La cerimonia romana che ogni anno dedica nuovi ulivi alle donne e agli uomini che hanno difeso la dignità umana
Nel cuore di Villa Doria Pamphilj, il più esteso parco pubblico della Capitale, esiste dal 2018 un luogo che non somiglia a nessun altro: il Giardino dei Giusti dell'Umanità in Roma. Ci si arriva dall'ingresso di via della Nocetta 30, nel quartiere di Monteverde, territorio del Municipio XII del Comune di Roma, nella Città Metropolitana di Roma Capitale, in Lazio. Qui, ogni anno, in occasione della Giornata Europea dei Giusti — ricorrenza istituita dal Parlamento Europeo e celebrata attorno al 6 marzo — si svolge una cerimonia pubblica che dedica nuovi alberi alle figure riconosciute come Giusti dell'Umanità.
Il termine nasce dalla tradizione dei Giusti tra le nazioni di Yad Vashem, ma nel corso degli anni si è ampliato fino a comprendere chiunque, in qualunque genocidio o regime totalitario, si sia opposto all'ingiustizia difendendo la dignità delle persone, anche a costo della propria vita o della propria libertà. È questa la lettura proposta dalla Fondazione Gariwo, promotrice della rete internazionale dei Giardini dei Giusti, che a Roma collabora con il Municipio XII, con Roma Capitale e con associazioni del territorio.
Il disegno paesaggistico, firmato dall'architetto Vitaliano Biondi, si inserisce con discrezione nel paesaggio agricolo originario della villa seicentesca. Gli alberi sono disposti in due semicerchi di ulivi, accompagnati da melograni e cipressi: piante che nella tradizione mediterranea evocano resistenza, speranza e vita. Accanto a ogni pianta una pietra riporta il nome del dedicatario, spesso donata dalle fondazioni o dalle associazioni che ne custodiscono la memoria.
Tra i nomi che hanno ricevuto un ulivo nel giardino romano figurano, fin dalla prima piantumazione del 2018, Salvo D'Acquisto, Irena Sendler, Armin Wegner, Etty Hillesum e Mohamed Naceur Ben Abdesslem. Negli anni successivi si sono aggiunte figure molto diverse fra loro per epoca e geografia — dai testimoni dell'antifascismo italiano ai dissidenti contemporanei — a segnare la vocazione universale del luogo.
La cerimonia ha una struttura ormai consolidata e si concentra in genere nella mattinata:
Il pubblico è composto da cittadini, associazioni per i diritti civili, rappresentanti diplomatici e soprattutto studenti delle scuole romane, coinvolti da anni in percorsi didattici che accompagnano la scelta dei nuovi Giusti.
Non è un festival nel senso consueto del termine: non ci sono palchi né biglietti. È piuttosto un rito civile, sobrio e partecipato, che dura poche ore ma lascia un segno permanente nel paesaggio della città. Chi arriva a Villa Pamphilj in quella mattina di marzo trova un parco in fioritura, una piccola folla raccolta attorno a due buche nel terreno e la sensazione precisa che la memoria, per restare viva, abbia bisogno di essere piantata da qualche parte.
La celebrazione si inserisce in una rete più ampia di Giardini dei Giusti diffusi in tutta Italia e in Europa, da Milano a Rimini, da Pescara a Rho, fino ai giardini nati in Ruanda e in altri Paesi segnati da violenze di massa. Roma, con il suo giardino a Villa Pamphilj, è oggi uno dei nodi più visibili di questa rete, anche grazie alla collocazione in un parco frequentato ogni giorno da migliaia di romani: gli ulivi restano lì tutto l'anno, visitabili liberamente durante gli orari di apertura della villa.
La cerimonia del 9 marzo 2026 ha unito due storie lontane nel tempo ma legate dallo stesso filo: la libertà interiore di fronte all'oppressione. A Viktor Emil Frankl, sopravvissuto ad Auschwitz e padre della logoterapia, è stato dedicato un ulivo per il suo insegnamento sulla libertà dell'essere umano anche nelle condizioni più estreme. Il secondo albero è andato ad Aleksandra Skochilenko, artista e attivista russa condannata al carcere per aver sostituito alcune etichette di un supermercato con messaggi contro la guerra in Ucraina, presente di persona alla cerimonia romana.
La mattinata si è aperta alle 9:00 al largo Anna Politkovskaja, con la lettura di brani della giornalista russa assassinata a Mosca nel 2006. Alle 10:00, nel Giardino dei Giusti dell'Umanità di Villa Pamphilj, si è svolta la piantumazione con i saluti delle istituzioni capitoline e del Municipio XII. Alle 12:00, al Casale dei Cedrati, l'incontro pubblico Dissidenze e Care ha chiuso la giornata.
Tra gli interventi quello di Alexander Batthyany, direttore dell'Istituto Viktor Frankl, di Aleksandra Skochilenko e di Boris Belenkin di Memorial, insieme a rappresentanti delle istituzioni romane e delle organizzazioni per i diritti civili. L'edizione è stata promossa dalla Fondazione Gariwo con il Municipio XII, Memorial Italia e l'Associazione Alef.
Tra i relatori della giornata anche Alexander Batthyany, direttore dell'Istituto Viktor Frankl di Vienna.
Giardino dei Giusti dell'Umanità, Villa Doria Pamphilj, ingresso di via della Nocetta 30, 00164 Roma (Municipio XII, quartiere Monteverde).
In autobus: linee urbane ATAC che servono via della Nocetta e via Leone XIII. In metropolitana: linea A fino a Cornelia o Baldo degli Ubaldi, poi bus verso Monteverde. In treno: stazione Roma Trastevere, quindi bus verso via di Villa Pamphilj. In auto: raccordo anulare uscita Aurelia, parcheggio nelle vie limitrofe (attenzione alle strisce blu).
La cerimonia è gratuita e aperta a tutti, senza prenotazione. Si svolge in genere in mattinata, a partire dalle ore 9:00-10:00. Il giardino è comunque visitabile tutto l'anno negli orari di apertura di Villa Doria Pamphilj.
Scarpe comode: il giardino si raggiunge con una breve passeggiata su viali sterrati. In caso di pioggia la cerimonia si svolge comunque all'aperto. Ottima occasione per abbinare la visita al Casale dei Cedrati e al resto del parco.
Nessuna foto al momento. Condividi le tue!
5 foto massimo, 5 MB per foto (JPG, PNG, WebP)
Aiutaci a tenere aggiornata questa scheda. Ogni proposta è verificata dal nostro team prima della pubblicazione.
Nessuna valutazione — sii il primo!
Nessun commento al momento. Sii il primo!
Condividi la tua esperienza con la comunità.
Giardino dei Giusti dell'Umanità, Villa Doria Pamphilj
Via della Nocetta 30, 00164 Roma