Rievocando la nostra storia: Nettuno torna al 1550 tra corteo storico, spettacoli di fuoco e musiche rinascimentali
Per tre giorni Nettuno, sul litorale sud della Città metropolitana di Roma Capitale, nel Lazio, smette i panni della località balneare per indossare quelli di un borgo rinascimentale. La manifestazione «Rievocando la nostra storia» mette in scena l'episodio fondativo dell'identità nettunese: l'approdo, nell'anno giubilare 1550, della statua lignea della Madonna delle Grazie sulla spiaggia ai piedi dell'attuale Santuario. Non è una semplice parata in costume, ma un racconto collettivo che la comunità ripete a se stessa e consegna alle nuove generazioni.
La tradizione, fissata da un manoscritto anonimo del 1718, vuole che la scultura provenisse da Ipswich, in Inghilterra, dove era venerata come Our Lady of Grace. Dopo lo scisma anglicano voluto da Enrico VIII, l'immagine sarebbe stata sottratta alla furia iconoclasta e imbarcata su un vascello inglese. Sorpresa da una violenta tempesta al largo delle coste laziali, la nave trovò riparo nell'antico porto di Cenone, presso Nettuno. Per tre volte i marinai tentarono di riprendere il mare e per tre volte le onde li respinsero: interpretato il segno come volontà divina, l'equipaggio lasciò la statua ai nettunesi, che la collocarono nella chiesa di San Rocco. Da allora la Madonna delle Grazie è la patrona della città, oggi custodita nel Santuario che ospita anche la cripta di Santa Maria Goretti.
Curata dall'Associazione La Stella del Mare APS insieme al Comune di Nettuno, la rievocazione anima i luoghi simbolo del centro storico. Il cuore scenico è il Borgo Medievale, con le sue mura affacciate sul mare, cui si aggiungono Piazzale San Rocco, Piazza Mazzini, Forte Sangallo e naturalmente l'arenile davanti al Santuario, dove la sera si consuma il momento più atteso: lo sbarco della statua, accompagnato da fiaccole, giochi di fuoco e fuochi d'artificio.
La manifestazione richiama gruppi storici da tutta Italia — nell'edizione più recente circa venti compagnie per un totale di quattrocento figuranti — che affiancano i gruppi nettunesi. Accanto ai professionisti dello spettacolo sfilano scuole di danza, associazioni locali e famiglie: è questo mescolarsi di rievocazione colta e partecipazione popolare a dare alla festa il suo tono più autentico. L'iniziativa collaterale «La storia in vetrina» porta inoltre gli abiti storici nelle vetrine dei negozi del centro, prolungando l'atmosfera per settimane.
La rievocazione di aprile non è un evento isolato: apre di fatto la stagione devozionale che culmina nel Maggio Nettunese, il ciclo di celebrazioni in onore di Nostra Signora delle Grazie che ogni anno accompagna la città per tutto il mese successivo, tra processioni, luminarie e appuntamenti musicali. Chi visita Nettuno in questo periodo trova quindi una città in festa quasi ininterrotta.
A meno di un'ora da Roma, Nettuno offre in questi giorni un colpo d'occhio raro: il borgo cinquecentesco illuminato dalle torce, il profilo del Forte Sangallo che si staglia contro il cielo e il mare che, al tramonto, restituisce la scena dell'approdo. È una rievocazione storica che parla di navigazione, di esilio e di accoglienza, temi che il Mediterraneo continua a raccontare. L'ingresso agli spettacoli all'aperto è libero e la manifestazione è pensata anche per le famiglie con bambini.
L'edizione 2026 della Rievocazione dell'Approdo si è svolta da venerdì 24 a domenica 26 aprile, organizzata dall'Associazione La Stella del Mare APS — tornata nel febbraio 2026 nel Registro Unico Nazionale del Terzo Settore — insieme all'Area VI Servizi Culturali e Sportivi del Comune di Nettuno.
La manifestazione ha coinvolto il Borgo Medievale, Piazzale San Rocco, Piazza Mazzini e l'arenile davanti al Santuario, con circa venti gruppi storici e quattrocento figuranti arrivati da tutta la penisola. Fra atmosfere rinascimentali, danze, narrazioni e giochi di fuoco, il pubblico ha seguito il racconto dell'approdo del 1550 fino alla consegna simbolica della statua al Santuario.
In treno: linea FL8 Roma Termini–Nettuno, stazione di Nettuno a circa 15 minuti a piedi dal centro storico e dal Santuario. In auto: via Pontina (SS148) fino a Aprilia, poi SS207 Nettunense; oppure autostrada A1 uscita Valmontone e SS600. Nei giorni della manifestazione il centro storico è chiuso al traffico: conviene usare i parcheggi lungo il lungomare. In aereo: aeroporto di Roma Fiumicino a circa 70 km.
Gli spettacoli nelle piazze e il corteo storico sono a ingresso libero e gratuito. Le attività iniziano nel tardo pomeriggio nei giorni feriali e già dalla mattina nella giornata conclusiva; la rievocazione dell'approdo sulla spiaggia si svolge in orario serale.
Portare scarpe comode: i vicoli del Borgo Medievale sono in acciottolato. Per assistere allo sbarco conviene raggiungere l'arenile davanti al Santuario con largo anticipo. La zona offre numerose strutture ricettive sul lungomare e ad Anzio, a pochi chilometri.
Associazione La Stella del Mare APS, Via della Seccia 73/75, Nettuno — [email protected] — +39 338 6974377. Santuario Nostra Signora delle Grazie e Santa Maria Goretti: +39 06 9854011.
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Borgo Medievale, Piazzale San Rocco e spiaggia del Santuario
Piazza del Santuario, 00048 Nettuno