzazione differenti.
Il Ministero della Cultura ha confermato le date dell'edizione 2026: sabato 26 e domenica 27 settembre. Il tema, indicato dal Consiglio d'Europa, è Heritage at Risk: Revive, Resist, Reimagine, tradotto in Italia con la formula «Proteggere il patrimonio. Rinnovare, resistere, reinventare»: un invito a riflettere sulle minacce che pesano sull'eredità culturale — clima, conflitti, spopolamento, trasformazione digitale — e sulle risposte possibili.
Come ogni anno, i luoghi della cultura statali partecipano insieme a musei non statali, comuni, gallerie, fondazioni e associazioni private, per un calendario nazionale che supera abitualmente il migliaio di appuntamenti. A Roma è già confermata l'apertura del Complesso monumentale di San Michele, sede della Direzione generale Musei, in entrambe le giornate e con orario prolungato il sabato.
Il programma dettagliato romano viene pubblicato dal Ministero della Cultura nelle settimane che precedono l'evento, istituto per istituto. Gli elementi già confermati per l'edizione 2026 sono:
Orari puntuali, sedi partecipanti e modalità di prenotazione delle singole visite saranno resi noti in prossimità delle giornate.
Sabato 26 e domenica 27 settembre 2026. Apertura serale straordinaria dei luoghi della cultura statali il sabato sera con biglietto simbolico di 1 euro.
Musei statali, complessi monumentali, archivi e biblioteche di Roma e dell'intero Lazio. A Roma il Complesso monumentale di San Michele (Via di San Michele 22, rione Trastevere) è aperto in entrambe le giornate.
Il Complesso di San Michele si raggiunge a piedi da Trastevere o dal Testaccio; tram 3 e 8 e numerose linee di autobus servono la zona di Viale Trastevere. Dalla stazione Roma Termini si consiglia il tram 8 con cambio, oppure la metro B fino a Piramide e poi a piedi attraverso Ponte Sublicio. Il parcheggio in zona è molto difficile: meglio i mezzi pubblici.
La maggior parte delle iniziative è gratuita; alcune visite guidate hanno posti limitati e richiedono la prenotazione, che apre in genere pochi giorni prima. Il programma completo, filtrabile per città, viene pubblicato sul sito del Ministero della Cultura.
Le aperture straordinarie più richieste registrano il tutto esaurito nelle prime ore: pianificare un itinerario di due o tre sedi vicine tra loro e arrivare presto è la strategia migliore. Scarpe comode e acqua sono indispensabili, perché a fine settembre a Roma le temperature restano miti.
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Complesso monumentale di San Michele a Ripa Grande e musei statali di Roma
Via di San Michele 22, 00153 Roma