Il patrono di Amalfi tra la corsa dei portatori sui 62 gradini del Duomo e i fuochi sul mare
La Festa di Sant'Andrea Apostolo è il cuore dell'identità di Amalfi, nella provincia di Salerno, in Campania. Le reliquie dell'apostolo arrivarono in città nel 1208, portate dal cardinale amalfitano Pietro Capuano dopo la conquista di Costantinopoli, e da allora riposano nella cripta della Basilica Cattedrale che porta il suo nome. Ma la festa estiva del 27 giugno ha un'origine precisa e drammatica: nel 1544 la flotta del corsaro turco Ariadeno Barbarossa si preparava a saccheggiare Amalfi. Mentre la popolazione si raccoglieva in preghiera davanti al sepolcro del Santo, una violenta tempesta si abbatté all'improvviso sul golfo e costrinse le navi nemiche ad allontanarsi. Da quel giorno gli amalfitani celebrano il Patrocinio di Sant'Andrea, cioè la sua protezione sulla città.
Il momento più celebre della giornata arriva a sera. Dopo la processione che attraversa le vie del centro storico, il busto d'argento di Sant'Andrea — capolavoro dell'argenteria barocca napoletana — torna verso la Cattedrale. Ed è qui che i portatori vestiti di rosso compiono il gesto che tutta la Costiera aspetta: risalgono di corsa, in un unico slancio, la monumentale scalea di 62 gradini che separa Piazza Duomo dall'ingresso della Basilica, sostenendo il pesante busto tra le ovazioni, gli applausi e le preghiere della folla assiepata in piazza. Un'immagine di forza, fatica e devozione che si ripete identica da generazioni.
La vigilia del 26 giugno è dedicata ai riti più intimi. Durante i Vespri Pontificali in Cattedrale si celebra il rito della Manna: un liquido oleoso che, secondo una tradizione documentata già dal 1304, stilla dal sepolcro dell'apostolo e viene raccolto e distribuito ai fedeli. Nei giorni precedenti la cripta ospita messe serali, Coronelle e momenti di adorazione eucaristica, mentre l'esposizione solenne del busto d'argento in Basilica segna ufficialmente l'apertura dei festeggiamenti.
Accanto alla dimensione religiosa, la festa ha un volto squisitamente popolare. Fin dal mattino della vigilia i concerti bandistici percorrono i vicoli e si esibiscono in Piazza Municipio e in Piazza Duomo; le case si adornano di drappi e le strade si accendono di luminarie; a mezzogiorno del 27 giugno tutte le campane delle chiese della città suonano a festa. La conclusione è affidata al grande spettacolo pirotecnico sul mare, sparato dal bacino del porto: i fuochi si riflettono sull'acqua e illuminano le facciate delle case arroccate, uno degli spettacoli più fotografati dell'estate costiera.
Amalfi è una delle poche città italiane a festeggiare il proprio patrono due volte. Il 27 giugno si ricorda il miracolo del 1544, con la festa estiva. Il 30 novembre, giorno del martirio dell'apostolo, si celebra invece la festa liturgica: una giornata che comincia all'alba con campane e zampogne, prosegue con le messe in cripta e la Messa Pontificale, e vede la processione scendere fino alla spiaggia per la benedizione del mare e della pesca, prima della corsa finale sui gradini e dei fuochi serali. Due feste, due atmosfere: quella estiva affollata di visitatori, quella invernale più raccolta e profondamente amalfitana.
Il palcoscenico è quello di un patrimonio UNESCO. La Cattedrale di Sant'Andrea, con la facciata a mosaici dorati, il campanile arabo-normanno e il Chiostro del Paradiso, domina la piazza principale della città; intorno si aprono i vicoli coperti dell'antica Repubblica Marinara, le botteghe di carta a mano e di limoni, il porto. Durante la festa il centro storico è chiuso al traffico e vive interamente a piedi, tra la folla che sale e scende la scalea. È l'occasione migliore per capire il legame che da secoli unisce Amalfi al mare, ai suoi pescatori e al santo che li protegge.
I festeggiamenti del 2026 sono cominciati martedì 23 giugno nella cripta della Basilica Cattedrale, con le messe serali e la Coronella, e si sono chiusi lunedì 29 giugno con la reposizione del busto d'argento del Patrono. Il fulcro è stato il fine settimana: venerdì 26 giugno la vigilia, con i giri bandistici per le vie della città affidati alla Grande Banda del Cilento, l'esposizione solenne della statua, i Vespri Pontificali con il rito della Manna presieduti dall'arcivescovo Orazio Soricelli, la veglia diocesana e la serata musicale in Piazza Duomo.
Sabato 27 giugno, anniversario del miracolo del 1544, la giornata si è aperta all'alba con le messe in Cattedrale, è proseguita con la Messa Pontificale delle 10:00 animata dalla Schola Cantorum "Cantate Domino Aloysiana" e con il suono a festa di tutte le campane della città a mezzogiorno. Alle 20:00 la processione con il busto argenteo lungo il percorso tradizionale del centro storico, culminata nella corsa dei portatori sui 62 gradini della scalea del Duomo. Alle 23:30 il grande spettacolo pirotecnico sul bacino del porto ha illuminato la Costiera Amalfitana davanti a migliaia di persone.
Come ogni anno, la ricorrenza liturgica dell'apostolo tornerà poi il 30 novembre, con la processione fino alla spiaggia per la benedizione del mare.
In auto: statale SS163 Amalfitana; nei giorni della festa il traffico è intensissimo e i parcheggi in città sono pochi e a pagamento (garage privati in via Matteo Camera e lungo la statale). Meglio lasciare l'auto a Salerno o a Sorrento e proseguire con i mezzi pubblici.
In autobus: autolinee SITA Sud da Salerno, Sorrento, Positano e Ravello, fermata al capolinea di Piazza Flavio Gioia, a pochi passi dal Duomo.
In traghetto: collegamenti marittimi da Salerno, Positano, Minori e Maiori (Travelmar, Alicost, Coop Sant'Andrea); nel giorno della festa vengono spesso attivate corse serali straordinarie con rientro dopo i fuochi d'artificio.
In treno e aereo: stazione ferroviaria di Salerno (Alta Velocità) e aeroporto di Napoli-Capodichino, poi bus o traghetto.
Tutte le celebrazioni religiose, la processione, i concerti bandistici e lo spettacolo pirotecnico sono gratuiti e all'aperto.
Amalfi offre hotel storici e B&B, ma il 27 giugno è alta stagione: prenotare con largo anticipo. Alternative più economiche a Minori, Maiori, Vietri sul Mare e Salerno, tutte collegate via mare o con SITA.
Scarpe comode (la città è un susseguirsi di scale e vicoli), arrivo in piazza almeno un'ora prima della processione, attenzione agli ultimi rientri dei bus e dei traghetti in serata.
Comune di Amalfi, Piazza Municipio 6 — tel. +39 089 8736201. Arcidiocesi di Amalfi-Cava de' Tirreni per il programma liturgico.
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Basilica Cattedrale di Sant'Andrea Apostolo e centro storico di Amalfi
Piazza Duomo, 84011 Amalfi