Maschere, cortei e tradizione popolare nel cuore dell'agro atellano
A Sant'Arpino, in provincia di Caserta, il Carnevale non è soltanto una parentesi di allegria invernale: è il momento in cui la comunità si riconosce nella propria storia. Il Carnevale Atellano prende il nome dall'antica Atella, la città osca il cui territorio corrisponde oggi a Sant'Arpino e ai comuni vicini, e richiama esplicitamente le fabulae Atellanae, le farse mascherate che proprio in questa terra videro la luce e che hanno lasciato una traccia profonda nella commedia popolare italiana. Non è un caso che la manifestazione sia da anni una delle più sentite dell'area a nord di Napoli, a cavallo fra la provincia di Caserta e quella partenopea.
Il motore della manifestazione è il Comitato Permanente del Carnevale Atellano, oggi intitolato alla memoria di Virginio Guida, ideatore e presidente storico della festa, scomparso di recente e a cui l'edizione 2026 è stata dedicata. Al suo fianco lavorano l'Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Ernesto Di Mattia, l'assessorato alla Cultura e le associazioni del territorio, in un modello organizzativo che ha fatto del Carnevale un vero progetto di comunità più che un semplice evento di piazza.
La cifra distintiva del Carnevale Atellano è il ruolo da protagonisti affidato ai più piccoli. L'Istituto Comprensivo "Rocco-Cinquegrana", diretto dalla dirigente Debora Belardo, partecipa con i propri alunni alla sfilata inaugurale: due cortei mascherati partono dai plessi De Amicis e Cinquegrana e convergono verso la piazza, riempiendo di colori, musica e coriandoli le strade cittadine. La domenica mattina è invece dedicata all'animazione per bambini, con giochi, musica e intrattenimento pensati per le famiglie.
Negli ultimi anni la manifestazione ha superato i confini comunali: dall'edizione 2025 il Carnevale Atellano è diventato un cartellone condiviso fra Sant'Arpino, Succivo e Orta di Atella, i tre centri che si riconoscono nell'eredità dell'antica Atella, con grandi parate che attraversano i rispettivi centri storici fino alla premiazione delle maschere più belle. È una delle esperienze più interessanti di collaborazione fra comuni in Campania, capace di trasformare una festa locale in un appuntamento di area vasta.
Chi arriva a Sant'Arpino nei giorni di Carnevale trova una festa autenticamente popolare, lontana dai grandi circuiti turistici e proprio per questo genuina: gruppi mascherati improvvisati, famiglie intere in costume, bancarelle di dolci tipici, musica dal vivo e dj set nelle piazze. Non mancano i riferimenti alla tradizione musicale campana, con formazioni locali e gruppi di bottari che scandiscono il ritmo dei cortei con tini, botti e falci, un patrimonio sonoro tipico di questa parte della Campania.
Il Carnevale Atellano è, in definitiva, uno di quegli appuntamenti che raccontano meglio di qualsiasi guida che cosa significhi la tradizione popolare in Campania: una festa che nasce dal basso, che coinvolge le scuole e le associazioni e che ogni anno riporta in strada un immaginario di maschere vecchio di duemila anni.
Il Carnevale 2026 di Sant'Arpino ha avuto un significato particolare: la comunità lo ha vissuto come un omaggio a Virginio Guida, presidente e promotore del Comitato Permanente del Carnevale Atellano, figura centrale nella valorizzazione della festa. L'Amministrazione comunale, con il sindaco Ernesto Di Mattia e l'assessore alla Cultura Giovanni Maisto, ha scelto di puntare sulle iniziative rivolte a bambini e ragazzi, considerate il modo più coerente per onorarne la memoria.
Il momento più atteso è stato la sfilata di venerdì 13 febbraio, con gli alunni dell'Istituto Comprensivo "Rocco-Cinquegrana" guidato dalla dirigente Debora Belardo: due cortei mascherati sono partiti dai plessi De Amicis e Cinquegrana per convergere poi verso la piazza, animando le strade cittadine di colori, musica ed entusiasmo.
La mattina di domenica 15 febbraio è stata invece dedicata all'animazione per i più piccoli, con giochi, musica e intrattenimento in piazza. Un appuntamento pensato per le famiglie, che ha chiuso un fine settimana di festa vissuto interamente all'aperto e a partecipazione libera.
Gli orari puntuali dei singoli appuntamenti non sono stati diffusi dagli organizzatori nei comunicati pubblici.
Sant'Arpino si trova nella pianura a nord di Napoli, in provincia di Caserta. In auto si esce dall'Asse Mediano o dalla Strada Statale 7 bis; da Napoli il tragitto richiede circa 30 minuti, da Caserta poco più di 25. In treno la stazione di riferimento più comoda è quella di Frattamaggiore-Grumo Nevano, sulla linea Napoli-Caserta, collegata poi con autobus locali; la stazione ferroviaria di Napoli Centrale dista circa 20 km.
Le iniziative si svolgono nelle strade e nelle piazze del centro e sono a partecipazione libera: non risultano biglietti né quote di iscrizione per assistere ai cortei e all'animazione.
L'offerta ricettiva è concentrata nei comuni vicini e soprattutto a Napoli e a Caserta, entrambe a meno di mezz'ora di auto: sono le basi più comode per chi arriva da fuori regione.
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