Falò di Sant'Antonio Abate a Santa Maria del Ponte
Edizione 2026 Gastronomia Prodotti tipici Natura

Falò di Sant'Antonio Abate a Santa Maria del Ponte

Il grande fuoco rituale nel borgo di Santa Maria del Ponte

Tione degli Abruzzi — L'Aquila (066)
Date 17 gen — 17 gen 2026
Località Tione degli Abruzzi (066)
Prezzi Gratuito
Stato Terminato

Presentazione di Falò di Sant'Antonio Abate

Ogni 17 gennaio, nella frazione di Santa Maria del Ponte a Tione degli Abruzzi, si accende il grande falò di Sant'Antonio Abate: una pira troncoconica di oltre dieci metri, simile a una carbonaia, innalzata dai volontari sull'aia del paese. La festa unisce la benedizione degli animali e degli attrezzi da lavoro, il calore del fuoco che segna il passaggio dall'inverno e i sapori della cucina contadina abruzzese. Un rito antico di devozione, purificazione e comunità, ai piedi del massiccio del Sirente.

Il falò di Sant'Antonio Abate a Santa Maria del Ponte

Il Falò di Sant'Antonio Abate è tra gli appuntamenti più suggestivi dell'inverno nel Comune di Tione degli Abruzzi, in Provincia dell'Aquila, nel cuore dell'Abruzzo montano. Ogni anno, la sera del 17 gennaio, la piccola frazione di Santa Maria del Ponte si stringe attorno al grande fuoco rituale acceso sull'aia del paese, in onore del santo protettore degli animali e dei contadini.

Una tradizione contadina radicata

Sant'Antonio Abate, monaco egiziano vissuto nel IV secolo e considerato padre del monachesimo cristiano, è venerato come protettore degli animali domestici e del mondo rurale. La festa affonda le sue radici in una devozione secolare che qui, ai piedi del massiccio del Sirente e lungo il fiume Aterno, si è conservata quasi intatta. Il borgo, dominato dalla suggestiva Collegiata di Santa Maria del Ponte, custodisce un legame profondo con la terra e con i cicli delle stagioni.

La pira: una carbonaia di oltre dieci metri

Il cuore della festa è l'imponente falò, una struttura dalla caratteristica forma troncoconica, simile a una carbonaia, che può superare i dieci metri di altezza. La sua costruzione comincia circa una settimana prima e coinvolge volontari e abitanti della frazione: tronchi e rami vengono disposti in cerchi concentrici a partire dal centro, alternando strati longitudinali e verticali attorno a un'apertura centrale che funge da camino per l'accensione. Si utilizzano soprattutto legna di quercia e faggio, mentre al centro vengono collocate ginestra, ginepro, frasche e legna minuta e secca per avviare la combustione.

La benedizione degli animali

La celebrazione si apre con il parroco che impartisce la benedizione degli animali e degli attrezzi da lavoro: un rito antico che non è soltanto atto di devozione, ma anche momento collettivo che rinnova il legame profondo tra l'uomo e la natura. Il fuoco, poi, assume un valore simbolico di purificazione, protezione dal male e rinascita, segnando idealmente il passaggio dall'inverno verso la primavera.

I sapori della cucina povera

Attorno alle fiamme non mancano i piatti tipici della tradizione, sapori genuini della cucina povera abruzzese: cotiche e fagioli, sagne e fagioli e salsicce alla brace, capaci di conquistare il palato con la loro semplicità. Partecipare al falò significa entrare in autentico contatto con la comunità, in un intreccio unico di folklore, spiritualità e atmosfera raccolta.

Organizzazione

La festa è organizzata dall'Associazione Culturale Ricreativa Santa Maria del Ponte, realtà senza scopo di lucro nata per preservare il patrimonio culturale locale e animare la vita del borgo con eventi che scandiscono l'intero anno, dalla Festa della Polenta al Carnevale.

Falò di Sant'Antonio Abate — edizione 2026

L'edizione 2026 del Falò di Sant'Antonio Abate si è tenuta sabato 17 gennaio a Santa Maria del Ponte, frazione di Tione degli Abruzzi (AQ). Come da tradizione, il grande fuoco troncoconico è stato acceso sull'aia del paese dopo la benedizione degli animali e degli attrezzi da lavoro impartita dal parroco, tra devozione, folklore e i sapori della cucina contadina abruzzese.

Nel 2026 il Falò di Sant'Antonio Abate è tornato ad accendersi il 17 gennaio a Santa Maria del Ponte (Tione degli Abruzzi). La pira, alta oltre dieci metri e costruita nei giorni precedenti dai volontari con legna di quercia e faggio, è stata innalzata sull'aia del borgo.

La serata si è aperta con la benedizione degli animali domestici e dei mezzi di lavoro, seguita dall'accensione del grande fuoco. Attorno alle fiamme sono stati offerti i piatti tipici della tradizione: cotiche e fagioli, sagne e fagioli e salsicce alla brace. L'evento è stato promosso dall'Associazione Culturale Ricreativa Santa Maria del Ponte.

Programma Falò di Sant'Antonio Abate 2026

  • Benedizione degli animali domestici e degli attrezzi da lavoro impartita dal parroco
  • Accensione del grande falò troncoconico sull'aia del paese
  • Degustazione di piatti tipici: cotiche e fagioli, sagne e fagioli, salsicce alla brace

In evidenza Falò di Sant'Antonio Abate 2026

La pira troncoconica di oltre dieci metri, simile a una carbonaia, e la benedizione degli animali all'aperto nel cuore dell'inverno abruzzese.

Prezzi Falò di Sant'Antonio Abate 2026

Ingresso libero e gratuito.

Informazioni pratiche — Falò di Sant'Antonio Abate

Come arrivare

Santa Maria del Ponte è una frazione di Tione degli Abruzzi (AQ), raggiungibile in auto lungo la strada della valle dell'Aterno, a circa 40 km dall'Aquila. Uscita autostradale consigliata: A24/A25.

Quando

La festa si svolge ogni anno la sera del 17 gennaio; l'accensione del falò è prevista in prima serata (indicativamente dalle ore 19).

Ingresso

Partecipazione libera e gratuita. Consigliato abbigliamento caldo, trattandosi di un evento serale all'aperto in periodo invernale.

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Dove si svolge — Falò di Sant'Antonio Abate

Aia del paese, Santa Maria del Ponte

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