I solenni festeggiamenti in onore del Santo Patrono di San Cataldo, nel cuore della Sicilia nissena
A San Cataldo, cittadina di circa 20.000 abitanti adagiata sulle colline della Provincia di Caltanissetta, nel cuore della Sicilia, la Festa di San Cataldo Vescovo non è semplicemente una ricorrenza religiosa: è il momento in cui l'intera comunità ritrova le proprie radici. Il paese stesso porta il nome del suo Patrono e ne custodisce gelosamente la memoria fin dalla fondazione, voluta nel 1607 dal barone Nicolò Galletti.
San Cataldo fu un vescovo di origine irlandese, morto a Taranto intorno al 685 dopo un lungo pellegrinaggio in Terra Santa. La festa più sentita dalla comunità nissena non è il Dies Natalis dell'8 marzo, bensì quella del 10 maggio, che commemora l'Inventio Corporis, ovvero il ritrovamento miracoloso delle reliquie del Santo a Taranto nel 1071. È attorno a questa data che si concentrano i giorni più solenni dei festeggiamenti.
Cuore della festa è la statua lignea policroma del 1786, opera di un artista siciliano, che raffigura il Santo Vescovo con i paramenti sacri, il pastorale e i Vangeli nella mano sinistra. Accanto ad essa sfila il reliquiario in argento, pregevole opera ottocentesca di un maestro orafo palermitano, custodito nella cappella dedicata all'interno della Chiesa Madre.
La Chiesa Madre, dedicata a Maria SS. Immacolata Concezione, fu voluta dalla famiglia Galletti fondatrice del borgo: i lavori iniziarono nel 1633 e la chiesa fu consacrata il 9 maggio 1739. Da qui prendono avvio le celebrazioni e qui si concludono, con la solenne benedizione sulla città impartita dalla scalinata di Piazza Madrice.
La mattina del giorno principale, l'inizio della festa è annunciato dallo sparo dei colpi di cannone a mezzogiorno. Nel pomeriggio la concelebrazione eucaristica e la lunga processione coinvolgono confraternite, autorità civili e militari, e migliaia di fedeli che accompagnano il Santo lungo le vie addobbate del centro storico. Accanto al programma religioso, le manifestazioni civili — tornei sportivi, camminate e concorsi cittadini — animano questi giorni e rendono la festa un appuntamento per tutte le generazioni della Provincia di Caltanissetta.
I festeggiamenti 2026 in onore del Patrono di San Cataldo (Provincia di Caltanissetta) si sono aperti con il triduo preparatorio dal 6 all'8 maggio, con le celebrazioni eucaristiche serali nella Chiesa Madre. Il 9 maggio si è celebrata la solennità della Dedicazione della Chiesa Madre, accompagnata da un convegno storico-pastorale.
La giornata clou è stata il 10 maggio: dalle messe del mattino alla visita della reliquia all'istituto penitenziario cittadino, fino alla solenne concelebrazione eucaristica del pomeriggio presieduta da S.E. Mons. Giuseppe La Placa, Vescovo di Ragusa, alla presenza delle autorità civili e militari. È seguita la lunga processione del simulacro ligneo e del reliquiario lungo la "via dei santi", conclusa con la benedizione sulla città in Piazza Madrice. L'11 maggio, giornata di ringraziamento, ha visto la visita della reliquia all'ospedale cittadino.
San Cataldo si trova a pochi chilometri da Caltanissetta, lungo la SS 122. In auto dall'autostrada A19 Palermo-Catania, uscita Caltanissetta. La stazione ferroviaria di riferimento è quella di Caltanissetta Centrale, collegata da autolinee locali.
Il centro nevralgico della festa è la Chiesa Madre e l'adiacente Piazza Madrice, nel centro storico. La processione attraversa la tradizionale "via dei santi" e le principali vie cittadine.
Tutte le celebrazioni religiose e le manifestazioni civili sono a ingresso libero e gratuito.
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Chiesa Madre (Immacolata Concezione)
Piazza Madrice, 93017 San Cataldo