L'antica fiera asburgica del tacchino gigante, dal 1834
A Romans d'Isonzo, in provincia di Gorizia, la Fiera di Santa Elisabetta affonda le radici nel 1834, quando l'imperatore Francesco I d'Austria concesse al paese il diritto di tenere una fiera-mercato agricola. Da allora la manifestazione non si è più fermata, attraversando quasi due secoli di storia e arrivando nel 2026 alla sua 192ª edizione: una delle fiere più longeve di tutto il Friuli Venezia Giulia.
Dedicata a Santa Elisabetta d'Ungheria, la fiera si tiene tradizionalmente a novembre, intorno alla ricorrenza della santa, trasformando il paese in un grande punto d'incontro tra tradizione contadina e festa popolare.
Il vero protagonista è il dindiat, il tacchino nel dialetto locale. La Sagra dal Dindiat culmina nella spettacolare gara del peso del tacchino gigante: gli allevatori presentano i loro esemplari più imponenti e chi porta il volatile più pesante riceve il trofeo. Una sfida che ha reso celebre Romans d'Isonzo in tutto il mondo, facendole conquistare per tre volte il Guinness dei primati, con un record fissato nel 2008 a oltre 32 chili.
Il tacchino è protagonista anche in tavola, con i piatti tipici preparati dalla Pro Loco e dalle associazioni del paese, come l'Associazione Culturale Gli Amici del Quaiat.
La fiera mantiene il suo fascino ottocentesco unito alle attrazioni di oggi: luna park, banchi del mercato, esposizioni di animali, concerti, spettacoli di mangiafuoco e giocolieri, balli di gruppo, laboratori per bambini. Un momento particolarmente sentito è la lettura del documento imperiale che ricorda l'origine asburgica della fiera, simbolo del legame del paese con la propria storia.
Organizzata dalla Pro Loco di Romans d'Isonzo con il sostegno del Comune di Romans d'Isonzo e delle associazioni locali, la Fiera di Santa Elisabetta è molto più di un mercato: è il racconto vivo di una comunità che da quasi duecento anni si ritrova attorno alle proprie radici contadine.
La Fiera di Santa Elisabetta torna a Romans d'Isonzo dal 13 al 17 novembre 2026 per la sua 192ª edizione. Cinque giorni di festa con la gara del peso del tacchino gigante, simbolo della manifestazione, il luna park, i banchi del mercato, le esposizioni di animali, i concerti e i piatti tipici a base di tacchino preparati dalle associazioni del paese.
Tra i momenti più attesi, la lettura del documento imperiale che ricorda la concessione asburgica del 1834 all'origine della fiera.
Dal 13 al 17 novembre 2026
Il programma orario dettagliato sarà pubblicato dalla Pro Loco e dal Comune di Romans d'Isonzo nelle settimane precedenti la fiera.
Romans d'Isonzo si raggiunge in auto dall'autostrada A4 (uscita Villesse-Gorizia). La fiera si svolge nel centro del paese, nella zona di Via delle Scuole e nelle vie limitrofe.
L'ingresso alla fiera è libero; le consumazioni gastronomiche e le attrazioni del luna park sono a pagamento.
La fiera si tiene a novembre, intorno alla ricorrenza di Santa Elisabetta. Nel 2026 è in programma dal 13 al 17 novembre.
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