La devozione madonita del 3 maggio nel borgo di Geraci Siculo
La Festa del SS. Crocifisso, popolarmente chiamata "Pani e Paradisu", è l'appuntamento religioso più sentito di Geraci Siculo, antico borgo medievale incastonato fra i monti delle Madonie, nella Città Metropolitana di Palermo, in Sicilia. Pur ricorrendo nel calendario liturgico il 14 settembre, per antica tradizione la festa si celebra ogni anno il 3 maggio, il giorno che i geracesi chiamano "u Tre Maggiu".
Al centro della devozione c'è una straordinaria scultura lignea del Crocifisso risalente al XVII secolo, attribuita alla scuola di Fra Umile da Petralia, venerata nella Chiesa di Santa Maria La Porta. Il volto di Cristo, segnato da un'intensa espressione di dolore e di sofferenza, commuove profondamente i fedeli ed è considerato dalla comunità un'immagine miracolosa, meta di voti e di grazie ricevute.
La festa è preceduta dall'ottavario: per otto sere, dopo il suono dell'Ave Maria, i geracesi e i tanti emigrati tornati al paese si riuniscono in chiesa per la recita del Rosario e della Coroncina, guidati da un predicatore, con la Messa solenne a conclusione. È un tempo di raccoglimento che prepara la giornata del 3 maggio.
La mattina del 3 maggio chi ha fatto un voto durante l'anno si reca al Monastero delle Suore Benedettine per ritirare la "torcia", il grande cero votivo che resta spento durante tutta la processione, segno di una grazia chiesta o ricevuta. Verso mezzogiorno, dopo la Messa, prende il via la processione: aprono il corteo le confraternite in abiti colorati, seguite dai fedeli con i ceri, molti dei quali scalzi e con una corona di rami intrecciati sul capo. I bambini avanzano gridando l'antica invocazione "Pani e paradisu, misericordia Signuri".
Il Crocifisso viene portato sulla Vara, la pesante portantina ornata di fiori e di teche colme di oggetti preziosi donati per le grazie ricevute. Dietro al simulacro sfilano il Sindaco, l'Amministrazione comunale, la Polizia municipale e i carabinieri in alta uniforme. Il corteo avanza lentamente fra le strette vie del centro storico, scandito dagli scoppi dei mortaretti, fino all'ingresso nella Chiesa Madre in Piazza del Popolo, prima del ritorno a Santa Maria La Porta.
"Pani e Paradisu" non è solo un rito religioso ma l'espressione più autentica dell'identità di Geraci Siculo, uno dei Borghi più belli d'Italia. La festa unisce la comunità geracese e fa parte del percorso devozionale delle "Città del Santissimo Crocifisso", una rete di comuni legati dalla stessa venerazione. Per chi visita le Madonie a primavera, è l'occasione per scoprire un borgo di pietra e una fede popolare rimasta intatta nei secoli.
Il 3 maggio 2026 Geraci Siculo ha rinnovato la sua festa più cara, la Festa del SS. Crocifisso "Pani e Paradisu". Preceduta dall'ottavario di preghiera, la giornata ha visto la processione del Crocifisso ligneo per le vie del centro storico, aperta dalle confraternite e accompagnata dai fedeli con le torce votive, molti dei quali scalzi.
Tra i momenti più significativi dell'anno, la visita pastorale dell'Arcivescovo di Monreale, Mons. Gualtiero Isacchi, che ha incontrato la comunità e le autorità locali. In quell'occasione gli è stato donato un volume realizzato dall'Associazione "Città del Santissimo Crocifisso", a testimonianza del legame fra i comuni uniti dalla stessa devozione.
Geraci Siculo si trova nel cuore delle Madonie, in provincia di Palermo. In auto si raggiunge dall'autostrada A19 Palermo-Catania (uscita Tre Monzelli o Buonfornello) proseguendo verso l'interno lungo le strade provinciali madonite. La stazione ferroviaria più vicina è quella di Castelbuono, da cui si prosegue in autobus o in auto.
La festa si svolge ogni anno il 3 maggio, preceduta dall'ottavario nei giorni precedenti. La processione parte verso mezzogiorno dalla Chiesa di Santa Maria La Porta.
L'ingresso ai riti e alla processione è libero e gratuito. Si consiglia abbigliamento comodo per muoversi a piedi lungo le vie acciottolate del centro storico. Periodo ideale per abbinare la visita del borgo medievale, del Castello dei Ventimiglia e dei sentieri delle Madonie.
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Chiesa di Santa Maria La Porta e centro storico