Tre giorni di fede, spettacoli e convivialità nel quartiere di Soccavo, a Napoli
La Festa Patronale dei Santi Apostoli Pietro e Paolo è l'appuntamento più sentito del quartiere di Soccavo, nella Municipalità IX del Comune di Napoli, in Campania. Ogni anno, attorno alla solennità del 29 giugno, la comunità della parrocchia di via Filippo Bottazzi si ritrova per onorare i due apostoli protettori del rione con un programma che intreccia liturgia, cultura, spettacolo e convivialità popolare.
Non è un evento turistico costruito a tavolino, ma una festa di quartiere nel senso più pieno: la vivono le famiglie del rione, i ragazzi dell'oratorio, le confraternite, i gruppi parrocchiali e i fedeli che arrivano anche dalla vicina Pianura. Chi la visita entra in una Napoli quotidiana e autentica, molto lontana dai circuiti del centro storico, dove la devozione si mescola alla banda musicale e ai tavoli apparecchiati sotto casa. «È il cuore pulsante della nostra comunità », l'ha definita il parroco don Enzo Cimarelli, parlando del ritorno alle tradizioni come di «un segno potente di rinascita».
La festa si distribuisce su tre giornate intense, dal 27 al 29 giugno. Si apre di norma il sabato con il Tour della Congrega, l'apertura straordinaria dell'ipogeo e del campanile della chiesa, e con la Santa Messa per gli ammalati accompagnata dal rito dell'unzione degli infermi. La sera è dedicata al teatro dei ragazzi dell'oratorio, che ogni anno portano in scena uno spettacolo inedito.
La domenica cambia registro: la piazza davanti alla chiesa si riempie di gonfiabili e giochi per i bambini, poi arriva la Messa delle famiglie e, a chiudere, una serata di puro divertimento popolare sulla formula ormai classica de La Corrida, con i dilettanti del quartiere sul palco.
Il momento culminante resta la processione solenne del 29 giugno. Il corteo parte dalla parrocchia dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, imbocca via Filippo Bottazzi, percorre via dell'Epomeo - l'arteria principale di Soccavo - fino alla chiesa di Santa Maria di Montevergine, per poi rientrare attraverso via Montevergine e via Canonico Scherillo. «Questa volta, dopo tanti anni, la processione passerà anche per via dell'Epomeo», ha spiegato il parroco: un passaggio che il rione vive come il segno che la festa appartiene davvero a tutto il quartiere.
Al rientro dei simulacri segue la Messa solenne, che negli ultimi anni è stata presieduta da monsignor Carlo Villano. Alla devozione verso i due apostoli partecipano abitualmente anche le comunità della parrocchia di San Lorenzo Martire di Pianura e di Santa Maria di Montevergine, in un gesto di condivisione tra rioni confinanti.
Il cuore della festa è una delle chiese più antiche di questa parte della città metropolitana di Napoli. Secondo la tradizione locale i due apostoli sarebbero passati per Soccavo lungo la via Antiniana, in età romana, viaggiando da Napoli verso Pozzuoli. L'edificio attuale nasce da una cappella duecentesca dedicata a San Nicola di Bari, appartenuta alla famiglia Franco; nel 1540 il duca Piscicelli donò dei terreni ai monaci camaldolesi a patto che assicurassero l'assistenza spirituale agli abitanti del casale.
Come in ogni festa patronale napoletana che si rispetti, la parte gastronomica non è un contorno. La serata conclusiva si chiude con la pasta e fagioli servita nel cortile dell'oratorio, accompagnata dalla banda musicale che negli anni ha proposto repertori di musica classica napoletana. È il momento in cui la dimensione religiosa lascia spazio al piacere semplice di stare insieme.
Per chi visita Napoli a fine giugno, la festa di Soccavo è un'occasione rara di osservare da vicino una tradizione devozionale viva e non addomesticata dal turismo. La partecipazione è libera e il quartiere - servito dalla stazione Soccavo della ferrovia Circumflegrea - si raggiunge facilmente dal centro città . È un ritratto sincero della Campania popolare, quella che continua a organizzarsi attorno alla propria chiesa e ai propri santi.
Dal 27 al 29 giugno 2026 il quartiere di Soccavo, a Napoli, ha celebrato i suoi santi patroni con tre giornate che hanno alternato momenti solenni di preghiera, visite guidate al patrimonio storico della parrocchia, spettacoli teatrali, animazione per i bambini ed esperienze gastronomiche. Il parroco don Enzo Cimarelli ha presentato l'edizione come «un segno potente di rinascita» per la comunità , sottolineando soprattutto il ritorno della processione lungo via dell'Epomeo, passaggio storico che non veniva effettuato da molti anni.
Il programma si è aperto il sabato con il Tour della Congrega, che ha permesso di scoprire l'ipogeo e il campanile della chiesa in gruppi contingentati, ed è proseguito con la Messa per gli ammalati e con lo spettacolo teatrale dei ragazzi dell'oratorio. La domenica è stata dedicata alle famiglie, con la festa in piazza e la serata comica de La Corrida. Il lunedì, solennità dei Santi Pietro e Paolo, la processione ha attraversato via Filippo Bottazzi, via dell'Epomeo e via Montevergine fino alla chiesa di Santa Maria di Montevergine, prima della Messa solenne presieduta da monsignor Carlo Villano e della tradizionale pasta e fagioli accompagnata dalla banda musicale.
Chiesa e parrocchia dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, via Filippo Bottazzi 27, quartiere Soccavo, 80126 Napoli. Gli appuntamenti si tengono tra la chiesa, il sagrato, il cortile dell'oratorio e le strade del rione (via dell'Epomeo, via Montevergine, via Canonico Scherillo).
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