Riti del fuoco, cantori e benedizione degli animali nella Valle Subequana
Questa edizione non è stata confermata dall'organizzatore ad oggi. Si consiglia di verificare con l'organizzatore prima di mettersi in viaggio.
Nel cuore della Valle Subequana, arroccato su un colle della provincia dell'Aquila, il borgo di Castelvecchio Subequo celebra ogni anno a metà gennaio la Festa di Sant'Antonio Abate, l'anacoreta del III secolo vissuto nel deserto egiziano e venerato come protettore degli animali, degli allevatori e degli agricoltori. È una delle ricorrenze più radicate del calendario contadino abruzzese, quella che tiene viva la comunità nel periodo sospeso tra le feste natalizie e il Carnevale.
Il momento più caratteristico è la questua dei cantori, che tra il 16 e il 17 gennaio girano le abitazioni del paese. A Castelvecchio la tradizione, riproposta con particolare cura negli ultimi anni, coinvolge i cosiddetti Compari di Sant'Antonio, artisti provenienti dalla vicina Sulmona, accompagnati dal parroco. Il corteo raggiunge anche l'Istituto Comprensivo e la casa per anziani del paese, portando canti, auguri e il senso di una comunità che si ritrova.
Cuore simbolico della festa è la rappresentazione drammatizzata dello scontro tra Sant'Antonio e il Diavolo tentatore: un duello eterno tra il Bene e il Male che i figuranti mettono in scena con testi tramandati oralmente. Nella versione di Castelvecchio Subequo il Santo non è soltanto paziente e resiliente, ma diventa anche reattivo e contrattacca, richiamando l'iconografia della vittoria del bene e la storia fiera dei popoli dell'area marsicano-peligna.
La celebrazione si chiude con l'accensione di un grande falò nella piazza adiacente al Municipio: attorno al fuoco, elemento rituale che unisce sacro e profano, la comunità si raccoglie ai piedi del Sirente innevato. Il parroco impartisce la tradizionale benedizione degli animali, gesto che riporta al legame antico tra il santo e il mondo rurale. La Pro Loco cucina e offre a tutti i partecipanti prodotti tipici locali, mentre la musica del folclore regionale accompagna la serata.
Castelvecchio Subequo, nella comunità montana Sirentina, conserva testimonianze romane e paleocristiane, il convento e la Chiesa di San Francesco (consacrata nel 1288) e la catacomba di Superaequum. In questo contesto la Festa di Sant'Antonio Abate rappresenta un tassello prezioso del patrimonio immateriale dell'Abruzzo, un rito di fede e di comunità che ogni gennaio richiama abitanti e visitatori nel borgo peligno-aquilano.
Al momento le date e il programma dettagliato dell'edizione 2026 non risultano ancora pubblicati. Sulla base delle edizioni precedenti, la festa si concentra tra il 16 e il 18 gennaio, con il giro dei cantori per le case del borgo nei giorni della vigilia e la conclusione in piazza al Municipio, dove vengono accesi il falò e impartita la benedizione degli animali. Le informazioni saranno aggiornate non appena la Pro Loco e la parrocchia diffonderanno il calendario ufficiale.
Il borgo di Castelvecchio Subequo si trova in provincia dell'Aquila, nella Valle Subequana. Il momento conclusivo con il falò e la benedizione si svolge nella piazza adiacente al Municipio; i cantori girano invece per le vie e le case del paese.
La festa si concentra tradizionalmente tra il 16 e il 18 gennaio, con la questua dei cantori nei giorni della vigilia e la conclusione in piazza. Le date dell'edizione 2026 non sono ancora state annunciate ufficialmente.
La partecipazione è libera e gratuita. I prodotti tipici sono offerti dalla Pro Loco ai presenti.
Castelvecchio Subequo è raggiungibile in auto dall'autostrada A25 (uscita Pratola Peligna–Sulmona) proseguendo verso la Valle Subequana. Si consiglia abbigliamento invernale caldo, vista la stagione e l'altitudine del borgo.
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Piazza del Municipio