Carri di cartapesta, gruppi di ballo e maschere nel cuore dell'agro nocerino-sarnese
Ogni inverno, per pochi giorni, Sant'Antonio Abate cambia volto. Il comune dell'agro nocerino-sarnese, incastonato fra i Monti Lattari e la piana del Sarno nella Città Metropolitana di Napoli, in Campania, si trasforma in un palcoscenico a cielo aperto per il Carnevale Abatese: carri allegorici alti diversi metri, gruppi di ballo in costume, migliaia di persone lungo le strade del centro e un'intera comunità che si riconosce nella propria festa più identitaria.
Il carnevale si celebra ad Abate con continuità dalla metà degli anni Settanta. Nel corso dei decenni gli artigiani locali hanno affinato la tecnica della cartapesta, che resta ancora oggi la base di ogni costruzione: telai, carta, colla e colore, lavorati a mano nei capannoni di paese durante i mesi che precedono la sfilata. I maestri carristi non si limitano a costruire, ma insegnano il mestiere ai ragazzi abatesi: attorno ai carri ruotano centinaia di giovani, e nell'edizione del 2024 se ne contarono oltre cinquecento. È questo passaggio di consegne, più ancora dei carri, il vero patrimonio del Carnevale Abatese.
Ogni carro nasce da un gruppo, con un nome e una storia propria: negli ultimi anni hanno lavorato alle costruzioni formazioni come Enigma, Black Jack 21, New Generation, Dioniso, Nikkinnella, Gli Incartati e Africano. I carri non sono statue mute: si muovono, si aprono, cambiano forma, e sono accompagnati da gruppi di ballo che presentano coreografie preparate per mesi, valutate poi in una gara che premia sia le costruzioni sia le esibizioni.
I temi spaziano dal cinema d'animazione all'attualità: nel 2026 sono sfilati sette carri intitolati Alice e le sue Meraviglie, Il nuovo Eden, Las Vegas, Joker, La Musica ci Unisce, La Guerra è un Gioco e Pinocchio nel Paese dei Balocchi.
Una parte consistente del programma è pensata per i più piccoli. Le mattine sono dedicate all'animazione in piazza, con laboratori, gonfiabili e incontri con i personaggi dei cartoni animati, mentre le scuole del territorio, gli istituti "E. Forzati" e "Mosé Mascolo-De Curtis", organizzano la propria sfilata di alunni in maschera su un tema scelto ogni anno: nel 2025 è stato quello di stelle, pianeti e galassie.
L'edizione 2026 ha legato la festa a un tema ambientale. Il Comune di Sant'Antonio Abate, insieme a Velia Ambiente e all'Associazione Carnevale Abatese, ha lanciato un contest riservato ai residenti fino a 18 anni: costumi realizzati esclusivamente con materiali di riciclo, dalla carta al cartone, dalla plastica ai tappi e agli imballaggi. Come ha sintetizzato la sindaca Ilaria Abagnale, «educare al riciclo significa educare alla bellezza e al rispetto del futuro».
Il Carnevale Abatese non è una manifestazione turistica costruita a tavolino: è una festa di paese cresciuta dal basso, gratuita e aperta a tutti, in un angolo di Campania che i visitatori attraversano spesso senza fermarsi, tra Pompei, Castellammare di Stabia e la penisola sorrentina. Chi arriva nei giorni giusti trova strade piene, musica a tutto volume, coriandoli fino a tarda sera e la possibilità di vedere da vicino come nasce un carro di cartapesta.
Il Carnevale Abatese 2026 si è articolato su tre giornate, dal 15 al 17 febbraio, nelle strade e nelle piazze di Sant'Antonio Abate. Domenica 15 e martedì 17 le mattinate sono state dedicate all'esposizione dei carri e all'animazione per i più piccoli, mentre nel pomeriggio le due grandi sfilate hanno attraversato il centro fino a sera. Il lunedì, come novità di quest'anno, la festa si è spostata sui giovani con una serata-evento trasformata in discoteca a cielo aperto.
La pioggia ha però costretto l'amministrazione a fermare una delle sfilate: la sindaca Ilaria Abagnale ne ha annunciato l'annullamento richiamando il principio che «la sicurezza viene prima di tutto», e il corteo dei carri è stato riprogrammato alla domenica successiva, il 22 febbraio.
Il tema dell'edizione è stato la sostenibilità. Il Comune di Sant'Antonio Abate, con Velia Ambiente e l'Associazione Carnevale Abatese, ha lanciato un contest riservato ai residenti fino a 18 anni: realizzare il proprio costume di carnevale usando soltanto materiali di riciclo, come carta, cartone, plastica, tappi, imballaggi e oggetti di scarto. I costumi sono stati fotografati in piazza e votati online, con premi per la creatività, per l'idea di riuso migliore e per la trasformazione ambientale più riuscita.
Sant'Antonio Abate si trova in provincia di Napoli, a pochi chilometri da Pompei e da Castellammare di Stabia. In auto si esce dall'autostrada A3 Napoli-Salerno a Castellammare di Stabia o ad Angri, proseguendo poi sulla viabilità locale. In treno le stazioni più comode sono quelle della Circumvesuviana di Pompei Santuario e di Castellammare di Stabia, collegate al paese da autolinee locali; l'aeroporto di riferimento è Napoli-Capodichino.
L'ingresso è libero e gratuito: le sfilate si svolgono su strada pubblica e non è previsto alcun biglietto. Le mattinate di animazione ed esposizione dei carri si tengono indicativamente dalle 10 alle 13, mentre le sfilate partono nel pomeriggio e proseguono fino alle 23.
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Piazza della Libertà, 80057 Sant'Antonio Abate