Il rito ancestrale dei campanacci in onore di Sant'Antonio Abate
C'è un momento, a metà gennaio, in cui San Mauro Forte smette di essere un tranquillo borgo della collina materana e diventa un unico, fragoroso strumento. Sono i giorni del Campanaccio, uno dei riti popolari più potenti e identitari della Basilicata: squadre di scampanatori, uomini e donne di ogni età , attraversano le vie del centro storico facendo risuonare grossi campanacci da bestiame, sonagli e l'antico cupa cupa (la pignatta di terracotta chiusa con pelle di capra). Il suono è assordante, ipnotico, e si propaga per ore da un vicolo all'altro fino a invadere ogni angolo del paese.
Oggi la festa è dedicata a Sant'Antonio Abate, protettore degli animali e del mondo contadino, festeggiato il 17 gennaio. Ma le radici del rito affondano molto più in profondità , nelle antiche società agro-pastorali e nei culti di fertilità e propiziazione legati alla terra. Il frastuono dei campanacci aveva e mantiene un valore apotropaico: serviva a scacciare il "Buio", il male e l'inverno ormai al termine, e ad assicurare la fecondità dei campi e l'abbondanza dei raccolti. Per questo gli studiosi vi leggono l'eco di riti vegetazionali precristiani, in cui il rumore stesso era forza purificatrice.
Il paese ha origini legate alla colonizzazione normanna dell'XI secolo; l'aggettivo "Forte" fu aggiunto nel 1861 in memoria della strenua resistenza opposta dalla popolazione alle bande brigantesche. Il Campanaccio è da decenni il cuore dell'identità sammaurese, tanto che la Regione Basilicata e il Ministero della Cultura hanno riconosciuto la rilevanza di questa tradizione, inserendola tra i grandi riti popolari del calendario lucano.
Quello che colpisce di più è il coinvolgimento: il Campanaccio non è uno spettacolo che si guarda, è un rito a cui si partecipa. I visitatori che arrivano da fuori finiscono quasi sempre per imbracciare un campanaccio e unirsi alle squadre, lasciandosi trascinare dal ritmo collettivo. Tra una sfilata e l'altra il centro storico si anima di stand enogastronomici, installazioni luminose, mostre e concerti, in un programma che ogni anno intreccia memoria contadina e arte contemporanea.
Il Campanaccio 2026 si sviluppa lungo una settimana di appuntamenti tra riti, musica, arte e gastronomia. Il rito tradizionale degli scampanatori raggiunge il culmine venerdì 16 e sabato 17 gennaio, con le sfilate per le vie del paese e la processione di Sant'Antonio Abate. Il centro storico si trasforma con la nuova "Piazza dell'Arte", le installazioni di light art e gli stand enogastronomici. Tutti gli eventi sono a ingresso libero.
Come arrivare: San Mauro Forte si trova nell'entroterra collinare della provincia di Matera; in auto si raggiunge dalla SS407 Basentana con uscita verso Salandra/San Mauro Forte.
Ingresso: tutti gli eventi sono a ingresso libero e gratuito.
Alloggio: il borgo offre B&B e agriturismi; molti visitatori scelgono come base Matera o i paesi vicini.
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Centro storico di San Mauro Forte