Il cinema degli ultimi nel borgo natale del regista, sul tetto della Campania
L'Ettore Scola Irpinia International Film Festival è la rassegna che dal 2025 riporta il grande cinema a Trevico, Comune della provincia di Avellino, in Campania, dove è nato il regista di «C'eravamo tanto amati». È promosso dall'associazione IrpiniaMia, guidata da Maria Raffaella Calabrese De Feo, in collaborazione con la famiglia Scola e con il Comune di Trevico come partner principale; il progetto si è classificato al primo posto nel bando della Film Commission della Regione Campania.
La direzione artistica è affidata a Silvia Scola, sceneggiatrice e figlia del regista, insieme al giornalista e critico cinematografico Fabio Ferzetti; per l'edizione 2026 la squadra si è allargata a Vittorio Giacci e Marta Rizzo. Collaborano l'Università di Salerno, con il corso di Arti visive, musica e spettacolo, e il suo Osservatorio Gender Studies.
La linea del festival è dichiarata già nel primo bando: «il cinema degli ultimi». È un omaggio diretto alla poetica di Ettore Scola, che ha raccontato le periferie, le famiglie, i perdenti e i dimenticati senza retorica e senza folklorismi. Il festival cerca opere capaci di dare voce ai margini e di smuovere gli ingranaggi della società, perché il racconto degli ultimi non sia un esercizio nostalgico ma uno sguardo civile sul presente.
La giuria è composta da cinque membri — quattro giurati più il presidente — rinnovati ogni anno e scelti dalla direzione artistica tra personalità del cinema nazionale e internazionale. Nelle edizioni successive è previsto anche un concorso dedicato alle opere prime, tra corti e documentari.
Il cuore del festival è Palazzo Scola, la casa di famiglia donata al Comune nel 2003 perché diventasse uno spazio culturale per la comunità: qui si tengono le mostre, gli incontri del mattino e le visite guidate. Le proiezioni serali si svolgono all'aperto nell'Arena Ettore Scola, Piazza Nicola Ferrara ospita gli stand enogastronomici e Piazza Ettore Scola la cerimonia di premiazione. Il programma non è fatto solo di film: presentazioni di libri, dibattiti, mostre e incontri aperti al pubblico e ai giovani accompagnano ogni giornata, insieme ai classici del cinema italiano e internazionale e alle retrospettive dedicate all'opera di Scola.
Il festival non resta chiuso nel borgo: già dalla prima edizione ha coinvolto tutti i Comuni della Baronia, nove municipalità confinanti e due centri fuori dalla Campania, Candela e Monteleone di Puglia. È una scelta che dice molto del progetto: usare il cinema per tenere in vita l'Alta Irpinia dei piccoli paesi, quella stessa area interna che Scola ha portato sullo schermo in «Trevico-Torino. Viaggio nel Fiat-Nam».
Arrivare a Trevico è già parte dell'esperienza: con i suoi 1.094 metri di altitudine è il Comune più alto della regione, il «tetto dell'Irpinia», un borgo di poco più di ottocento abitanti affacciato su un panorama che nelle giornate limpide corre verso il Tavoliere. Anche in pieno agosto le serate in quota sono fresche: una felpa o una giacca leggera sono utili per le proiezioni all'aperto.
Dopo il buon esito della prima edizione, l'Ettore Scola Irpinia International Film Festival torna a Trevico, in provincia di Avellino, dal 7 al 10 agosto 2026 con il titolo «Scola seconda». L'edizione si inserisce nelle iniziative che in tutta Italia ricordano il decennale della scomparsa del regista trevicano e, per questo, sarà interamente dedicata alla sua figura e alla sua opera: gli organizzatori parlano di un programma «denso e articolato», costruito per consolidare il successo di pubblico e di critica del 2025.
La rassegna è promossa dall'associazione IrpiniaMia, presieduta da Maria Raffaella Calabrese De Feo, con la direzione artistica di Silvia Scola, Fabio Ferzetti, Vittorio Giacci e Marta Rizzo. Come nella prima edizione, il baricentro è Palazzo Scola, con le proiezioni serali all'aperto e la premiazione nelle piazze del borgo, e il coinvolgimento dei Comuni della Baronia intorno a Trevico.
In auto: autostrada A16 Napoli-Canosa, uscite di Vallata o Lacedonia, poi strade provinciali in salita verso Trevico. Trevico non ha stazione ferroviaria: le stazioni di riferimento più comode sono Avellino e Foggia, da cui si prosegue in auto.
Associazione IrpiniaMia, Comune di Trevico (AV) — CAP 83058. Informazioni e regolamenti su www.trevico.net; e-mail del festival: [email protected].
Il borgo è piccolo e tutto in pendenza: conviene lasciare l'auto all'ingresso del paese e muoversi a piedi. I posti letto a Trevico sono pochi, perciò è meglio prenotare con anticipo negli altri paesi della Baronia (Vallesaccarda, Vallata, Ariano Irpino). Le temperature serali a 1.094 metri scendono anche ad agosto: porta qualcosa di più pesante di una maglietta.
Nessuna foto al momento. Condividi le tue!
5 foto massimo, 5 MB per foto (JPG, PNG, WebP)
Aiutaci a tenere aggiornata questa scheda. Ogni proposta è verificata dal nostro team prima della pubblicazione.
Nessuna valutazione — sii il primo!
Nessun commento al momento. Sii il primo!
Condividi la tua esperienza con la comunità.
Palazzo Scola