Due giorni di canto e ballo sul tamburo alle pendici del Monte Somma
Questa edizione non è stata confermata dall'organizzatore ad oggi. Si consiglia di verificare con l'organizzatore prima di mettersi in viaggio.
Alle pendici del Monte Somma, in provincia di Napoli, la Festa della Tammorra è molto più di una rassegna musicale: è il momento in cui Somma Vesuviana ritrova la voce più antica della propria comunità. Per due giorni il suono cupo e ostinato della tammorra scandisce le ore, richiama i suonatori dei paesi vesuviani e trasforma uno spazio quotidiano in un luogo di festa condivisa, dove chiunque può entrare nel cerchio e provare a ballare. Nata dall'iniziativa del cantatore sommese Pino Iove (Giuseppe Iovino), la manifestazione si è imposta negli anni come uno degli appuntamenti di riferimento per la musica di tradizione orale della Campania.
Al centro di tutto c'è la tammurriata, intesa non come spettacolo ma come pratica viva: suono, canto e ballo sul tamburo. La tammorra è uno strumento a percussione semplicissimo, una membrana di pelle animale tesa su un telaio circolare di legno, spesso ornato di sonagli; attorno a essa ruotano castagnette, tamburelli, triccheballacche, doppio flauto e percussioni di ogni tipo. Il repertorio non è un programma fisso ma un patrimonio condiviso, tramandato di generazione in generazione nei cortili e nei santuari del territorio.
La struttura della manifestazione ricalca quella delle antiche feste patronali: non ci sono grandi star, ci sono le paranze, i gruppi che arrivano dai comuni vesuviani e dall'agro nolano e che si alternano una dopo l'altra, spesso fino a notte fonda. Ogni paranza ha il suo capo-paranza, i suoi canti, il suo modo di battere il tamburo: è così che si riconoscono gli stili dei diversi paesi. Nelle edizioni più ampie l'organizzazione ha rivendicato oltre trenta ore complessive di musica dal vivo, un dato che restituisce bene il carattere quasi ininterrotto dell'evento.
Il legame con il sacro non è un dettaglio decorativo. La tammurriata vesuviana nasce come musica devozionale, legata ai pellegrinaggi verso i santuari mariani del Vesuvio e del Monte Somma. Per questo l'edizione ospitata sul sacrato del Santuario di Santa Maria a Castello, la Mamma Schiavone tanto cara ai sommesi, è stata percepita come un ritorno a casa: la festa si è svolta esattamente dove per secoli si sono raccolti i pellegrini con i loro tamburi. Altre edizioni hanno invece animato la piazza e le strade centrali del paese, confermando la natura popolare e diffusa della manifestazione.
Accanto alla musica, la Festa della Tammorra propone da sempre un percorso di conoscenza. Il Museo Etnostorico delle Genti Campane, in via Santa Maria a Castello, resta aperto per la durata dell'evento e permette di collocare tammorre e canti nel loro contesto: gli oggetti del lavoro contadino, gli ex voto, la cultura materiale di un territorio segnato dal vulcano. Il coinvolgimento dell'Accademia Vesuviana di Tradizioni Etnostoriche dà alla festa un taglio anche documentario, lontano dalla riproposizione folkloristica di maniera.
Il contorno gastronomico è quello dei prodotti tipici campani, dai pomodorini del piennolo del Vesuvio ai vini delle pendici, passando per i dolci della tradizione locale. Non mancano banchi di artigianato, con i costruttori di tammorre che mostrano il lavoro sul telaio e sulla pelle: per molti visitatori è l'occasione per capire come nasce lo strumento prima ancora di ascoltarlo.
Chi arriva a Somma Vesuviana per la Festa della Tammorra non assiste a un concerto: entra in una festa. È un'esperienza che richiede un minimo di disponibilità — si sta in piedi, si sta stretti, si resta fino a tardi — e che restituisce moltissimo in termini di autenticità. In una Campania spesso raccontata per cartolina, questa manifestazione mostra una tradizione ancora praticata quotidianamente, non ricostruita per i turisti.
Alla data di pubblicazione di questa scheda non risultano comunicati ufficiali dell'organizzazione né del Comune di Somma Vesuviana relativi alle date della Festa della Tammorra 2026. Il riferimento al mese di giugno deriva dalla collocazione abituale della manifestazione nelle edizioni precedenti e va considerato indicativo.
Chi desidera partecipare può seguire la pagina Facebook della festa e i canali del Comune di Somma Vesuviana, dove nelle scorse edizioni sono stati diffusi il programma delle serate e l'elenco delle paranze partecipanti. Aggiorneremo questa pagina non appena saranno disponibili informazioni verificate su date, luogo e programma.
Somma Vesuviana si trova a una ventina di chilometri da Napoli, sul versante settentrionale del complesso Somma-Vesuvio. In auto si esce dall'A16 o dall'A30 e si prosegue lungo la statale in direzione Nola-Somma Vesuviana. Con i mezzi pubblici si utilizza la linea EAV Napoli-Baiano (fermata Pomigliano d'Arco o Casalnuovo) con proseguimento in autobus, oppure i collegamenti su gomma dalla stazione centrale di Napoli. Il Santuario di Santa Maria a Castello si raggiunge dal centro abitato lungo via Santa Maria a Castello, con una salita panoramica verso il Monte Somma.
Nelle edizioni passate la festa è iniziata nel tardo pomeriggio ed è proseguita fino a notte inoltrata, con musica quasi ininterrotta. L'accesso agli spazi all'aperto è tradizionalmente libero; per date, orari e programma aggiornati conviene sempre verificare i canali dell'organizzazione e del Comune di Somma Vesuviana.
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Sacrato del Santuario di Santa Maria a Castello
Via Santa Maria a Castello, 80049 Somma Vesuviana