La corsa dei buoi e la festa del patrono nel borgo arbëreshë della Capitanata
La Festa Patronale di San Giorgio Martire è l'appuntamento più sentito del calendario di Chieuti, piccolo comune della provincia di Foggia, nell'estremo nord della Puglia, al confine con il Molise. Ogni anno, tra la fine di aprile e i primi di maggio, il borgo si stringe attorno al proprio santo protettore in una celebrazione che unisce devozione religiosa e una delle tradizioni popolari più spettacolari della Capitanata: la Corsa dei Carri, conosciuta anche come Carrese o Palio di San Giorgio.
La Carrese è una gara antica e vibrante. Quattro grandi carri di legno, addobbati con rami d'alloro e trainati ciascuno da una coppia di buoi, vengono lanciati lungo un percorso di circa quattro chilometri che dalla campagna, nei pressi della Masseria Giumentareggia, risale fino al sagrato della Chiesa di San Giorgio Martire, nel centro storico. Ad affiancare i buoi corrono i cavalieri, che incitano gli animali in una corsa carica di adrenalina seguita da migliaia di spettatori assiepati lungo il tracciato. Al carro vincitore spetta l'onore di portare la statua del santo durante la processione.
La sfida vede protagoniste le contrade storiche del paese, i cosiddetti Partiti, che si tramandano l'appartenenza di generazione in generazione. I quattro carri che si contendono la vittoria sono Collefinocchio San Vito, Collefinocchio Vaccareccia, Cittadella e Giovanissimi. L'ordine di partenza viene stabilito la mattina della corsa con l'estrazione della cartella, un sorteggio atteso con grande trepidazione.
Le celebrazioni si articolano su più giornate. L'ingresso degli animali in paese e la loro custodia nelle stalle delle contrade aprono i riti; il giorno della corsa, all'alba, si tiene una Celebrazione Eucaristica dedicata a carrieri e cavalieri, seguita dal sorteggio, dalla benedizione dei carri e infine dalla gara nel pomeriggio. Il giorno del patrono la statua di San Giorgio viene portata in processione per le vie del borgo dai carrieri vincitori, che indossano il tradizionale berretto rosso con il nastro del colore della propria contrada.
Chieuti è una delle comunità arbëreshë della Puglia, fondata da profughi albanesi giunti in Italia a partire dal XV secolo, che qui hanno conservato lingua, riti e memoria delle proprie origini. La Festa di San Giorgio è così anche un potente segno identitario, in cui la comunità riafferma il legame con la propria storia e con la terra della Capitanata.
Situato tra le colline che degradano verso l'Adriatico e la foce del fiume Fortore, Chieuti offre ai visitatori l'atmosfera autentica di un borgo del Tavoliere delle Puglie. La festa patronale rappresenta l'occasione ideale per scoprire questo angolo poco conosciuto della regione, tra sapori genuini, ospitalità contadina e una tradizione che resiste al tempo.
La Corsa dei Carri di Chieuti ha aperto la stagione delle Carresi mercoledì 22 aprile 2026. In gara i quattro carri storici del paese: Collefinocchio San Vito, Collefinocchio Vaccareccia, Cittadella e Giovanissimi. Dopo l'estrazione della cartella e la benedizione, i carri si sono lanciati lungo i circa quattro chilometri del percorso davanti a migliaia di spettatori. A imporsi è stato il carro Collefinocchio San Vito, che ha conquistato il diritto di accompagnare in processione la statua di San Giorgio il 23 aprile.
La festa patronale si è completata con le celebrazioni religiose e civili distribuite tra il 14, il 21-24 aprile e il 1° maggio, nel comune di Chieuti, in provincia di Foggia.
Chieuti si trova nell'estremo nord della provincia di Foggia. In auto si raggiunge tramite l'autostrada A14 (uscita Poggio Imperiale o Termoli) e la SS16 Adriatica. La stazione ferroviaria più vicina è quella di Chieuti-Serracapriola, sulla linea adriatica.
La festa si svolge in aprile, attorno al giorno di San Giorgio (23 aprile), con la Corsa dei Carri come momento centrale.
La corsa richiama molti spettatori: conviene arrivare in anticipo per trovare posto lungo il percorso e nel centro storico. Evento all'aperto e a ingresso libero.
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Chiesa di San Giorgio Martire e centro storico