Teatro, musica e danza nelle dimore settecentesche del Miglio d'Oro, tra Villa Mascolo e il Giardino Segreto della Reggia di Portici
Il Festival delle Ville Vesuviane è la grande rassegna estiva che ogni luglio anima le dimore settecentesche del Miglio d'Oro, la celebre sequenza di ville nobiliari costruite alle pendici del Vesuvio lungo la strada regia delle Calabrie. Promosso dalla Fondazione Ente Ville Vesuviane, il festival è itinerante per vocazione: attraversa più comuni della Città Metropolitana di Napoli — Portici, Ercolano, Torre del Greco, San Giorgio a Cremano e Napoli-Barra — trasformando cortili, giardini e saloni monumentali in palcoscenici a cielo aperto.
La formula non è cambiata negli anni: portare spettacolo dal vivo di qualità dentro un patrimonio architettonico straordinario, spesso poco conosciuto anche dai napoletani, e farlo a prezzi accessibili. La direzione artistica è affidata a Bruno Tabacchini, mentre la Fondazione è presieduta da Gennaro Miranda.
A Portici, in provincia di Napoli (Campania), il festival si concentra su due luoghi di grande fascino. Il primo è Villa Mascolo, dimora vesuviana a due livelli con facciata asimmetrica, decori a stucco, scalone in piperno e ferro battuto, immersa in un parco di circa trentamila metri quadrati — il secondo per estensione a Portici dopo quello della Reggia.
Il secondo è il Giardino Segreto della Reggia di Portici, angolo raccolto del complesso borbonico voluto da Carlo di Borbone, oggi sede del Dipartimento di Agraria dell'Università Federico II e dell'Orto Botanico. Qui gli spettacoli si tengono in orario pre-serale, quando la luce del tramonto sul Golfo accompagna le voci degli attori.
Il cartellone alterna prosa, concerti e performance di danza, con un filo conduttore sempre riconoscibile: la cultura napoletana e la sua capacità di raccontarsi. Nelle diverse edizioni si sono avvicendati grandi nomi della scena partenopea e nazionale, insieme a prime nazionali, riletture del repertorio di Eduardo Scarpetta ed Eduardo De Filippo, omaggi alla canzone classica napoletana e produzioni originali dedicate a figure letterarie come Matilde Serao o Luisa Sanfelice.
Le oltre centoventi ville del Miglio d'Oro furono edificate nel Settecento dall'aristocrazia napoletana che seguì la corte borbonica dopo la costruzione della Reggia di Portici. Ne è nato un sistema architettonico unico in Europa, dove il barocco tardo dialoga con il paesaggio vulcanico e con il mare. Molte di queste dimore hanno vissuto decenni di abbandono: il festival è anche uno strumento di valorizzazione, perché ogni serata riapre al pubblico spazi altrimenti chiusi.
Uno dei tratti distintivi della rassegna è la politica dei prezzi: i biglietti restano volutamente popolari, con riduzioni per under 25 e over 65 e alcune serate a ingresso simbolico. L'obiettivo dichiarato è far entrare nelle ville un pubblico ampio, comprese le famiglie e i residenti dei comuni vesuviani.
Affacciata sul Golfo di Napoli e stretta tra il mare e il vulcano, Portici è una delle città più densamente popolate d'Italia e conserva un patrimonio borbonico di primo piano. Assistere a uno spettacolo del festival è anche l'occasione per scoprire la Reggia, il Parco Nazionale del Vesuvio a pochi chilometri e il vicino sito archeologico di Ercolano, tutti raggiungibili in pochi minuti lungo la costa vesuviana.
Presentata a Villa Campolieto, l'edizione 2026 del Festival delle Ville Vesuviane porta la firma del direttore artistico Bruno Tabacchini e si sviluppa dal 3 al 29 luglio 2026 in sei sedi monumentali del Miglio d'Oro. Il titolo scelto, «L'età del Miglio d'Oro – Pietre di Lava e Cristalli d'Oro», richiama il contrasto tra la materia vulcanica del territorio e la raffinatezza delle dimore settecentesche.
Il cartellone conta oltre venti appuntamenti tra spettacoli di prosa, concerti, performance di danza e mostre, con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Campania. La Fondazione Ente Ville Vesuviane è presieduta da Gennaro Miranda, con Roberto Chianese direttore generale.
A Portici il festival si divide tra Villa Mascolo, che ospita due grandi serate alle 21.00, e il Giardino Segreto della Reggia, dove gli spettacoli iniziano alle 19.30 in una cornice più intima. Due appuntamenti su quattro sono prime nazionali o riletture del repertorio classico napoletano.
Fuori Portici, l'edizione 2026 propone tra gli altri Serena Rossi con «SereNATA a Napoli», Giampaolo Morelli a Villa Bruno di San Giorgio a Cremano, la prima nazionale «Le verità di Luisa Sanfelice» a Villa Campolieto e il gran finale del 29 luglio con i «Carmina Burana» del Teatro di San Carlo.
Sedi coinvolte: Villa Campolieto (Ercolano), Palazzo Vallelonga e Villa delle Ginestre (Torre del Greco), Villa Mascolo e Reggia di Portici (Portici), Palazzo Bisignano e Villa Spinelli (Napoli-Barra), Villa Bruno (San Giorgio a Cremano).
In treno : stazione di Portici-Ercolano sulla linea Napoli-Salerno (Trenitalia) oppure fermata Portici della Circumvesuviana EAV, entrambe a breve distanza dal centro. In auto : uscita Portici dall'autostrada A3 Napoli-Salerno; parcheggio limitato nelle vicinanze delle ville, meglio muoversi a piedi o con i mezzi pubblici. In aereo : aeroporto di Napoli-Capodichino, a circa 15 km.
Prevendita online sul circuito Etes.it e sul sito ufficiale della Fondazione Ente Ville Vesuviane. Il botteghino nelle sedi di spettacolo apre alle ore 18.00 nei giorni di rappresentazione. Sono previste riduzioni per under 25 e over 65.
Gli spettacoli si tengono all'aperto: è utile portare una giacca leggera per la sera. Arrivare con un po' di anticipo permette di visitare i giardini prima dell'inizio. Per gli appuntamenti nel Giardino Segreto della Reggia, l'orario è pre-serale (19.30) e la capienza è ridotta: la prenotazione è vivamente consigliata.
Portici offre soluzioni B&B e alberghi lungo la costa vesuviana; Napoli è a una ventina di minuti di treno e resta la base più comoda per chi unisce il festival alla visita di Ercolano e Pompei.
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Villa Mascolo e Giardino Segreto della Reggia di Portici