Il festival romano dei tesori restaurati della Cineteca Nazionale
Custodi di Sogni - I Tesori della Cineteca Nazionale è la rassegna che il Centro Sperimentale di Cinematografia dedica ogni anno, a Roma, al patrimonio conservato dalla Cineteca Nazionale. L'idea, portata avanti dal conservatore Steve Della Casa, è semplice e ambiziosa insieme: far uscire dai depositi ciò che di solito resta invisibile — negativi, copie uniche, frammenti recuperati, restauri appena ultimati — e restituirlo al pubblico nella sua sede naturale, la sala cinematografica. Il titolo dice tutto: chi conserva una pellicola custodisce, letteralmente, i sogni di chi l'ha girata e di chi l'ha vista.
Il festival non si chiude in un solo luogo: attraversa la Capitale, nella Città metropolitana di Roma Capitale, in Lazio. Il quartier generale è la Sala Pietro Germi del CSC, a Largo Marcello Mastroianni, a due passi da Cinecittà ; le proiezioni si allargano poi al Cinema Farnese Arthouse nel centro storico, allo Spazio Scena sulla Tuscolana, al Cinema Teatro Don Bosco nel quartiere Tuscolano, all'Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi e, per una giornata, al MAXXI. È una geografia che racconta bene lo spirito della manifestazione: il cinema d'archivio non è materia da specialisti, ma qualcosa che può circolare in tutta la città .
La programmazione mescola generi ed epoche senza gerarchie. Ci sono i grandi restauri del cinema italiano del Novecento, riportati alla luce con tecnologie digitali e lavoro filologico; c'è il muto, spesso accompagnato dal vivo; ci sono le rarità internazionali che arrivano dalle cineteche partner. Accanto alle proiezioni corrono mostre fotografiche, presentazioni editoriali — fra cui i nuovi numeri della storica rivista Bianco e Nero — e convegni scientifici che coinvolgono università italiane e straniere.
Ciò che rende Custodi di Sogni diverso dagli altri appuntamenti romani è la natura stessa di ciò che propone: film che non si trovano in streaming, che non escono in sala, che talvolta esistono in una sola copia al mondo. Vederli proiettati, spesso alla presenza di chi li ha restaurati, è un'esperienza che non si ripete facilmente. E poiché l'ingresso è gratuito fino a esaurimento posti, la soglia d'accesso è bassissima: basta arrivare per tempo.
Il pubblico è volutamente misto. Ci sono gli appassionati di cinema classico e gli studenti delle scuole di cinema, ma anche gli spettatori curiosi che non conoscono la storia del restauro e scoprono, seguendo una proiezione, quanto lavoro c'è dietro un'immagine che torna nitida dopo settant'anni. I convegni e le tavole rotonde attirano invece ricercatori e archivisti da tutta Europa, facendo di questa settimana romana un momento di confronto internazionale sulla conservazione dell'audiovisivo.
Non è un caso che tutto questo accada a Roma. La città che ha ospitato Cinecittà , il CSC e la Cineteca Nazionale conserva negli archivi una parte decisiva dell'identità visiva italiana. Custodi di Sogni mette questa eredità al centro, ricordando che il patrimonio filmico è fragile — la pellicola si deteriora, i supporti invecchiano — e che ogni restauro è una scelta culturale. Una settimana di marzo, per capirlo, vale più di molti discorsi.
Dal 9 al 15 marzo 2026 la Cineteca Nazionale ha aperto per la seconda volta i suoi archivi al pubblico romano. L'edizione ha ampliato la rete delle sale rispetto all'esordio, coinvolgendo la Sala Pietro Germi del CSC, il Cinema Farnese Arthouse, lo Spazio Scena, il Cinema Teatro Don Bosco, l'Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi e, sabato 14 marzo, il MAXXI.
Fra i titoli riportati sullo schermo: Saffo di Aldo Molinari (1918) con accompagnamento musicale dal vivo, Esterina di Carlo Lizzani (1959), Roma ore 11 di Giuseppe De Santis (1952), Il delitto Matteotti di Florestano Vancini (1973) e Nostalghia di Andrej Tarkovskij (1983). Grande attesa per i frammenti recuperati di Sperduti nel buio di Nino Martoglio, capolavoro del muto a lungo considerato perduto, e per i primi film interpretati da Claudia Cardinale in Tunisia, il cortometraggio Les Anneaux d'or di René Vautier (1958) e Goha di Jacques Baratier (1958).
Il festival ha ospitato testimonianze di Pupi Avati, Lamberto Bava, Chiara Caselli, Andrea De Sica, Maurizio Nichetti, Caterina Caselli e Alberto Barbera. Il Premio all'Eccellenza è andato al direttore della fotografia Giuseppe "Beppe" Lanci. Dal 9 all'11 marzo si è svolto il convegno internazionale Cent'anni dopo, dedicato ai paesaggi nel primo cinema italiano, con la collaborazione di università francesi e italiane.
Per tutta la durata della manifestazione è stata visitabile la mostra fotografica Ti amo, cinéma! - France Italie. Sono stati inoltre presentati il nuovo numero della rivista Bianco e Nero e un cofanetto editoriale dedicato a Elvira Notari, pioniera del cinema napoletano.
Proiezioni distribuite dal 9 al 15 marzo 2026 su più sale con orari variabili: Sala Pietro Germi del CSC (Largo Marcello Mastroianni 1), Cinema Farnese Arthouse, Spazio Scena (via Tuscolana 1524), Cinema Teatro Don Bosco, Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi e MAXXI (sabato 14 marzo).
La Sala Pietro Germi del Centro Sperimentale di Cinematografia si trova in Largo Marcello Mastroianni 1, nella zona di Cinecittà : metropolitana linea A, fermata Cinecittà , a pochi minuti a piedi. Il Cinema Farnese Arthouse è in pieno centro storico, raggiungibile dai bus di Corso Vittorio Emanuele II. Lo Spazio Scena e il Cinema Teatro Don Bosco si trovano lungo la via Tuscolana, ben serviti dalla metro A. Il MAXXI è nel quartiere Flaminio, tram 2 da Piazzale Flaminio. Chi arriva in treno scende a Roma Termini e prosegue in metropolitana; in aereo, gli aeroporti di Fiumicino e Ciampino sono collegati al centro da treni e bus navetta.
Ingresso libero e gratuito a tutte le proiezioni, fino a esaurimento dei posti disponibili. Non essendoci biglietteria, conviene presentarsi in sala con anticipo, soprattutto per gli incontri con ospiti e per le proiezioni con accompagnamento musicale dal vivo, che tendono a riempirsi rapidamente.
Il programma si aggiorna fino agli ultimi giorni: verificare sale e orari sul sito della Fondazione CSC prima di uscire di casa. Le sedi sono distanti fra loro, quindi è più comodo scegliere una giornata per zona anziché rincorrere le proiezioni da un capo all'altro della città . Per chi arriva da fuori Roma, il quartiere Tuscolano e la zona di Cinecittà offrono soluzioni di pernottamento più economiche del centro, con collegamento diretto in metro.
Centro Sperimentale di Cinematografia, telefono +39 06 722941, sito ufficiale fondazionecsc.it.
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Sala Pietro Germi - Centro Sperimentale di Cinematografia
Largo Marcello Mastroianni 1, 00173 Roma