La patrona di Scafati fra novena, processioni nei quartieri e fuochi d'artificio
A Scafati, comune della provincia di Salerno in Campania, la festa patronale di Santa Maria delle Vergini non è soltanto un appuntamento del calendario liturgico: è il momento in cui la città intera si riconosce. La venerazione ruota attorno alla statua custodita nella Chiesa Madre, tradizionalmente datata al 1713 e attribuita allo scultore napoletano Nicola Fumo. L'iconografia è rara e commovente: la Vergine è raffigurata in attesa, con il volto giovane e le braccia aperte, mentre accoglie sotto il manto due giovani donne — una povera e una benestante — a ricordare che la protezione della Madonna non fa differenze. Da qui il titolo «delle Vergini» e da qui la fedeltà di generazioni di scafatesi.
La chiesa che la custodisce sorge nel cuore del centro, a due passi dal ponte sul fiume Sarno, e le prime attestazioni documentarie della sua esistenza risalgono al Medioevo. Attorno a questo perno la comunità ha costruito nei secoli un impianto di festa che unisce liturgia, spettacolo e cucina popolare.
Il vero segnale di partenza arriva a metà mese. La sera del 16 luglio la statua esce dalla Chiesa Madre e percorre le strade del centro partendo da Piazza Vittorio Veneto, con sosta davanti alla Casa Comunale: è il momento in cui l'amministrazione, a nome dell'intera cittadinanza, chiede la protezione della patrona. Uno spettacolo pirotecnico offerto dal Comune di Scafati accompagna il passaggio, prima che la Madonna venga collocata solennemente sull'altare maggiore, aprendo così i nove giorni di novena fatti di lodi al mattino, rosario e messa serale.
Il cuore della festa cade intorno alla quarta domenica di luglio. Tre giorni scanditi da messe solenni, presiedute anche da rappresentanti della Diocesi di Nola, e soprattutto da processioni fluviali di fedeli che non si limitano al centro storico ma raggiungono metodicamente ogni quartiere: Parco Vinicio, Terralavoro, Corso Nazionale, Parco Primavera, le palazzine Mariconda, la zona delle Industrie, il quartiere dei Vetrari. È una scelta pastorale precisa e molto sentita: la Madonna «va a casa» di tutti, anche nelle periferie più lontane dalla Chiesa Madre, e i balconi si addobbano al suo passaggio.
Con oltre cinquantamila abitanti, Scafati è uno dei centri più popolosi dell'Agro Nocerino Sarnese, la pianura fra il Vesuvio e i Monti Lattari famosa per il pomodoro San Marzano e per una tradizione conserviera che ha fatto scuola nel mondo. Il territorio comunale confina con l'area archeologica di Pompei e conserva a sua volta testimonianze romane, a partire dai resti rinvenuti lungo il Sarno. Chi arriva per la festa trova quindi una città di pianura viva e rumorosa, dove la devozione mariana convive con una gastronomia schietta: mozzarella, pomodoro, melanzane, dolci di pasticceria napoletana.
Chi non è del posto resta colpito dalla durata delle processioni — si cammina per ore, sotto il sole e poi nel fresco della sera — e dalla partecipazione trasversale: bambini, anziani, famiglie intere che aspettano la statua sull'uscio di casa. Non è una festa costruita per il turismo, ed è proprio questo che la rende autentica. Il consiglio è di scegliere un punto lungo il percorso, farsi spiegare da un residente in quale quartiere passerà la Madonna e poi confluire in Piazza Vittorio Veneto per la parte civile, fra bancarelle, luci e musica fino a tarda notte.
Il calendario 2026 ha rispettato la struttura tradizionale della festa scafatese. Giovedì 16 luglio, alle 20, la statua della patrona è uscita da Piazza Vittorio Veneto per un giro fra le principali strade del centro — via Chiesa Madre, via Duca D'Aosta, via Fiume — con la sosta rituale davanti alla Casa Comunale e lo spettacolo pirotecnico offerto dal Comune di Scafati. Al rientro, la collocazione solenne della Madonna sull'altare maggiore ha aperto i nove giorni di novena.
Il fine settimana successivo ha concentrato il momento più intenso: sabato 25 luglio la messa solenne delle 11 è stata presieduta da monsignor Pasquale Capasso, vicario generale della Diocesi di Nola, seguita alle 17 dalla processione verso Parco Vinicio e Terralavoro. Domenica 26, doppia processione mattutina e pomeridiana, con don Gennaro Romano alla messa delle 8. Lunedì 27, messa presieduta da don Leonardo Falco e processione conclusiva verso Santa Maria delle Grazie e il quartiere dei Vetrari; in serata, in Piazza Vittorio Veneto, il concerto gratuito dell'Orchestra all'Italiana con il tributo a Renzo Arbore, inserito nella rassegna Scafati Summer. Il 24 luglio, in piazza, era già tornata la Sagra della Mulignana, nata nel 1987 e da sempre legata ai festeggiamenti della patrona.
Ore 20: processione con la statua da Piazza Vittorio Veneto lungo via Chiesa Madre, via Duca D'Aosta e via Fiume, con sosta alla Casa Comunale e spettacolo pirotecnico offerto dal Comune di Scafati. Al rientro, collocazione solenne della Madonna sull'altare maggiore e inizio della novena.
In Piazza Vittorio Veneto, sagra dedicata alle specialità a base di melanzana, nata nel 1987 e legata ai festeggiamenti in onore della patrona: stand gastronomici e proposte senza glutine.
In auto: uscita Scafati dell'autostrada A3 Napoli-Salerno, poi indicazioni per il centro. Nei giorni delle processioni molte strade del centro sono chiuse o interdette temporaneamente al traffico: conviene parcheggiare in periferia e proseguire a piedi.
In treno: la stazione di Scafati è servita dalla linea Circumvesuviana (EAV) Napoli-Poggiomarino-Sarno. In alternativa, stazione di Pompei o Nocera Inferiore sulla linea Napoli-Salerno, poi bus o taxi.
In aereo: aeroporto di Napoli-Capodichino, a circa 30 km.
Tutte le celebrazioni religiose, le processioni, gli spettacoli pirotecnici e i concerti in Piazza Vittorio Veneto sono a ingresso libero e gratuito. A pagamento solo le consumazioni agli stand gastronomici della Sagra della Mulignana.
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Chiesa Madre di Santa Maria delle Vergini e Piazza Vittorio Veneto
Piazza Vittorio Veneto, 84018 Scafati