Jazz d'avanguardia tra archeologia e mare nella Riviera di Ulisse
Il Jazzflirt Festival è una delle manifestazioni musicali più riconoscibili del Comune di Formia, in provincia di Latina, nel Lazio meridionale. Nato nei primi anni Duemila, si è imposto negli anni come punto di riferimento per il jazz di ricerca nel basso Lazio, costruendo un'identità precisa: portare musica contemporanea di alto livello in luoghi che non sono sale da concerto, ma siti archeologici, giardini costieri e antiche cisterne romane affacciate sul Golfo di Gaeta.
La zona è nota come Riviera di Ulisse, il tratto di costa fra Sperlonga, Gaeta, Formia e Minturno che la tradizione lega al viaggio omerico. Non è un dettaglio decorativo: il festival ha fatto di questa mitologia il proprio filo narrativo, dedicando intere edizioni al tema del viaggio, dell'approdo e dell'incontro fra culture.
Il cuore della rassegna è l'Area Archeologica di Caposele, dove si concentra la maggior parte dei concerti serali. Ma il Jazzflirt esce volentieri dai propri confini e occupa altri spazi del territorio formiano:
Il Jazzflirt non è una rassegna di standard. La direzione artistica privilegia da sempre le derive contemporanee del linguaggio jazzistico: contaminazioni con l'hip hop, l'house e l'elettronica, escursioni nella musica improvvisata europea, incursioni nel folk mediterraneo e nella world music. Negli anni si sono alternati sul palco nomi della scena internazionale e figure di culto della sperimentazione, accanto a musicisti italiani di primo piano.
Accanto ai concerti principali, il festival porta avanti la JazzFlirt Call for Artists, una residenza creativa riservata a giovani musicisti del territorio. I selezionati lavorano per giorni sotto la guida di un artista affermato e presentano al pubblico un progetto originale: è uno dei pochi dispositivi di formazione professionale sul jazz attivi in modo continuativo in questa parte del Lazio.
Una formula ormai consolidata è quella degli eventi esperienziali: brevi camminate guidate nel Parco di Gianola, con approfondimenti storici e naturalistici lungo il percorso, che si concludono con un set musicale in un sito archeologico. Il pubblico arriva a piedi, spesso al tramonto, e ascolta la musica seduto fra le rovine o sul bordo del mare. È l'aspetto che più ha caratterizzato il festival nell'ultimo decennio e che lo distingue dalle altre rassegne estive del litorale.
Formia in estate è una città viva, con una tradizione gastronomica marinara di ottimo livello e un tessuto di eventi che, sotto il cappello dell'Estate Formiana, copre teatro classico, folklore e musica. Il Jazzflirt ne è la punta più internazionale. Chi arriva per il festival trova un contesto ideale per allungare il soggiorno: le spiagge di Vindicio e Gianola, il centro storico di Gaeta a pochi chilometri, la grotta di Tiberio a Sperlonga, i traghetti per Ponza e Ventotene dal porto di Formia.
I prezzi restano volutamente contenuti — molti appuntamenti sono a ingresso libero — con una politica di agevolazioni per il pubblico giovane. È un festival che sceglie la qualità della proposta e la bellezza dei luoghi come principale forma di richiamo, senza inseguire i grandi numeri.
L'edizione 2026 del Jazzflirt Festival a Formia costruisce il proprio racconto attorno a due figure legate a questo tratto di costa laziale: Odisseo, il navigatore per eccellenza della Riviera di Ulisse, e Mamurra, l'ufficiale cesariano formiano ricordato da Catullo, la cui villa conserva ancora oggi una monumentale cisterna.
Il cartellone alterna avanguardia internazionale e radici mediterranee. Si apre il 20 luglio all'Area Archeologica di Caposele con il quartetto del cornettista e polistrumentista statunitense Ben LaMar Gay, voce fra le più originali della scena di Chicago, capace di muoversi fra blues cosmopolita, elettronica e improvvisazione radicale.
Il 24 luglio, sempre a Caposele, va in scena l'esito della JazzFlirt Call for Artists 2026: otto giovani musicisti selezionati per bando presentano I Viaggi di Odisseo, progetto originale costruito sotto la guida del sassofonista e compositore napoletano Daniele Sepe.
Le ultime due tappe portano il pubblico dentro il Parco di Gianola, con formula esperienziale che unisce breve trekking, approfondimento culturale e concerto: il 31 luglio il duo Sea Crête (Domenico Vellucci al sax, Vittorio Iavarone alla tromba) suona al Porticciolo Romano, mentre l'8 agosto il sassofonista pugliese Francesco Massaro chiude la rassegna con il solo Outline Maps nella Cisterna della Villa di Mamurra.
Alcuni incontri e presentazioni si svolgono presso la Sala Falcone e Borsellino. Gli appuntamenti nel Parco di Gianola prevedono un breve percorso a piedi con accompagnamento culturale prima del concerto.
In treno — la stazione di Formia-Gaeta è servita dalla linea Roma-Napoli via Formia, con collegamenti diretti frequenti da Roma Termini (circa 1h10) e da Napoli Centrale (circa 1h). Dalla stazione l'Area Archeologica di Caposele è raggiungibile in pochi minuti di autobus urbano o taxi.
In auto — uscita Cassino dell'A1 e poi SS630 verso Formia, oppure la SS7 Appia lungo la costa. Parcheggi disponibili nelle vicinanze dei siti; per il Parco di Gianola conviene arrivare con anticipo.
In aereo — aeroporti di Roma Fiumicino e Napoli Capodichino, entrambi collegati via treno o bus.
Ingresso ai concerti principali attorno ai 10 euro, con formule di abbonamento e riduzioni o gratuità per gli under 25. Gli appuntamenti nel Parco di Gianola e alla Villa di Mamurra sono generalmente a ingresso libero, ma con posti limitati: è consigliata la prenotazione.
Per gli eventi con trekking servono scarpe comode e una torcia per il rientro. Le serate all'aperto vicino al mare possono essere fresche: meglio portare una felpa leggera. Formia offre un'ampia scelta di alberghi e bed and breakfast, ma in alta stagione conviene prenotare con largo anticipo.
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Area Archeologica di Caposele
Area Archeologica di Caposele, 04023 Formia