La festa del santo patrono di Naro: la straula trascinata con la corda, il pane benedetto e la fiera lungo Viale Umberto
Nel cuore della provincia di Agrigento, il borgo medievale e barocco di Naro — soprannominato la Fulgentissima — dedica al suo patrono, San Calogero Eremita, una delle feste religiose più intense e partecipate della Sicilia. Per quasi una settimana, generalmente a metà giugno, il Comune di Naro vive un susseguirsi di celebrazioni liturgiche, processioni, intrattenimenti musicali e momenti di forte devozione popolare che coinvolgono l'intera comunità e i tanti emigrati che tornano in paese per l'occasione.
Il culto di San Calogero a Naro affonda le radici nella terribile peste che colpì la Sicilia tra il 1624 e il 1626. Secondo la tradizione, la terziaria francescana suor Serafina Maria Pulcella ebbe una visione in cui il Santo prometteva, per sua intercessione, la fine del contagio. Quando l'epidemia cessò, la città scelse San Calogero come patrono e protettore al posto della precedente patrona, Santa Caterina d'Alessandria. Nel 1693 il Santo venne nuovamente invocato per aver protetto Naro dal devastante terremoto che colpì il Val di Noto: per questo il Santo è ricordato anche l'11 gennaio. Il venerato simulacro, il Santo nero dalla lunga barba scura, con il bastone e la cassetta delle medicine simbolo delle guarigioni, fu scolpito dallo scultore Francesco Frazzotta nel 1566 ed è custodito nella cripta del Santuario.
Il rito più spettacolare e identitario è la processione della straula: il fercolo con la statua del Santo viene collocato su una pesante slitta votiva e trascinato lungo le vie del paese da due file di fedeli aggrappati a robuste funi, la cosiddetta corda, lunga fino a 150-200 metri e donata per voto come ringraziamento per le grazie ricevute. Durante il percorso i devoti salgono sulla straula per asciugare simbolicamente il sudore del simulacro con fazzoletti bianchi, poi conservati come reliquie protettive, mentre la folla grida «Viva Diu e San Calò». Caratteristica della festa è anche la benedizione del pane votivo, modellato a forma delle diverse membra del corpo e distribuito ai fedeli come segno di guarigione.
I giorni della festa intrecciano momenti religiosi e civili. Le mattine sono scandite dalle messe nel Santuario, mentre la vigilia e la sera della festa principale offrono cortei della banda musicale, intrattenimenti nelle piazze del centro (Piazza Roma, Piazza Cavour, Piazza Garibaldi), spettacoli di fuochi d'artificio e concerti di musica leggera e siciliana. Lungo Viale Umberto si snoda la grande fiera-mercato, appuntamento tradizionale che richiama visitatori da tutto l'agrigentino. La giornata centrale, il 18 giugno, culmina con la messa solenne celebrata dall'Arcivescovo e con la solenne processione del Santo.
La festa è anche l'occasione per scoprire Naro, ricca di chiese, palazzi nobiliari, il Castello Chiaramontano e il Duomo, in un paesaggio collinare tipico dell'entroterra siciliano. Tra fede, tradizione e convivialità, la Festa di San Calogero rappresenta uno degli appuntamenti più autentici della Regione Sicilia.
I festeggiamenti in onore di San Calogero si sono aperti martedì 16 giugno con le messe nel Santuario e, in serata, il concerto di «Morena e Federico» in Piazza Roma. Mercoledì 17 giugno, vigilia della festa, hanno animato il paese il corteo della banda musicale «Petiliana» di Delia, diretta dal maestro Angelo Galiano, l'intrattenimento in Piazza Cavour e in tarda serata un grande spettacolo di fuochi d'artificio.
Il momento culminante è stato giovedì 18 giugno, con la messa solenne presieduta dall'Arcivescovo Alessandro Damiano e la solenne processione della straula, trascinata con la corda lungo Viale Umberto, la Chiesa Madre e il Corso Vittorio Emanuele fino a Piazza Garibaldi. Le serate successive hanno proposto la musica siciliana (19 giugno), la «Festa del Rifugiato» (20 giugno) e, domenica 21 giugno per l'ottava, il concerto finale dei Los Locos, con il loro repertorio dance e pop anni Novanta, in Piazza Garibaldi.
Naro si trova nell'entroterra della provincia di Agrigento. In auto si raggiunge da Agrigento (circa 30 km) o da Canicattì lungo la SS122. La stazione ferroviaria più comoda è quella di Canicattì, da cui proseguire in autobus o taxi; l'aeroporto più vicino è quello di Comiso, mentre Palermo e Catania distano circa 2 ore di auto.
Le celebrazioni religiose e la fiera sono gratuite e si svolgono nel centro storico. Durante i giorni della festa, e in particolare il 18 giugno, le vie centrali sono chiuse al traffico: conviene parcheggiare in periferia e raggiungere a piedi le piazze. Si consiglia di arrivare con anticipo per assistere alla processione della straula.
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Santuario di San Calogero e centro storico di Naro