Il 19 marzo Ladispoli celebra il suo santo patrono con la processione solenne fino a Piazza Rossellini
Il 19 marzo non è una data qualsiasi per Ladispoli. È il giorno di San Giuseppe, patrono della città, e da generazioni la comunità del litorale laziale si ritrova per una delle celebrazioni più partecipate del calendario locale. Nel Comune di Ladispoli, affacciato sul Tirreno a pochi chilometri da Cerveteri e dalle necropoli etrusche, questa festa patronale rappresenta molto più di un rito religioso: è il momento in cui i quartieri della città, cresciuti rapidamente nel secondo dopoguerra, si riconoscono in una tradizione condivisa.
Il cuore della giornata è la processione solenne con la statua del Santo, che nel pomeriggio attraversa le strade del centro abitato. Il corteo si muove lentamente, scandito dalle preghiere e dai canti dei devoti, e coinvolge le quattro parrocchie cittadine: Sacro Cuore, Santa Maria del Rosario, Santi Annunziata di Palo e San Giovanni Battista. Il percorso cambia leggermente di anno in anno, così da toccare a rotazione i diversi rioni, ma il punto d'arrivo è sempre lo stesso: Piazza Rossellini, il salotto urbano di Ladispoli.
Ad accompagnare il corteo c'è la banda musicale La Ferrosa, che con le sue marce e i brani sacri dà alla processione un timbro inconfondibile. Le famiglie si affacciano dai balconi, i negozi abbassano le saracinesche al passaggio della statua, e non è raro vedere generazioni diverse camminare fianco a fianco lungo tutto il tragitto.
All'arrivo in piazza, verso la fine del pomeriggio, si celebra la Santa Messa solenne all'aperto, presieduta dal Vescovo della Diocesi di Porto-Santa Rufina, monsignor Gianrico Ruzza. È il momento più raccolto della giornata: la piazza si riempie, le autorità civili e religiose prendono posto accanto ai fedeli, e l'omelia del Vescovo tocca ogni anno i temi che attraversano la comunità, dal lavoro alla famiglia, dalla solidarietà agli appelli alla pace.
Non è un caso che sia proprio San Giuseppe il patrono: figura del padre e del lavoratore, il Santo parla direttamente a una città che si è costruita con le mani di chi è arrivato da fuori, tra pescatori, agricoltori del carciofo romanesco e famiglie giunte da Roma e dal resto del Lazio.
La festa è promossa dalle parrocchie di Ladispoli in collaborazione con la Pro Loco Ladispoli e con il patrocinio dell'Amministrazione comunale. Questa doppia regia, ecclesiale e civica, è ciò che rende la giornata un appuntamento di tutti: chi partecipa per fede e chi partecipa perché è la festa della propria città trovano lo stesso spazio.
Chi arriva a Ladispoli per la festa patronale trova una città che nel mese di marzo mostra il suo volto più autentico, lontano dall'affollamento estivo delle spiagge di sabbia nera. Il litorale del Lazio settentrionale, con il Castello di Palo, l'oasi di Torre Flavia e la vicinissima Cerveteri patrimonio UNESCO, offre più di una ragione per prolungare la visita. E a fine aprile la città torna protagonista con la celebre Sagra del Carciofo Romanesco, l'altro grande appuntamento del calendario ladispolano.
La Festa di San Giuseppe resta però l'evento in cui Ladispoli si racconta meglio: una comunità giovane, cresciuta in fretta, che nel giorno del suo patrono ritrova il filo della propria storia collettiva.
L'edizione 2026 della Festa di San Giuseppe si è svolta giovedì 19 marzo e ha visto una partecipazione molto ampia della comunità di Ladispoli. La processione è partita dalla chiesa parrocchiale del Sacro Cuore, in via dei Fiordalisi, per attraversare buona parte del tessuto urbano prima di raggiungere Piazza Rossellini.
La celebrazione eucaristica conclusiva è stata presieduta da monsignor Gianrico Ruzza, Vescovo della Diocesi di Porto-Santa Rufina, che nella sua omelia ha rivolto un forte appello alla pace, richiamando la responsabilità delle comunità locali nel costruire relazioni fondate sul rispetto e sulla solidarietà.
L'evento è stato promosso dalle parrocchie cittadine — Sacro Cuore, Santa Maria del Rosario, Santi Annunziata di Palo e San Giovanni Battista — in collaborazione con la Pro Loco Ladispoli e con il patrocinio della Città di Ladispoli.
In treno: la stazione di Ladispoli-Cerveteri è servita dalla linea FL5 Roma Termini-Civitavecchia, con corse frequenti; da Roma il viaggio dura circa 40 minuti. Dalla stazione il centro e Piazza Rossellini si raggiungono a piedi in 10-15 minuti.
In auto: uscita Cerveteri-Ladispoli della SS1 Aurelia oppure dell'autostrada A12 Roma-Civitavecchia. Nei giorni di festa alcune vie del centro possono essere chiuse al traffico per il passaggio della processione: conviene parcheggiare nelle aree periferiche e proseguire a piedi.
In aereo: l'aeroporto di Roma Fiumicino dista circa 30 km.
La partecipazione alla processione e alla Messa solenne è completamente gratuita e aperta a tutti. La processione parte nel primo pomeriggio (di norma tra le 15:00 e le 15:30) e la celebrazione eucaristica in Piazza Rossellini si tiene verso le 16:30.
Marzo sul litorale può essere ventoso: conviene un abbigliamento a strati e scarpe comode, dato che il percorso della processione si snoda per diversi chilometri. Per gli orari e il percorso aggiornati dell'anno in corso conviene consultare le pagine delle parrocchie cittadine o della Pro Loco Ladispoli nei giorni precedenti.
Nessuna foto al momento. Condividi le tue!
5 foto massimo, 5 MB per foto (JPG, PNG, WebP)
Aiutaci a tenere aggiornata questa scheda. Ogni proposta è verificata dal nostro team prima della pubblicazione.
Nessuna valutazione — sii il primo!
Nessun commento al momento. Sii il primo!
Condividi la tua esperienza con la comunità.
Piazza Rossellini
Piazza Rossellini, 00055 Ladispoli