Carri di cartapesta, maschere e ritmo di quadriglia nell'agro vesuviano
Ogni inverno, per pochi giorni, Poggiomarino cambia volto. Il comune affacciato sulla pianura del Sarno, all'ombra del Vesuvio, nella Città Metropolitana di Napoli e in piena Campania, lascia le sue strade ai carri allegorici, ai gruppi mascherati e alla musica. È il Carnevale di Poggiomarino, la festa popolare più attesa dell'anno: una manifestazione che non nasce in un ufficio, ma nei capannoni dove per mesi i volontari modellano la cartapesta, saldano le strutture e cuciono i costumi.
Il Carnevale poggiomarinese è una festa storica del paese, rimasta a lungo nella memoria collettiva prima di essere riportata in strada dall'associazione Il Carro, presieduta da Angelo Albano con il vicepresidente Raffaele Guastafierro e sostenuta dall'amministrazione comunale. Il rilancio ha rimesso in moto una macchina fatta quasi solo di braccia volontarie: chi disegna i bozzetti, chi costruisce i carri, chi prova per settimane le coreografie, chi si occupa della sicurezza del percorso.
Accanto a Il Carro lavorano la Pro Loco Poggiomarino APS e le scuole della città, a partire dall'Istituto Comprensivo 1 Capoluogo, che ogni anno coinvolge centinaia di alunni nella preparazione delle maschere e nella partecipazione alla sfilata. È questa alleanza tra associazionismo e scuola a dare al Carnevale di Poggiomarino la sua identità: non uno spettacolo da guardare, ma una festa che si fa insieme.
Nel 2026 il Carnevale di Poggiomarino si è articolato su due giornate, domenica 15 e martedì 17 febbraio, quest'ultimo coincidente con il Martedì Grasso. Il tema scelto è stato "Made in Napoli", un omaggio esplicito all'identità partenopea: la sua musica, i suoi colori, la sua ironia e quella teatralità di strada che appartiene a tutta l'area vesuviana.
Il gruppo dell'associazione Il Carro ha portato in strada la sua "Parata", una performance corale che ha attraversato le vie del centro trascinando con sé il pubblico. La stampa locale ha raccontato la giornata come un'esplosione di colori, musica e tradizione capace di coinvolgere cittadini di ogni età, con gli studenti dell'Istituto Comprensivo 1 Capoluogo tra i protagonisti assoluti.
Il cuore della festa resta la sfilata. I carri allegorici avanzano lentamente lungo le strade del paese, seguiti dai gruppi a piedi: bambini in maschera, ballerini, figuranti in costume. Ad accompagnarli c'è la musica, e con essa il ritmo della quadriglia, la danza mascherata che nell'entroterra vesuviano e nell'agro nocerino-sarnese è una vera e propria firma carnevalesca — basti pensare ai vicini carnevali di Palma Campania e di Striano, che condividono con Poggiomarino lo stesso calendario e la stessa passione.
A Poggiomarino il Carnevale è soprattutto un fatto sociale. Le famiglie escono di casa, i negozi si riempiono, le vie che di solito sono attraversate soltanto dalle auto diventano per qualche ora uno spazio condiviso. Il coinvolgimento delle scuole fa il resto: i ragazzi non sono spettatori, ma costruttori della festa, e il risultato è una manifestazione che si rinnova ogni anno con energie nuove.
Con circa 31.000 abitanti e le frazioni di Flocco e Fornillo, Poggiomarino è un comune giovane per storia urbanistica: si è sviluppato attorno al canale del Conte di Sarno, la grande opera idraulica avviata alla fine del Cinquecento, e ha preso il nome attuale nel Settecento. Proprio gli scavi legati al canale hanno restituito una delle scoperte archeologiche più importanti della zona: il villaggio protostorico su palafitte di Longola, insediamento dell'età del Bronzo che gli studiosi collegano alle origini stesse del popolamento dell'area pompeiana.
Chi arriva per il Carnevale si trova quindi in un territorio che unisce la vitalità dell'agro vesuviano alla vicinanza con alcuni dei luoghi più visitati d'Italia: Pompei, Sarno, il Parco Nazionale del Vesuvio e la costa sono tutti a breve distanza.
Il Carnevale di Poggiomarino segue il calendario mobile della festa: le giornate di sfilata si concentrano tra la domenica di Carnevale e il Martedì Grasso, quindi tra fine gennaio e inizio marzo a seconda dell'anno. Gli orari di partenza e il percorso definitivo vengono comunicati dagli organizzatori sui canali social nei giorni immediatamente precedenti: conviene sempre verificarli, perché in caso di maltempo le sfilate possono essere rinviate, come accade regolarmente nei carnevali della zona.
Due date, un solo tema. Il Carnevale di Poggiomarino 2026 ha occupato le strade del comune della Città Metropolitana di Napoli domenica 15 e martedì 17 febbraio, chiudendo con il Martedì Grasso.
Il filo conduttore, "Made in Napoli", ha trasformato la festa in un tributo alle radici: musica, colori e teatralità di strada dichiaratamente partenopei. Gli associati de Il Carro hanno portato in scena la loro "Parata", mentre gli studenti dell'Istituto Comprensivo 1 Capoluogo hanno sfilato con costumi e coreografie preparati nelle settimane precedenti, affiancati dalla Pro Loco Poggiomarino APS.
La stampa locale ha raccontato una città coinvolta a ogni età, tra sorrisi e momenti di autentica emozione: la conferma che, quando una tradizione viene affidata a mani appassionate, non solo resiste ma si rinnova.
In treno — la stazione di Poggiomarino è servita dalla rete Circumvesuviana (EAV), con collegamenti da Napoli e dai comuni vesuviani; dalla stazione il centro si raggiunge a piedi in pochi minuti ed è la soluzione più comoda nei giorni di sfilata.
In auto — dall'autostrada A3 Napoli–Salerno si esce a Scafati o Angri; dall'A30 Caserta–Salerno l'uscita di riferimento è Palma Campania. Attenzione: durante le sfilate le vie del centro vengono chiuse al traffico, conviene parcheggiare nelle zone periferiche e proseguire a piedi.
In aereo — aeroporto internazionale di Napoli–Capodichino, a circa 35 km.
Le sfilate si svolgono su strada e la partecipazione è gratuita: non è previsto alcun biglietto. Sono a pagamento soltanto gli eventuali stand gastronomici, i gadget e le maschere venduti sul posto.
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