La 'Festa di li Fimmini' che ricorda il miracolo della pioggia del 1957 a Caltabellotta
La Festa del Ringraziamento di Caltabellotta, nel cuore della provincia di Agrigento in Sicilia, è una delle ricorrenze più intime e identitarie di questo borgo medievale arroccato a oltre 900 metri di altitudine. Si celebra ogni anno verso la fine di marzo e nei primi giorni di aprile in ringraziamento al SS. Crocifisso 'Dio Vivo' e alla Maria SS. dei Miracoli, patroni del paese.
L'origine della festa affonda le radici in un episodio rimasto nella memoria collettiva caltabellottese. Tra il 1956 e il 1957 una lunga e grave siccità minacciava i raccolti e la sopravvivenza stessa delle famiglie contadine. Il 27 marzo 1957 gli abitanti portarono in processione i simulacri della Madonna dei Miracoli e del Crocifisso verso la contrada Giubbu, invocando con l'antico grido in dialetto «l'acqua e lu pani vulemu». La tradizione racconta che una nuvola comparve dal mare e che iniziò finalmente a piovere, salvando i campi. Da quell'anno la comunità istituì una festa annuale di ringraziamento.
La ricorrenza è conosciuta da tutti come 'Festa di li Fimmini', la festa delle donne, perché a organizzarla è da sempre un comitato composto esclusivamente da donne caltabellottesi, che si occupano della raccolta delle offerte, dell'addobbo e dell'uscita dei simulacri. È un tratto distintivo che rende questa celebrazione diversa dalla grande festa patronale estiva e che ne fa un esempio raro di devozione popolare al femminile.
Il rito si articola in due momenti processionali. Il corteo prende avvio dalla Chiesa dei Cappuccini con l'uscita del Crocifisso 'Dio Vivo' e prosegue verso la Chiesa di Sant'Agostino. Il percorso attraversa le strade più caratteristiche del centro storico — via Fontanelle, Piazza Umberto I, Randa, Pietra, Putieddi, San Paolo — toccando i diversi rioni del paese prima del rientro.
Il venerato simulacro della Madonna dei Miracoli risale al 1546. Secondo la tradizione fu scolpito dal legno di un albero di fico trovato presso la rupe Gogala: durante la lavorazione un improvviso e violento temporale minacciò di rovinare l'opera, ma l'artigiano ritrovò la statua miracolosamente intatta e perfettamente asciutta. Nei secoli i fedeli hanno donato oro alla Madonna per le grazie ricevute, rendendo il simulacro particolarmente prezioso e amato.
L'edizione 2026 ha unito alla consueta Festa del Ringraziamento un evento eccezionale: l'Incoronazione canonica del simulacro della Madonna dei Miracoli, autorizzata con decreto dell'Arcidiocesi di Agrigento del 19 marzo 2026, nella solennità di San Giuseppe.
La corona, realizzata dall'orafo Benedetto Gelardi di Palermo con l'oro donato dai fedeli e raccolto da un comitato di donne caltabellottesi, pesa circa 600 grammi.
L'incoronazione è stata possibile grazie al decreto dell'Arcidiocesi di Agrigento e alla corona realizzata dall'orafo Benedetto Gelardi con l'oro donato dai fedeli.
Caltabellotta si trova nella provincia di Agrigento, nella Sicilia sud-occidentale. In auto si raggiunge da Sciacca (circa 20 km) lungo la SP37; le stazioni ferroviarie più vicine sono quelle di Sciacca e Castelvetrano. L'aeroporto più comodo è quello di Palermo (Punta Raisi), a circa due ore di strada.
La festa si svolge tra la fine di marzo e i primi giorni di aprile nel centro storico del borgo. Le processioni partono dalla Chiesa dei Cappuccini e dalla Chiesa di Sant'Agostino. L'ingresso alle celebrazioni religiose e alle processioni è libero e gratuito.
Il borgo è arroccato in altura: indossa scarpe comode per le vie in salita e in pietra. Le serate di marzo possono essere fresche, porta una giacca. Approfitta della visita per scoprire i resti del castello normanno e i panorami sulla valle.
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Chiesa Madre e centro storico
Piazza Umberto I, 92010 Caltabellotta