La festa patronale di Santo Stefano Quisquina tra fede, cavalcata all'Eremo e tradizioni sicane
La Festa di Santa Rosalia è il cuore dell'identità di Santo Stefano Quisquina, piccolo comune della provincia di Agrigento arroccato sui Monti Sicani, nella Sicilia interna. Per oltre dieci giorni, dalla fine di maggio ai primi di giugno, l'intera comunità si raccoglie attorno alla sua patrona in una celebrazione che intreccia profonda devozione religiosa, antiche tradizioni popolari e una grande festa di paese capace di richiamare emigrati e visitatori da tutta l'isola.
Il legame tra Santo Stefano Quisquina e Santa Rosalia affonda le radici nel Seicento. Secondo la tradizione, poche settimane dopo il ritrovamento dei resti della Santa sul Monte Pellegrino a Palermo, nei boschi della Quisquina venne scoperta una grotta con un'iscrizione in cui Rosalia stessa avrebbe indicato quel luogo come suo rifugio. Qui la giovane nobildonna avrebbe vissuto da eremita per circa dodici anni prima di trasferirsi sul Monte Pellegrino. Le reliquie giunsero in paese il 25 settembre 1625, donate dall'Arcivescovo di Palermo e custodite in uno splendido Busto Argenteo che da allora è il simbolo della devozione locale.
La festa si apre con la Scinnuta, la solenne discesa del Busto Argenteo con le reliquie nella Chiesa Madre, accompagnata dalla celebrazione eucaristica. Nei giorni seguenti si susseguono le Sante Messe nei diversi quartieri del paese, l'accensione delle luminarie, saggi di danza e di musica delle associazioni locali. Il calendario raggiunge il suo culmine con:
Accanto ai riti religiosi, la festa è anche un grande appuntamento di folklore e spettacolo: gruppi folkloristici, sbandieratori, carretti siciliani, raduni di auto e moto d'epoca, memorial sportivi e una nutrita programmazione musicale che spazia dalla musica popolare ai concerti di band siciliane. Non manca la tradizionale tavolata con la carne d'agnello, piatto simbolo della festa, espressione della cucina contadina dei Sicani.
Per Santo Stefano Quisquina la festa di Santa Rosalia non è soltanto una ricorrenza religiosa, ma il momento in cui la comunità intera ritrova le proprie radici. Tra le strade addobbate, i tamburi che scandiscono il ritmo dei cortei e la luce delle luminarie, il borgo dei Monti Sicani offre al visitatore un'esperienza autentica di Sicilia, dove fede, storia e tradizione popolare convivono in modo indissolubile.
L'edizione 2026 della Festa di Santa Rosalia si è tenuta a Santo Stefano Quisquina dal 31 maggio al 10 giugno. Il programma si è aperto domenica 31 maggio con la celebrazione eucaristica nella Chiesa Madre presieduta da Mons. Guglielmo Giombanco, vescovo di Patti, e la suggestiva Scinnuta del Busto Argenteo con le reliquie della Santa, trasmessa in diretta streaming.
Dal 1° al 5 giugno si sono susseguite le Sante Messe nei quartieri, l'accensione delle luminarie e una serie di appuntamenti culturali, tra cui il concerto de I Malarazza e i saggi di danza e musica delle associazioni locali in Piazza Madre Chiesa. Sabato 6 giugno, solennità della patrona, l'alborata all'alba ha preceduto l'ingresso dei Tamburi della Quisquina e del corpo bandistico Gino Spicola, la messa solenne con la corale polifonica, gli sbandieratori della Città di Caccamo e la processione serale del Busto Argenteo con le "Piccole Rosalie" e i fuochi d'artificio.
Il momento più atteso è arrivato martedì 9 giugno con la cavalcata e il pellegrinaggio all'Eremo della Quisquina: partenza all'alba dal paese, sosta di preghiera alla Rocca, distribuzione di pane, uova e acqua, messa al santuario e rientro serale con la processione cittadina, il gruppo storico in costume e lo spettacolo pirotecnico, fino alla "Acchianata della Santuzza". La chiusura, mercoledì 10 giugno, ha visto giochi per bambini, la messa conclusiva e i concerti di The Doubles e I Collage in Piazza Madre Chiesa.
I festeggiamenti si svolgono a Santo Stefano Quisquina (provincia di Agrigento), con epicentro nella Chiesa Madre e in Piazza Madre Chiesa. Il pellegrinaggio e la cavalcata raggiungono l'Eremo della Quisquina, immerso nei boschi a pochi chilometri dal centro abitato.
In auto dall'autostrada A19 Palermo-Catania (uscita verso l'entroterra agrigentino) o dalla SS 189 in direzione Agrigento; il paese è raggiungibile attraverso le strade provinciali dei Monti Sicani. La stazione ferroviaria più vicina è quella di Agrigento, da cui si prosegue in autobus o auto.
L'accesso a processioni, riti e spettacoli in piazza è gratuito. Si consiglia abbigliamento comodo per seguire i cortei a piedi e di informarsi sugli orari aggiornati presso il Comune di Santo Stefano Quisquina e i canali del Comitato dei festeggiamenti. La cavalcata all'Eremo è il momento più suggestivo: conviene arrivare in anticipo per assistere alla partenza dalla Chiesa Madre.
Nessuna foto al momento. Condividi le tue!
5 foto massimo, 5 MB per foto (JPG, PNG, WebP)
Aiutaci a tenere aggiornata questa scheda. Ogni proposta è verificata dal nostro team prima della pubblicazione.
Nessuna valutazione — sii il primo!
Nessun commento al momento. Sii il primo!
Condividi la tua esperienza con la comunità .
Chiesa Madre e Piazza Madre Chiesa