La festa esterna del patrono di Cerami, tra devozione normanna e la statua lignea del Settecento
A Cerami, borgo di poco più di duemila abitanti arroccato a 970 metri sui rilievi delle Caronie, alle pendici del Monte dell'Annunziata nel cuore dei Nebrodi, la Festa di San Michele Arcangelo non è una semplice ricorrenza religiosa: è la memoria viva di un evento che ha cambiato la storia della Sicilia. Il culto del Santo nasce infatti dalla Battaglia di Cerami del 1063, quando le truppe normanne guidate dal conte Ruggero d'Altavilla sconfissero i Saraceni in uno scontro decisivo per la riconquista cristiana dell'isola. Secondo la tradizione, i soldati invocarono la protezione di San Giorgio e di San Michele e, dopo la vittoria, il conte fece edificare ai piedi del castello una chiesa dedicata all'Arcangelo a seguito della "luminosa visione" avuta in battaglia.
Da quel periodo, e precisamente dal 1070, risale la fondazione dell'Arciconfraternita di San Michele Arcangelo, che ancora oggi custodisce e anima la festa. Il tesoro più prezioso della devozione ceramese è la statua lignea settecentesca del Santo, opera d'alto pregio dello scultore siciliano Filippo Quattrocchi di Gangi (1738-1813), uno dei maggiori intagliatori del legno dell'isola. La scultura è oggi conservata nella Chiesa Madre, dedicata a Sant'Ambrogio: l'antica chiesa presso il castello divenne infatti inagibile dopo il colera del 1910 e i danni bellici successivi.
Mentre la ricorrenza liturgica dell'Arcangelo cade il 29 settembre, a Cerami la festa esterna si celebra per tradizione il penultimo sabato di maggio. Le celebrazioni iniziano già nei giorni precedenti con la novena e la recita della corona angelica nella Chiesa Madre. Il giorno della festa il paese si sveglia con lo sparo dei mortaretti e il suono delle campane, mentre nel tardo pomeriggio prende avvio la solenne processione: i confrati, in abito tradizionale e con le insegne della confraternita, portano a spalla la statua del Santo lungo le vie del borgo, accompagnati dalla devozione di tutta la comunità ceramese.
La festa di San Michele è la più sentita tra le numerose ricorrenze del calendario religioso di Cerami, comune della provincia di Enna immerso in un territorio ricco di querce e macchia mediterranea. Per chi visita la Sicilia interna è un'occasione preziosa per scoprire un angolo autentico dei Nebrodi e una tradizione devozionale che si tramanda da quasi mille anni.
Sabato 30 maggio 2026, penultimo sabato del mese, Cerami ha rinnovato la sua antica devozione a San Michele Arcangelo con la festa esterna del patrono. Le celebrazioni si sono aperte nei giorni precedenti con la novena e la recita della corona angelica nella Chiesa Madre di Sant'Ambrogio.
Il giorno della festa il paese si è svegliato con lo sparo dei mortaretti e il suono festoso delle campane. Nel tardo pomeriggio ha preso avvio la processione: i confrati dell'Arciconfraternita, in abito tradizionale e con le insegne della confraternita, hanno portato a spalla la settecentesca statua lignea di Filippo Quattrocchi lungo le vie del centro storico, tra la devozione di tutta la comunità ceramese.
Il programma religioso è organizzato dall'Arciconfraternita di San Michele Arcangelo.
La festa esterna si celebra il penultimo sabato di maggio. La ricorrenza liturgica è il 29 settembre.
Cerami (EN), Sicilia. La processione parte dalla Chiesa Madre di Sant'Ambrogio e attraversa le vie del centro storico.
Cerami si raggiunge in auto dalla SS120, nell'entroterra dei Nebrodi tra le province di Enna e Messina. L'aeroporto più vicino è quello di Catania-Fontanarossa.
La festa religiosa e la processione sono gratuite e aperte a tutti.
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Chiesa Madre di Sant'Ambrogio