La fiera millenaria dell'artigianato valdostano nel cuore di Aosta
La Fiera di Sant'Orso — Foire de Saint-Ours in francese, lingua storica della regione — è la manifestazione simbolo della Valle d'Aosta e una delle fiere artigianali più antiche d'Europa. La tradizione fa risalire la sua nascita all'anno Mille, epoca della fondazione della collegiata dedicata a Sant'Orso, monaco che secondo la leggenda distribuiva i sabot (zoccoli di legno) ai poveri della città. Da allora ogni anno, alla fine di gennaio, il centro storico di Aosta si riempie di banchi e di voci, mantenendo viva un'usanza che attraversa i secoli.
Per due giornate le strade pedonali — dall'Arco di Augusto a via Sant'Orso, da piazza Chanoux alle zone adiacenti — accolgono oltre mille artigiani provenienti da ogni angolo della regione. Le opere esposte raccontano il saper fare valdostano: sculture e oggetti torniti in legno, lavorazioni in pietra ollare, ferro battuto e rame, cuoio, lana, il celebre drap (panno di lana grezza), la vannerie (cesteria) e la ceramica. Accanto agli artigiani tradizionali, lo spazio espositivo si articola fra sezione storica, sezione contemporanea e altre categorie professionali.
Il momento più atteso è la Veillà, la veglia popolare della notte fra il 30 e il 31 gennaio: cori improvvisati, musica, vin brûlé e brodo caldo gratuiti, con le crotte (cantine) del centro aperte fino a tarda notte. È un rito comunitario che trasforma Aosta in una grande festa diffusa, considerata da molti la festa di tutta la Valle d'Aosta.
Ad arricchire la fiera, l'Atelier des Métiers riunisce i maestri artigiani e le imprese del settore, mentre il Padiglione enogastronomico propone i prodotti tipici della regione, dalla Fontina DOP ai salumi, dai formaggi d'alpeggio ai vini di montagna. La manifestazione è organizzata dalla Regione Autonoma Valle d'Aosta e ogni anno attira fra i 150.000 e i 200.000 visitatori da Valle d'Aosta, Vallese, Savoia e Piemonte.
La 1026ª edizione della Foire de Saint-Ours conferma il millennio di storia della manifestazione. Il cuore della fiera resta il centro storico di Aosta, dove oltre mille artigiani valdostani espongono le loro opere il 30 e 31 gennaio. Le manifestazioni collaterali si estendono dal 29 gennaio al 1° febbraio, con l'Atelier des Métiers dedicato ai professionisti e il padiglione enogastronomico con i prodotti tipici della regione. Confermata la Veillà nella notte fra il 30 e il 31, con vin brûlé e brodo offerti gratuitamente e le crotte del centro aperte a lungo.
Spazi espositivi: Atelier des Métiers (piazza Plouves), Padiglione enogastronomico, "Lo Tsaven de la Foire" in piazza Cavalieri di Vittorio Veneto. Lungo il percorso, punti gastronomici delle Pro Loco valdostane e annullo filatelico speciale di Poste Italiane.
Aosta è raggiungibile in auto dall'autostrada A5 Torino-Aosta (uscita Aosta) e in treno fino alla stazione di Aosta, a pochi minuti a piedi dal centro storico. Il centro è interamente pedonale durante la fiera.
30-31 gennaio 2026, dalle 8:00 alle 19:00. Manifestazioni collaterali (Atelier des Métiers e Padiglione enogastronomico) dal 29 gennaio al 1° febbraio. Ingresso gratuito.
Vesti pesante: la fiera si svolge all'aperto in pieno inverno alpino. Per chi arriva dalla Svizzera è previsto il ritorno gratuito al Traforo del Gran San Bernardo presentando la contromarca della Fiera. Alloggi in città e nei comuni vicini: prenota con largo anticipo.
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Centro storico di Aosta