La devozione peruviana di Arequipa che ogni 1° maggio sfila per le vie di Roma
Ogni anno, il 1° maggio, il rione Trastevere si riempie di colori, canti e preghiere in spagnolo: è la Festa della Virgen de Chapi, l'appuntamento più sentito della comunità peruviana residente a Roma e nel resto del Lazio. La devozione, nata nel deserto di Chapi, nel distretto di Polobaya vicino ad Arequipa, viene replicata nella Capitale con una processione che attraversa le strade del quartiere, storicamente con ritrovo in Piazza San Cosimato, e si conclude con la funzione religiosa all'interno della chiesa.
La devozione romana alla Virgen de Chapi ha una storia semplice e commovente. L'immagine fu portata in Italia dentro una valigia dalla sorella di Sofía Neyra, una donna peruviana che viveva a Roma e soffriva la nostalgia del proprio Paese. Da quel gesto privato è nata una devozione collettiva: attorno all'immagine si è formata l'Asociación Virgen de Chapi de Arequipa en Roma, composta soprattutto da arequipeñi emigrati in Italia, che da vent'anni organizza messe, veglie e processioni per i peruviani di tutta la penisola.
La festa si articola in due momenti complementari. Il primo è la processione: l'immagine della Madonna, portata a spalla dai devoti in abito tradizionale, percorre le vie di Trastevere accompagnata da bande, canti mariani e dai passi della marinera, la danza di corteggiamento peruviana, elegante e vorticosa, che qui diventa un omaggio alla "Mamita". Il secondo momento è la celebrazione eucaristica, più raccolta, all'interno della chiesa, con letture e canti in spagnolo.
La data non è casuale: in Perù, tra il 29 aprile e il 2 maggio, decine di migliaia di pellegrini percorrono a piedi chilometri di deserto per raggiungere il santuario di Chapi. Chi vive lontano non può partecipare a quel cammino, e allora lo ricrea qui: la festa romana è, di fatto, un pellegrinaggio simbolico che tiene insieme due città lontanissime, Arequipa e Roma. Per molte famiglie è anche l'occasione dell'anno in cui i figli nati in Italia entrano in contatto con la lingua, la musica e i sapori dei genitori.
Nel 2026 la celebrazione ha assunto un rilievo particolare: l'associazione ha festeggiato i vent'anni dall'arrivo dell'immagine a Roma e i devoti si sono ritrovati in Piazza San Pietro, dove Papa Leone XIV, dalla finestra dello studio, ha salutato pubblicamente la comunità durante la preghiera del Regina Caeli, ringraziandola per il proprio servizio. Un riconoscimento che ha dato visibilità internazionale a una festa fino ad allora conosciuta soprattutto nel quartiere.
Nel Comune di Roma, capitale della Regione Lazio, convivono decine di devozioni portate dalle comunità migranti, ma poche sono così visibili e accoglienti come questa. La festa della Virgen de Chapi non è uno spettacolo folkloristico costruito per i turisti: è una liturgia popolare vera, gratuita e aperta, che permette di osservare da vicino la religiosità andina e la vitalità della più grande comunità peruviana d'Europa. Chi passa per Trastevere il 1° maggio si trova immerso, senza preavviso, in un frammento autentico di America Latina.
Il 2026 è stato un anno speciale per la comunità peruviana di Roma: ricorrevano i vent'anni dall'arrivo dell'immagine della Virgen de Chapi nella Capitale, portata in Italia dentro una valigia dalla sorella di Sofía Neyra e diventata negli anni il centro di una vera e propria associazione di fedeli, in gran parte originari di Arequipa.
Come ogni anno, il 1° maggio si sono svolte la processione e la messa della comunità, con l'immagine portata a spalla dai devoti, l'accompagnamento musicale e le danze tradizionali peruviane. Non sono mancati i momenti conviviali con la gastronomia nazionale, che a Roma trasformano la festa religiosa in un ritrovo per centinaia di famiglie.
Il momento più atteso è arrivato domenica 3 maggio: riuniti in Piazza San Pietro, i devoti hanno visto Papa Leone XIV rivolgersi a loro dalla finestra dello studio con parole di ringraziamento — "ai peruviani che a Roma formano l'Associazione della Virgen de Chapi di Arequipa, grazie per il vostro servizio" —, benedicendo l'immagine davanti alla folla. Un riconoscimento che ha dato eco internazionale alla ricorrenza.
Gli orari precisi non sono stati diffusi pubblicamente dagli organizzatori.
La processione si svolge il 1° maggio nel rione Trastevere, a Roma, con ritrovo storicamente in Piazza San Cosimato; la messa si celebra a seguire in chiesa. Gli orari possono variare di anno in anno: conviene informarsi presso la comunità peruviana o la parrocchia nei giorni precedenti.
Trastevere è facilmente raggiungibile a piedi dal centro storico attraversando Ponte Sisto o Ponte Garibaldi. In tram, la linea 8 collega Piazza Venezia a Viale Trastevere; utile anche la stazione ferroviaria di Roma Trastevere. Il quartiere è a traffico limitato e il 1° maggio è particolarmente affollato: meglio evitare l'auto.
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Rione Trastevere (Piazza San Cosimato) e Città del Vaticano