Le processioni delle confraternite tra sacco rosso e sacco nero
A Molfetta, cittadina di mare in provincia di Bari, la Settimana Santa non è un semplice appuntamento del calendario liturgico: è l'evento che ferma la città intera e ne racconta l'identità più profonda. Per giorni il centro storico, i vicoli attorno al Duomo e le chiese confraternali diventano il teatro di riti che si tramandano da secoli, scanditi da statue lignee portate a spalla, marce funebri e un silenzio partecipe che avvolge migliaia di persone. È una tradizione così radicata che l'Istituto Centrale per la DemoEtnoAntropologia (IDEA) l'ha inserita tra i Patrimoni immateriali d'Italia.
Il cuore organizzativo dei riti sono due antiche confraternite molfettesi. L'Arciconfraternita di Santo Stefano, riconoscibile per il sacco rosso, custodisce la processione dei Cinque Misteri e parte dall'omonima Chiesa di Santo Stefano. L'Arciconfraternita della Morte, dal sacco nero e legata alla Chiesa del Purgatorio, cura invece le processioni dell'Addolorata e della Pietà. La rivalità affettuosa e la devozione condivisa tra le due confraternite sono parte integrante del fascino di questi giorni.
Molte delle statue dei riti molfettesi furono realizzate tra il 1906 e il 1956 dallo scultore molfettese Giulio Cozzoli, mentre i gruppi dei Cinque Misteri affondano le radici in opere di età più antica. Ad aprire ogni processione sono gli stradari, giovani in frac che precedono il corteo, e a scandire il passo sono le celebri marce funebri eseguite dalle bande, colonna sonora inconfondibile della Settimana Santa pugliese.
Accanto alle processioni, la settimana è punteggiata da riti minori ma molto sentiti: l'Ufficio delle Tenebre, con le letture latine delle Lamentazioni e il caratteristico "terremoto" finale in cui i fedeli scuotono le sedie, e la visita ai sepolcri, gli altari della reposizione allestiti scenograficamente nelle chiese il Giovedì Santo.
Vivere la Settimana Santa a Molfetta significa immergersi nell'anima di una comunità dell'Adriatico pugliese. La partecipazione è totale e trasversale: famiglie intere, confratelli, bande e migliaia di visitatori si ritrovano nei vicoli del borgo antico e lungo il porto. Per molti molfettesi emigrati, questi giorni sono l'occasione per tornare a casa: un legame identitario che rende i riti della Settimana Santa un patrimonio vivo della Puglia.
Nel 2026 la Settimana Santa molfettese si è aperta venerdì 27 marzo, Venerdì di Passione, con la processione dell'Addolorata dalla Chiesa del Purgatorio, e si è conclusa sabato 4 aprile con la processione della Pietà. Il momento più atteso, la processione dei Cinque Misteri dell'Arciconfraternita di Santo Stefano, era prevista nella notte tra il Giovedì e il Venerdì Santo, ma l'allerta meteo ha imposto il rinvio: l'uscita è stata spostata al pomeriggio di venerdì 3 aprile. Anche con il cambio d'orario, la partecipazione è rimasta imponente, a conferma di quanto questi riti siano radicati nella comunità di Molfetta.
Nel corso della settimana si sono svolti anche i riti minori: l'Ufficio delle Tenebre e la visita ai sepolcri allestiti nelle chiese il Giovedì Santo.
In treno: Molfetta è sulla linea adriatica, la stazione è a pochi minuti a piedi dal centro storico dove si svolgono i riti.
In auto: autostrada A14, uscita Molfetta; nei giorni delle processioni sono attive deviazioni e chiusure al traffico nel centro.
In aereo: aeroporto di Bari-Palese "Karol Wojtyła", a circa 30 km.
La partecipazione ai riti è gratuita e si svolge nel centro storico e nelle chiese confraternali (Santo Stefano, Chiesa del Purgatorio, Duomo). Per la processione dei Cinque Misteri, che può durare molte ore, conviene arrivare in anticipo e prepararsi ad attese lunghe. Gli orari possono subire variazioni in caso di maltempo: verifica sempre gli aggiornamenti delle confraternite.
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Centro storico di Molfetta