Fede, arte effimera e memoria del Riscatto Baronale nell'ottava del Corpus Domini
La Festa dei Quattro Altari è la manifestazione più identitaria di Torre del Greco, la città del corallo affacciata sul Golfo di Napoli, nella Città Metropolitana di Napoli, in Campania. Si celebra nell'ottava del Corpus Domini — da cui il nome popolare di «Uttava» — e affonda le sue radici nel Seicento, quando a Napoli il viceré don Pedro Fernández de Castro stabilì che durante l'ottava i fedeli potessero ricevere la benedizione eucaristica da quattro altari collocati ai punti cardinali della città.
A Torre del Greco, però, la festa assume un significato ulteriore e tutto civile: dal 1699 ricorda il Riscatto Baronale, l'atto con cui i torresi, a costo di enormi sacrifici economici, si affrancarono dal dominio feudale e riscattarono il proprio territorio. Fede e libertà si intrecciano così in una celebrazione che è insieme religiosa, artistica e civica, e che la comunità sente profondamente propria.
Il cuore visivo della festa sono i quattro altari monumentali: grandi strutture scenografiche dipinte a mano, decorate con composizioni floreali e allestite in quattro punti del centro storico. Ogni altare porta un titolo e un tema ed è firmato da un maestro allestitore. Accanto agli altari, i tappeti artistici realizzati in segatura colorata trasformano i sagrati delle chiese e i cortili dei palazzi in immense tele orizzontali, destinate per loro natura a durare soltanto pochi giorni.
Dopo un lungo silenzio durato circa sedici anni, la festa è stata riportata in vita nel 2024 dall'amministrazione comunale guidata dal sindaco Luigi Mennella. L'edizione 2026, in programma dal 12 al 14 giugno, è la terza consecutiva dalla ripresa e conferma un modello ormai consolidato: oltre quaranta appuntamenti distribuiti in tre giorni, con il centro cittadino, la spiaggia del Fronte, il porto e la Villa Comunale trasformati in un unico grande palcoscenico diffuso.
Il palco principale è quello di Piazza Santa Croce, davanti alla Basilica Pontificia, dove ogni sera si tiene un concerto gratuito affidato a un artista di richiamo nazionale. Nel resto della città vanno in scena compagnie teatrali locali, bande musicali, gruppi di canto popolare e spettacoli di danza, in una formula di «teatro diffuso» che porta l'arte nei larghi, sulla spiaggia e negli spazi recuperati come l'ex mercato del pesce. Il Museo MAC3 ospita la sezione dedicata ai più giovani, tra street art dal vivo, stand-up comedy e musica d'autore napoletana, e apre le sue sale alle dimostrazioni di lavorazione del corallo e del cammeo, l'artigianato che ha reso celebre Torre del Greco nel mondo.
La chiusura è affidata alla tradizione più attesa: allo scoccare della mezzanotte dell'ultimo giorno i maestri pirotecnici torresi accendono lo spettacolo pirotecnico sul mare nella zona del porto, un rito che in città si chiama da sempre «botte a mare» e che raduna migliaia di persone lungo il litorale. Sul versante gastronomico, la Villa Comunale V. Ciaravolo ospita il Villaggio dei Sapori, con prodotti tipici e vini campani a prezzi di mercato, mentre bancarelle e hobbisti animano Via Vittorio Veneto e Via Comizi.
Assistere ai Quattro Altari significa vedere una comunità intera al lavoro: parrocchie, associazioni, artigiani, scuole e compagnie amatoriali che per settimane preparano altari, tappeti e spettacoli. È una delle poche occasioni in cui l'arte effimera di tradizione napoletana si può ammirare dal vivo, a pochi chilometri da Ercolano, Pompei e dal Vesuvio: un motivo in più per inserire Torre del Greco in un itinerario di giugno lungo il Miglio d'Oro vesuviano.
L'edizione 2026 della Festa dei Quattro Altari si è tenuta a Torre del Greco da venerdì 12 a domenica 14 giugno, nell'ottava del Corpus Domini, con un programma presentato al Palazzo Baronale dall'amministrazione comunale. Terza edizione consecutiva dopo il ritorno della manifestazione nel 2024, ha coinvolto l'intero centro storico, la spiaggia del Fronte, il Museo MAC3, la Villa Comunale V. Ciaravolo e la zona portuale.
I quattro altari monumentali sono stati allestiti in Piazza Luigi Palomba, al Palazzo Baronale, a Largo Costantinopoli e su Corso Garibaldi, affiancati da quattro tappeti artistici in segatura colorata. Ogni sera, alle 22:00 in Piazza Santa Croce, un grande concerto a ingresso libero, preceduto dal riscaldamento di Radio Marte dalle 21:15. Nella Villa Comunale il Villaggio dei Sapori ha proposto prodotti tipici campani dalle 17:30 alle 23:30, mentre il Museo MAC3 ha ospitato la sezione «Giovani in festa».
In treno: la stazione Torre del Greco della Circumvesuviana EAV (linea Napoli–Sorrento) si trova a pochi minuti a piedi dal centro storico; la città è servita anche dalla stazione Trenitalia sulla linea Napoli–Salerno. In auto: autostrada A3 Napoli–Salerno, uscita Torre del Greco, poi indicazioni per il centro. In aereo: aeroporto di Napoli Capodichino, a circa 20 km.
Nei tre giorni il centro storico è in gran parte pedonalizzato e la viabilità viene modificata: conviene lasciare l'auto nelle aree periferiche e raggiungere a piedi Piazza Santa Croce, il Palazzo Baronale e la Villa Comunale. Gli altari e i tappeti sono visitabili lungo un percorso continuo a piedi.
La manifestazione è a ingresso libero e gratuito, concerti di Piazza Santa Croce compresi. Si paga solo quanto si consuma al Villaggio dei Sapori e presso le attività commerciali.
Le serate si concentrano tra le 18:00 e la mezzanotte: arrivare nel tardo pomeriggio permette di vedere altari e tappeti con la luce del giorno e di trovare posto sotto il palco. Per i fuochi conclusivi, la zona porto e il lungomare sono i punti di osservazione migliori. Scarpe comode e abbigliamento leggero: a giugno le serate vesuviane sono miti ma le distanze a piedi sono notevoli.
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Centro storico: Piazza Santa Croce, Palazzo Baronale, Villa Comunale V. Ciaravolo, Museo MAC3, zona porto
Piazza Santa Croce, 80059 Torre del Greco