Il carciofo romanesco protagonista nel Ghetto Ebraico di Roma
Il Festival del Carciofo Romanesco si svolge nel rione Sant'Angelo, lungo via del Portico d'Ottavia e nelle strade del Ghetto Ebraico di Roma, nel Comune di Roma, città metropolitana di Roma Capitale, nel Lazio. È qui che il carciofo romanesco ha trovato alcune delle sue preparazioni più celebri e qui che, dal 2022, Confesercenti d'Area Roma, Frosinone e Rieti insieme a Fiepet ha scelto di dedicargli una manifestazione diffusa, che si estende anche ai rioni Trevi e Ripa e all'area di Campo de' Fiori.
Il carciofo romanesco del Lazio, detto anche cimarolo o mammola, è un ortaggio tondeggiante, tenero e privo di spine, coltivato soprattutto nella fascia costiera fra Ladispoli, Cerveteri, Montalto di Castro e Sezze. La sua stagione va da febbraio ad aprile ed è proprio nel mese di aprile che raggiunge il pieno della maturazione: da qui la scelta di collocare il festival in primavera. Il prodotto è tutelato da un marchio IGP e rappresenta uno dei simboli agricoli più riconoscibili della regione.
Il festival mette a confronto le due grandi scuole della cucina capitolina:
A queste ricette storiche gli chef affiancano ogni anno rivisitazioni contemporanee: antipasti, primi piatti, abbinamenti con carni e pesci e persino il gelato al carciofo, proposto in collaborazione con l'associazione dei gelatieri italiani.
La formula è quella del festival diffuso: non un'unica area recintata, ma una ventina di ristoranti del quartiere che aderiscono all'iniziativa e sono riconoscibili da un menù a forma di carciofo esposto all'ingresso. Ogni locale propone un menù dedicato a prezzo fisso di 35 euro, servito sia a pranzo sia a cena per tutta la durata dell'evento. Tra i ristoranti che hanno partecipato alle ultime edizioni figurano La Taverna del Ghetto, Baghetto Bistrot, Renato al Ghetto, Baghetto Milk, Baghetto Meat, Il Giardino Romano, Bella Carne, Pollaria, Sheva, Yotvata, Casalino, Nonna Betta e Giggetto.
Accanto alla ristorazione, la manifestazione ospita il mercato di Campagna Amica curato da Coldiretti Lazio, con le aziende agricole del territorio che vendono carciofi e ortaggi a chilometro zero, e un programma di degustazioni gratuite, show cooking e incontri fra produttori, chef e istituzioni. L'obiettivo dichiarato è la valorizzazione della filiera corta laziale e il racconto del legame fra territorio, cultura e gastronomia.
L'evento è ideato e promosso da Confesercenti d'Area Roma, Frosinone e Rieti con Fiepet, la federazione degli esercenti pubblici, e gode del sostegno del Ministero dell'Agricoltura e della Sovranità Alimentare, di Ismea e Arsial, della Regione Lazio, di Roma Capitale e del I Municipio, di Coldiretti, Agrocamera e del Centro Agroalimentare Roma.
Più che una sagra, il Festival del Carciofo Romanesco è un'occasione per attraversare uno dei quartieri più antichi e stratificati di Roma seguendo il filo di un solo ingrediente. Si mangia seduti nei ristoranti storici del Ghetto, si passeggia fra il Portico d'Ottavia e il Teatro di Marcello e si scopre come una verdura di stagione sia diventata, nel tempo, un patrimonio culturale condiviso.
Presentata il 26 marzo 2026 in conferenza stampa a Palazzo Valentini, la quarta edizione del Festival del Carciofo Romanesco ha animato per cinque giorni via del Portico d'Ottavia e le strade del Ghetto Ebraico, coinvolgendo anche i rioni Trevi e Ripa e l'area di Campo de' Fiori.
L'apertura, domenica 12 aprile alle 10, è stata affidata al mercato con la vendita di carciofi e ortaggi del territorio in collaborazione con Coldiretti. Il taglio del nastro ufficiale si è tenuto lunedì 13 aprile alle 11.30 a Largo 16 Ottobre 1943, con degustazioni e la partecipazione dell'associazione dei gelatieri italiani. Fino a giovedì 16 aprile i ristoranti aderenti hanno servito i menù dedicati a pranzo e a cena.
La Taverna del Ghetto, Baghetto Bistrot, Renato al Ghetto, Baghetto Milk, Baghetto Meat, Il Giardino Romano, Bella Carne, Pollaria, Sheva, Yotvata, Casalino, Nonna Betta, Giggetto. I locali aderenti sono riconoscibili dal menù a forma di carciofo esposto all'ingresso.
Il Ghetto Ebraico si trova nel centro storico di Roma, a pochi passi da Largo di Torre Argentina. In autobus: linee 30, 40, 63, 64, 70 e 780 (fermate Torre Argentina o Teatro Marcello). Il tram 8 collega Trastevere a Largo Argentina. La stazione della metropolitana più vicina è Colosseo (linea B), a circa 15 minuti a piedi. Da Roma Termini si raggiunge la zona in circa 10 minuti di autobus.
L'area è compresa nella ZTL Centro Storico: si consiglia di lasciare l'auto nei parcheggi di scambio e proseguire con i mezzi pubblici.
L'accesso al quartiere, al mercato e alle degustazioni è gratuito. I menù a tema nei ristoranti aderenti costano 35 euro a persona. La prenotazione è caldamente consigliata, soprattutto nel fine settimana.
I ristoranti aderenti si riconoscono dal menù a forma di carciofo esposto all'ingresso. Molti locali del Ghetto sono kosher e osservano orari particolari il venerdì sera e il sabato: verificare sempre al momento della prenotazione.
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Portico d'Ottavia - Ghetto Ebraico
Via del Portico d'Ottavia, 00186 Roma